Oscar 2021: i film stranieri presentati per il Miglior film internazionale

Quali sono i film stranieri che possono ambire ad una nomination agli Oscar nella categoria Miglior film internazionale?

AGGIORNAMENTO PREVISIONI: Oscar 2022: quali sono i film internazionali in pole position?

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Sono 93 i Paesi che hanno inviato agli Academy il loro film in rappresentanza della propria cinematografia nazionale.

Polonia

Polonia: ha scelto come proprio rappresentante la pellicola diretta da Malgorzata Szumowska e Michael Englert dal titolo Never Gonna Snow Again, attesa al prossimo Festival di Venezia. Al centro della vicenda un massaggiatore proveniente dall’Ucraina che diventa una figura simile ad un guru nella quotidianità triste e monotona di una comunità di ricchi residenti. Nella storia degli Oscar la Polonia ha conquistato 12 nomination vincendo l’ambita statuetta solo una volta e cioè nel 2015 con il film Ida di Pavel Pawlikowski.

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Svizzera: ha scelto come proprio rappresentante la pellicola My little sister con Nina Hoss e co-diretto da Stéphanie Chuat e Véronique Reymond, presentata in anteprima mondiale lo scorso febbraio in concorso al Festival di Berlino. Al centro della vicenda il sacrificio di una drammaturga, chiamata ad affrontare la malattia che ha colpito suo fratello gemello, divenuto un brillante attore teatrale. Fratello e Sorella, Vita e Teatro, Morte e Salute. Nella storia degli Oscar la Svizzera ha conquistato la nomination per questa categoria 5 volte (1971, Primo amore di Maximilian Schell; 1974, L’invito di Claude Goretta; 1982, La barca è piena di Markus Imhoof), vincendo l’ambita statuetta 2 volte: nel 1985 con Mosse Pericolose di Richard Dembo e nel 1990 con Viaggio della speranza di Xavier Koller.

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Costa d’Avorio: ha scelto come proprio rappresentante la pellicola Night of the Kings diretta da Philippe Lacote e presentata nella sezione Orizzonti della 77esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia. Un racconto suggestivo ambientato all’interno di una delle più grandi prigioni ivoriane come La Maca. Nella storia degli Oscar la Costa d’Avorio ha conquistato 1 sola nomination vincente nel 1976 ottenendo la statuetta per il film anticolonialista di Jean-Jacques Annaud dal titolo Bianco e Nero a colori (La Victoire en chantant).

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Bhutan: ha scelto come proprio rappresentante la pellicola Lunana: A yak in the classroom diretta da Pawo Choyning Dorji, vincitrice dell’Audience Award al Palm Springs International Film Festival. La pellicola ruota attorno alla vicenda di un insegnante che trascurando i suoi doveri finisce per essere punito dai suoi superiori che lo spediscono nella scuola più remota al mondo, situata nei ghiacciai dell’Himalaya ad un’altitudine media di 5.000 metri. Per l’insegnante quel mondo ai confini della realtà, senza elettricità e connessione ad Internet, sembra un incubo eppure saprà offrirgli una profonda lezione di vita. Data la lontananza e la mancanza di strutture, il film è stato girato con batterie solari. Nella storia degli Oscar è la seconda volta che il Bhutan presenta un film per la Selezione degli Academy Awards. La prima volta ha proposto il film La coppa di Khyentse Norbu ma senza riuscire ad ottenere l’ambita candidatura.

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Ucraina: ha scelto la pellicola Atlantis diretta da Valentyn Vasyanovych, vincitrice di numerosi riconoscimenti tra cui il premio come miglior film nella sezione Orizzonti di Venezia 76, il Premio Speciale della Giuria al Tokyo International Film Festival e il premio per la miglior fotografia al Seville European Film Festival. Il film proietta le paure del presente in una realtà post-apocalittica dove la speranza appare come una chimera. Siamo nel Donbas, terra di risorse e miniere, trasformata in un deserto senza vita come Chernobyl. Le conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina si mescolano al disastro ecologico spingendo i sopravissuti a trovare la forza per continuare a vivere. Nella storia degli Oscar l’Ucraina non è mai riuscita a conquistare la candidatura in questa categoria.

