Oscar 2022: i 15 migliori registi da tenere d’occhio (previsioni ottobre)

AGGIORNAMENTO PREVISIONI:Oscar 2022: i 12 migliori registi da tenere d’occhio (previsioni novembre 2021)

Dopo il passaggio di numerosi film aiFestival chiaveche precedono l’Awards Seasoncome quello diCannes,diVeneziae diToronto, è il momento di tirare le somme e incrociare lereactionsdella critica americana verso le prove registiche più apprezzate. Come sappiamo la strada è ancora lunga prima dei verdetti dei Directors Guild of America Awards assegnati dal sindacato dei registi e che ogni anno anticipano i verdetti degli Oscar per la Miglior regia. Nel frattempo, prima che inizi ufficialmente laStagione dei Premi 2021/2022, scopriamo quali registi hanno maggiori possibilità di entrare in lizza per gliOscar 2022.

Quali registi hanno più chance di entrare nella corsa agli Oscar 2022 nella categoria Best Director?

15. SIAN HEDER (CODA)

La talentuosaSian Heder, al suo secondo lungometraggio, potrebbe già ottenere l’attenzione da parte dell’Academygrazie al suo sorprendente contributo nella pellicolaCodache le ha fatto finora guadagnare numerosi premi tra cui ilDirectors to WatchalPalm Springs International Film Festival, ilRay of Sunshine AwardalNorwegian International Film Festival, senza dimenticare i4 premiall’ultimoSundance Film Festivaltra cui quello per lamiglior regia.La versione americana del film franceseLa famiglia Bélier, ha toccato il cuore della critica americana e ha consacrato laHeder, particolarmente apprezzata per il suo stile empatico e diretto con cui evitando ogni facile retorica ha saputo raccontare le dinamiche di una famiglia di genitori non udenti con protagonista una figlia combattuta tra la paura di abbandonarli e il suo amore per la musica.

14. WES ANDERSON (THE FRENCH DISPATCH)

Il7 voltecandidato agliOscarWes Andersonpotrebbe quest’anno ottenere laseconda nominationcomemiglior registadopo quella ottenuta nel2015per il meravigliosoThe Grand Budapest Hotelinsieme a quelle per loscripte per ilmiglior film, senza contare le2comemiglior film d’animazione(Fantastic Mr. Fox, L’isola dei cani) e le altre2per lamiglior sceneggiatura(The Royal Tenenbaums, Moonrise Kingdom). L’occasione è offerta dalla pellicola corale presentata in anteprima all’ultimoFestival di Cannes,The French Dispatchche con il suo ricchissimo cast rappresenta una lettera d’amore al mondo dei reporter ambientata in un avamposto di un giornale americano in una città francese fittizia del XX° secolo che dà vita alla raccolta di storie pubblicate su“The French Dispatch Magazine”.

13. PEDRO ALMODOVAR (MADRES PARALELAS)

Il maestro del melodramma contemporaneoPedro Almodovar, grazie all’applaudita pellicolaMadres Paralelascon cui esplora il passato tra identità mancate e passioni materne,presentata con successo all’ultimoFestival di Venezia, potrebbe conquistare unaseconda candidaturaagliOscarcomemiglior registadopo averla ottenuta nel2003perParla con lei, film che gli fece guadagnare l’ambita statuetta nella categoriamiglior sceneggiatura originale.Indipendentemente però da questo esito comunqueAlmodovarpotrebbe essere uno dei protagonisti della prossimaStagione dei premi,dato che ci sono molte probabilità cheMadres Paralelasvenga scelto dallaSpagnaper la corsa agliOscarper la categoriaBest International Feature Film. Si tratta di una decisione attesa ma non scontata, considerando che proprio nel2003laSpagnascelseI lunedì al solediFernando León de AranoasnobbandoParla con leiche riuscì poi comunque ad ottenere2 candidaturee a vincere1 Oscar!

12. ASGHAR FARHADI (A HERO)

Il regista iranianoAsghar Farhadivincitore per ben2 voltedell’Oscarper ilMiglior film internazionale(nel2012perUna Separazionee nel2017perIl cliente), potrebbe ottenere laprima candidaturacomeMiglior registagrazie alla sua apprezzata pellicolaA Hero,presentata tra gli applausi all’ultimoFestival di Cannesdove ha vinto il prestigiosoGrand Prix, con cui continua la sua indagine kafkiana sulle contraddizioni e sui paradossi della società in cui vive trasformando l’odissea di un singolo in uno scatto di coscienza collettiva. AncheA HerocomeMadres Paralelaspotrebbe essere scelto per rappresentare il proprio Paese(Iran)per la categoriaBest International Feature Film.