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Bosnia ed Erzegovina: ha scelto come proprio rappresentante il film Quo Vadis,Aida? diretto da Jasmila Zbanic, vincitrice di 3 premi collaterali all’ultimo Festival di Venezia (Premio Brian dell’UAAR, Premio Signis, Premio UNIMED). Il terribile massacro di Srebrenica raccontato attraverso gli occhi di una donna, una traduttrice dell’ONU che come una moderna Cassandra intuisce l’inganno dell’esercito serbo. Un racconto tragico sui momenti cruciali che hanno preceduto il primo genocidio europeo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale con l’uccisione di oltre 8000 civili di religione musulmana.
Nella storia degli Oscar la Bosnia ed Erzegovina ha ottenuto una sola nomination a cui è seguita la conquista della statuetta nel 2001 per il film di Danis Tanovic No Man’s Land.

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Tawain: punta sul film sun diretto da Chung Mong-hon presentato con successo al Toronto International Film Festival dello scorso anno e vincitore di 5 premi nazionali ai Golden Horse Awards tra cui miglior film su ben 11 nomination.

Il film esplora le dinamiche interne di una famiglia costretta a ricostruirsi dopo una grave e inaspettata rottura. Due fratelli agli antipodi verranno a scambiarsi di posto nella mente dei loro genitori tra delusioni e aspettative. Cosi ci si chiede se le persone siano in grado di cambiare o se possiamo cambiare le impressioni che le persone hanno di noi.

Nella storia degli Oscar Tawain ha ottenuto 3 nomination e 1 statuetta con 3 film firmati tutti dal maestro Ang Lee: Il banchetto di nozze (1993), Mangiare Bere Uomo Donna (1994) e la vittoria con La tigre e il dragone nel 2000.

River Tales

Lussemburgo: ha scelto il documentario di Julie Schroell, River Tales, incentrato sul progetto di un insegnante in Nicaragua che tramite uno spettacolo scritto per i bambini del suo villaggio che ha come soggetto il fiume San Juan, situato tra l’Oceano Atlantico e l’Oceano Pacifico, cerca di spingerli ad una riflessione sulla storia del loro fiume e sui numerosi viaggiatori che hanno cercato di controllarlo, mentre le loro famiglie lottano con la povertà e sono spesso costrette a migrare nella vicina Costa Rica. Nella storia degli Oscar il Lussemburgo non è mai entrato nella cinquina.

Kosovo

Kosovo: punta sul film Exil diretto da Visar Morina, selezionato per il Sundance Film Festival e per la sezione Panorama della Berlinale 2020. Vincitrice del Taiwan Film Critics Society Award, di 2 premi al Sarajevo Film Festival tra cui miglior film e del German Screenplay Award.

Al centro della vicenda il dramma di un ingegnere chimico kosovaro che lavora nella periferia tedesca. Ogni giorno si sente discriminato e vittima di bullismo sul lavoro. Un disagio sociale che lo fa precipitare in una crisi d’identità.

Nella storia degli Oscar il Kosovo ha inviato 6 film agli Academy senza mai riuscire ad entrare nella cinquina finale.

Dea Kulumbegashvili Beginning

Georgia: ha scelto la pluripremiata pellicola di Dea Kulumbegashvili Beginning vincitrice non solo del FIPRESCI al Toronto International Film Festival ma anche di 4 premi al Sebastian International Film Festival tra cui miglior film.

Al centro della vicenda lo sgretolamento emotivo di una donna che percepisce la fine come un nuovo inizio. La presa di coscienza della protagonista coincide con un evento che stravolge la comunità di testimoni di Geova attaccata da un gruppo di estremisti.

Nella storia degli Oscar la Georgia ha conquistato la la nomination per questa categoria una sola volta e cioè nel 1996 (l’anno in cui ha proposto per la prima volta un suo film: A chef in love di Nana Jorjadze). Da allora in poi non è mai riuscita ad entrare nella short list.

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Singapore: ha scelto come proprio rappresentante il film Wet Season diretto dall’acclamato regista della pellicola Ilo Ilo, Anthony Chen.

Il film ha conquistato 4 nomination agli Asian Film Critics Association Awards, 6 candidature ai Golden Horse Awards vincendo il premio per la miglior attrice Yann Yann Yeo oltre al Premio per la miglior sceneggiatura al Torino Film Festival 2019.

A Singapore è la stagione dei monsoni e in città diluvia. Al centro della vicenda la storia di un’insegnante, scissa tra un matrimonio ormai spento e la passione per un suo studente. Un conflitto che riflette il dualismo della città-stato tra sogni di libertà e crescente autoritarismo.

Nella storia degli Oscar Singapore non è mai entrato nella cinquina finale.

Heliopolis

Algeria: ha scelto come proprio rappresentante Héliopolis diretto da Djaâfar Gacem. Héliopolis è associato all’antico nome della città di Guelma, e ripercorre per due ore la vita quotidiana di una famiglia algerina pochi giorni prima delle manifestazioni del popolo algerino dell’8 maggio 1945 che ne rivendicava l’indipendenza, giorno della proclamazione della fine del II°conflitto mondiale.

Nella storia degli Oscar l’Algeria è stata nominata 5 volte: Ballando, Ballando di Ettore Scola (1984), Poussieres de vie di Rachid Bouchareb (1996), Days of Glory di Rachid Bouchareb (2007), Uomini senza legge di Rachid Bouchareb (2011) e il thriller politico Z di Costa-Gavras (1969) che ha conquistato 2 Oscar (miglior film straniero, miglior montaggio).

Repubblica Ceca

Repubblica Ceca: ha scelto Charlatan diretto dalla regista polacca Agnieszka Holland. Il film è stato selezionato per la Berlinale 2020 ed era stato scelto per il Telluride Film Festival che però poi non ha avuto luogo.

E’ la storia vera di un guaritore ceco Jan Mikolášek (1889-1973) che ha curato centinaia di persone usando rimedi a base vegetale sullo sfondo delle vicende degli anni Cinquanta totalitari. I metodi diagnostici di Mikolášek e la famigerata guarigione hanno attirato l’attenzione del regime comunista ceco che iniziò ad indagare….

Nella storia degli Oscar la Repubblica Ceca ha conquistato 3 nomination (Kolya, Divisi si perde, Dark Blue World) e vinto 1 statuetta nel 1997 con il film Kolya di Jan Sverak.

Ecuador

Ecuador: ha scelto come proprio rappresentante Emptiness diretto da Paul Venegas. Il film ha vinto il Premio come miglior film al Festival Internacional de Cine de Guayaquil dello scorso anno.

È un dramma sull’immigrazione che vede come protagonisti due immigrati cinesi appena arrivati clandestinamente ​​in Ecuador. Il loro sogno è arrivare a New York. Il futuro di entrambi è però nelle mani di Chang, un gangster bipolare che diventa sempre più ossessivo.

Nella storia degli Oscar l’Ecuador non è mai riuscito ad entrare nella cinquina finale.

Romania

Romania: punta sul doc Colectiv diretto da Alexander Nanau e presentato Fuori concorso lo scorso anno a Venezia 76 oltre ad essere stato proiettato al Toronto International Film Festival 2019 e nella sezione Spotlight del Sundance Film Festival 2020. Ha conquistato numerosi premi dal Best International Documentary Film al Zurich Film Festival al Premio Speciale della Giuria al Sofia International Film Festival.

Il film segue un’indagine dei giornalisti del quotidiano Gazeta Sporturilor sulla corruzione dell’assistenza sanitaria in seguito all’incendio del nightclub Colectiv. Jay Weissberg di Variety lo ha definito “un documentario per i nostri tempi, meritevole di ampia visibilità”.

Nella storia degli Oscar la Romania non è mai riuscita ad entrare nella cinquina finale. L’unico film ad esserci andato molto vicino è stato Beyond the Hills di Cristian Mungiu che nel 2012 fu incluso nella lista dei semifinalisti, senza però poi riuscire a conquistare la candidatura.

Panama Oscar

Panama: ha scelto il film Operacion Causa Justa diretto da Luis Franco Brantley e Luis Pacheco. Il film è ispirato a fatti realmente accaduti relativi al 20 dicembre 1989 e cioè quando l’esercito degli Stati Uniti invase Panama.

Nella storia degli Oscar, Panama non ha mai ottenuto la nomination. Dal 2014 sono 6 le pellicole che sono state presentate per la selezione in lingua straniera: Invasion di Abner Benaim, Box 25 di Mercedes Arias e Delfina Vidal, Salsipuedes di Ricardo Aguilar Navarro e Manuel Rodriguez, Mas que Hermanos di Arianne Benedetti, Yo No Me Llamo Ruben Blades di Abner Benaim, Todos Cambiamos di Arturo Montenegro.