11. ADAM MCKAY (DON’T LOOK UP)

A distanza di3 annidalla sua ultimacandidaturaagliOscarcomemiglior regista(la prima nel2016perLa Grande Scommessa, la seconda nel2019perVice),Adam McKaypotrebbe ottenere la sua3 nominationper la categoriaMiglior regiagrazie all’attesadark comedytargataNetflixdal titoloDon’t Look Upcon un ricchissimo cast e che vede come protagonisti due astronomi (Leonardo Di CaprioeJennifer Lawrence) che dopo aver scoperto la presenza di un asteroide killer diretto verso la Terra, accettano di partecipare ad un tour mediatico per informare tutti sull’imminente pericolo.

10. PAOLO SORRENTINO (E’ STATA LA MANO DI DIO)

Il “nostro”Paolo Sorrentinopotrebbe ottenere laprima nominationagliOscarper lamiglior regiadopo aver incantato la critica americana conLa grande bellezza, film vincitore di numeri riconoscimenti tra cui l’ambita statuetta nel2014nella categoriaMiglior film internazionale. Tutto merito del suo ultimo filmE’ stata la mano di Dio(The Hand of God)in cui la sua Napoli perennemente in bilico tra tragedia e bellezza fa’ da sfondo ad una storia di formazione fatta di ispirazione e riscatto in cui ogni singolo evento traccia un’orma indelebile nelle aspirazioni del protagonista. Questa pellicola ha vinto all’ultimoFestival di Venezia ben 4 premi:il prestigiosoLeone d’Argento – Gran Premio della Giuria, ilMarcello Mastroianni Awardal giovane attoreFilippo Scottie2 Premi Pasinetti(miglior filmemiglior attriceaTeresa Saponangelo). Ovviamente data l’alta considerazione percepita dalla critica americana “sarebbe” saggio scegliere questo film per la corsa alBest International Feature Filmin rappresentanza del nostro Paese, ma viste le scelte piuttosto discutibili degli ultimi anni, tutto potrebbe succedere! In ogni caso Forza Paolo!

9. PABLO LARRAIN (SPENCER)

Il talentuoso regista cileno,PabloLarraín,autore di cult movie comeNo – I giorni dell’arcobaleno(candidato agliOscarper ilMiglior film internazionalenel2013),Il club,Emaoltre che di dueanti-biopiciconici (così come li ha definiti lui) comeNerudaeJackie, potrebbe avvicinarsi allaoscar racegrazie al suo applaudito lavoro per il filmSpencercon protagonista una meravigliosaKristen Stewartnei panni di Lady D.In particolare lo script si sofferma su un lasso di tempo ben preciso: le vacanze di Natale con la famiglia reale nella tenuta di Sandringham a Norfolk, in Inghilterra, durante le quali Diana maturò la sua decisione di divorziare dal principe Carlo.

8. RIDLEY SCOTT (HOUSE OF GUCCI)

A distanza di ben11 annidalla sua ultimacandidaturacomemiglior regista,Ridley Scottpotrebbe ottenere la sua4a nominationdopo quelle ottenute nel1992perThelma e Louise, nel2011perIl Gladiatoree nel2002perBlack Hawk Down(escludendo quella nel2016come produttore per la pellicolaThe Martian). Complice una delle sue ultime impreseHouse of Gucci, attesissimo film con protagonistiLady Gaganei panniPatrizia Reggiani, accusata di aver organizzato l’assassinio del suo ex marito appartenente allaFamiglia Gucci.

7. STEVEN SPIELBERG (WEST SIDE STORY)

Il nuovo adattamento del famoso musical diBroadwayWest Side StorydiLeonard Bernstein, Arthur LaurentseStephen Sondheim, già portato sul grande schermo nel1961daJerome Robbins e Robert Wise, aggiudicandosi10 premi Oscar tra cui miglior film e miglior regia, potrebbe regalare aSteven Spielbergla suacandidatura n°8per laMiglior regiadopo averlo vinto per questa categoria2 volte(nel1994perSchindler’s Liste nel1999perSalvate il soldato Ryan).