Corea del Sud

Corea del Sud: sceglie il thriller The Man Standing Next diretto da Woo Min-ho ispirato a fatti realmente accaduti. Un film di spionaggio politico ambientato negli anni ’70.

La pellicola presentata al Fribourg International Film Festival ha vinto numerosi riconoscimenti durante l’Awards Season asiatica: dai 2 Baek Sang Art Awards per il miglior attore (Byung-hun Lee) e per il miglior contributo tecnico ai 2 Chunsa Film Art Awards (miglior attore, miglior attore non protagonista Sung-min Lee) fino alla nomination agli Asian Film Awards per il miglior attore.

Nella storia degli Oscar la Corea del Sud ha conquistato una sola volta la nomination nella categoria miglior film internazionale, è il caso di Parasite di Bong Joon-ho che dopo aver ottenuto un numero vertiginoso di riconoscimenti durante la Stagione dei Premi americana, ha vinto 4 Oscar tra cui miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura.

Palestina

Palestina: punta sul film Gaza mon amour diretto da Arab Nasser e Tarzan Nasser.

Al centro della vicenda un pescatore (Issa) che trova imbrigliata tra le sue reti un’antica statua fallica di Apollo. Un ritrovamento inaspettato che da un lato gli porterà fortuna e dall’altro gli instillerà fiducia nel destino dato che da quel momento in poi inizierà a vedere la vita sotto una luce diversa….

Il film è stato presentato con successo nella sezione Orizzonti dell’ultimo Festival di Venezia e ha vinto successivamente il NETPAC Award al Toronto International Film Festival 2020.Nella storia degli Oscar la Palestina ha conquistato 2 nomination: nel 2006 con Paradise Now e nel 2014 con Omar entrambi diretti da Hany Abu-Assad.

Croazia

Croazia: sceglie Extracurricular diretto da Ivan-Goran Vitez presentato con successo in anteprima al concorso nazionale del Pula Film FestivalDopunska nastava è un thriller cinico e tragicomico che vede come protagonista un padre divorziato furioso per non poter trascorrere del tempo con suo figlio nel giorno del suo compleanno. Così decide di irrompere nella sua classe con una torta di compleanno e un fucile sequestrando degli ostaggi. Il plot è un pretesto per criticare l’atteggiamento delle élite politiche e della società croata nel suo complesso nei confronti dell’istruzione nazionale.

Nella storia degli Oscar la Croazia non è mai riuscita a conquistare la nomination in questa categoria.

Albania

Albania: punta sul film Open Door diretto da Florenc Papas. Presentato con successo in anteprima al Sofia International Film Festival e al Sarajevo Film Festival il film in chiave road movie è un racconto agrodolce di una donna che cerca di aiutare sua sorella incinta a trovare un uomo che reciti la parte del marito prima di incontrare il loro severo padre.

Nella storia degli Oscar l’Albania non è mai riuscita a conquistare la nomination in questa categoria.

Austria film

Austria: punta su What we wanted diretto da Ulrike Kofler, tratto dal romanzo Der Lauf der Dinge dello scrittore svizzero Peter Stamm. Al centro della vicenda una coppia il cui equilibrio viene minato dal desiderio di avere un figlio. Un sogno irrealizzato che trasforma il senso di colpa in frustrazione lasciando spazio all’imprevedibile…

Nella storia degli Oscar l’Austria ha conquistato 4 nomination vincendo l’ambita statuetta 2 volte: Revanche – Ti ucciderò di Götz Spielmann (2009) e Amour di Michael Haneke (2013).

Germania

Germania: sceglie Und morgen die ganze Welt diretto da Juliavon Heinz. Presentato all’ultimo Festival di Venezia, ha vinto successivamente il Silver Hugo per il miglior cast al Chicago International Film Festival.   Al centro della vicenda una giovane donna che si unisce a un gruppo dell’Antifa con lo scopo di contrastare il movimento neo-Nazi arrivando a smarrire sé stessa nel chiedersi se la violenza possa essere una risposta legittima all’odio.  