6. JOEL COEN (THE TRAGEDY OF MACBETH)

La prima volta in solitaria per uno dei fratelliCoen (Joel)alla regia potrebbe essere premiata con una preziosacandidaturaagliOscargrazie al contributo offerto con il filmThe Tragedy of Macbethosannato dalla critica americana dopo la sua anteprima al recenteNew York Film Festival: dalThe Telegraphche l’ha definito uno dei migliori adattamenti per il grande schermo della tragedia diShakespearealThe Hollywood Reporterche ha apprezzato la sua rivisitazione così cruda e lucida, resa affascinante da un avvolgente design stilizzato e da magistrali immagini in bianco e nero, che evocano le trame chiaro scure diCarl Theodor Dreyer.

5. PAUL THOMAS ANDERSON (LICORICE PIZZA)

Laterza candidaturaagliOscarcomemiglior registaè a portata di mano perPaul Thomas Andersondopo averla conquistata nel2008perIl Petrolieree dieci anni dopoperPhantom Thread. Tutto merito della sua attesa pellicola dal titoloLicorice Pizza(inizialmente conosciuta comeSoggy Bottom), ambientata negli anni ’70 nella San Fernando Valley a Los Angeles, ruota attorno ad una storia d’amore tra due liceali, uno dei quali è un famoso attore bambino che ha la sua notorietà a Hollywood. ConCooper Hoffman(figlio del compiantoPhilip Seymour- Hoffman) eAlana Haimnei panni dei due giovani protagonisti, con un cast corale capeggiato daBradley Cooperche interpreta il veroJon Peters, un parrucchiere diventato produttore che integra le sue entrate spacciando droga.

4. DENIS VILLENEUVE (DUNE)

A distanza di5 annidalla suaprima candidaturaagliOscarcomemiglior registaper il meravigliosoArrival,Denis Villeneuveche ha firmato cult movie comePrisoners, Enemy, Sicario, Blade Runner 2049potrebbe ottenere meritatamente la sua2a nominationgrazie allo straordinario contributo offerto nel filmDune, il nuovo adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di fantascienza scritto da Frank Herbert, che ha letteralmente entusiasmato la critica americana: daFrank Herbert che ha definito questa pellicola un’allegoria geopolitica futuristica dal grande impatto visivo aOwen GleibermandiVarietyche ha sottolineato la forza della sua regia dalla vastità maestosa.

3. GUILLERMO DEL TORO (NIGHTMARE ALLEY)

Con la diffusione del primo trailer del suo attesissimo ultimo filmNightmare Alleysono salite per il registaGuillermo Del Torole quotazioni in vista degliOscar, dopo aver vinto ben due statuette nel2018(Miglior filmeMiglior regiaper il filmLa forma dell’acqua). Le chance di conquistare la suaseconda candidaturacomemiglior registasono molteplici, complice una suggestiva realizzazione del famoso classico noir di William Lindsay Gresham, già adattato nel 1947 con il film La fiera delle illusioni per la regia di Edmund Golding con Tyron Power.

2. KENNETH BRANAGH (BELFAST)

Dopo aver vinto il prestigiosoPeople’s Choice AwardalToronto International Film Festival(premio chiave che solitamente spiana la strada verso gliOscar)Kenneth Branaghcon il suo lavoro autobiograficoBelfastè stato catapultato automaticamente nellaStagione dei Premidove sicuramente si ritaglierà uno spazio significativo. Così a distanza di ben32anni dalla suaunica candidaturacomemiglior regista(era il1990e fu candidato perEnrico V),Branaghpotrebbe avvicinarsi alprimo Oscardella sua variegata carriera.

1. JANE CAMPION(THE POWER OF THE DOG)

Sono passati ben28 annidalla sua prima e unica candidatura agliOscarper lamiglior regia: era il1994quandoJane Campionincantò la critica internazionale con lo straordinarioLezioni di Pianocon cui vinse oltre allaPalma d’OroalFestival di Cannesanche l’Oscarper lamiglior sceneggiatura. Quest’anno la magia potrebbe ripetersi grazie al suo lavoro e alla sua visione nell’adattamento del romanzo omonimo diThomas Savage,The Power of the Dogche le è valso non solo all’ultimoFestival di VeneziailLeone d’Argentoper laMiglior regiama anche ilSebastian Awardcomemiglior filmall’ultimoSan Sebastián International Film Festival.

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