Nella storia degli Oscar la Germania ha ottenuto per questa categoria 20 nomination conquistando l’ambita statuetta 3 volte: nel 1979 con Il tamburo di latta di Volker Schlondorff (Germania Ovest), nel 2002 con Nowhere in Africa di Caroline Link, nel 2006 con Le vite degli altri di Floriana Henckel von Donnersmarck.

Giappone

Giappone: punta sul dramma True Mothers diretto da Naomi Kawase, tratto dal romanzo di Mizuki Tsujimura e presentato con successo al Sebastian International Film Festival e al Chicago International Film Festival.   Al centro della vicenda una coppia di genitori adottivi che vive nella paura di dover perdere il loro bambino. Sarà la madre naturale a innescare il timore, con il suo ritorno inaspettato….  

Nella storia degli Oscar il Giappone ha conquistato 12 nomination vincendo una sola volta la statuetta nel 2009 con Departures di Yōjirō Takita.

Canada

Canada: punta su Funny Boy diretto da Deepa Mehta. E’ l’adattamento dell’omonimo romanzo di Shyam Selvadurai del 1994.   La pellicola è incentrata sul raggiungimento della maggiore età di Arjie Chelvaratnam, un ragazzo tamil che sta facendo i conti con la sua omosessualità sullo sfondo delle crescenti tensioni tra i tamil e i cingalesi prima dello scoppio della guerra civile nello Sri Lanka.

Nella storia degli Oscar il Canada ha conquistato 7 nomination, vincendo l’ambita statuetta una sola volta nel 2004 con il film Le invasioni barbariche di Denys Arcand.

Slovenia

Slovenia: sceglie il film Stories from the Chestnut Woods di Gregor Božič vincitore di 11 premi allo Slovene Film Festival oltre ad essere stato proiettato all’ultimo Toronto International Film Festival.  

Al centro della vicenda, nel secondo dopoguerra in una foresta tra l’Italia e la Jugoslavia, un falegname e un venditore di castagne raccontano storie catturando lo spirito senza tempo, quasi archetipico di Benečija, un’area dell’Italia orientale popolata da sloveni etnici.  

Nella storia degli Oscar la Slovenia non è mai riuscita ad entrare nella cinquina.

Estonia

Estonia: punta sulla pellicola The Last Ones diretto da Veiko Õunpuu.  

Il film è ambientato nella selvaggia tundra della Lapponia e vede come protagonista il minatore Rupi che suo malgrado lavora nella tundra con la speranza di mettere insieme abbastanza soldi per lasciare il villaggio minerario per sempre. Il lavoro in miniera improvvisamente si ferma perché il padre di Rupi, pastore di renne, si rifiuta di svendere la sua terra. Inoltre, il capo della miniera che si fa chiamare Pescatore, ha iniziato a manifestare interesse per l’amica di Rupi di cui è anche segretamente innamorato. Quando la vita nel villaggio di minatori diventa ogni giorno più dura e precaria, Rupi deve decidere a chi appartenere e per chi lottare.  

Nella storia degli Oscar l’Estonia ha conquistato una sola nomination all’Oscar e cioè nel 2014 grazie al toccante film Tangerines di Zaza Urushadze. Lo scorso anno invece il campione di incassi nazionaleTruth and Justice di Tanel Toom è entrato nella shortlist dei semifinalisti.

Venezuela

Venezuela: il doc Once Upon a Time in Venezuela diretto da Anabel Rodríguez Ríos e presentato con successo al Sundance Film Festival di quest’anno nella sezione World Cinema.

Al centro della vicenda gli abitanti dei villaggi intorno al lago Maracaibo affrontano la corruzione e l’inquinamento che minaccia le loro case e la loro sopravvivenza.  

Nella storia degli Oscar il Venezuela non è mai riuscito ad entrare nella cinquina finale.

Costarica

Costarica: Land of Ashes di Sofía Quirós Ubeda presentato lo scorso anno al Festival di Cannes nella sezione Semaine de la Critique.

Al centro della vicenda una ragazzina di 13 anni che dopo la morte della madre decide di accudire suo nonno che si rifiuta di vivere….

Nella storia degli Oscar il Costarica non è mai entrato nella cinquina finale.

Olanda

Olanda: sceglie Buladó diretto da Éche Janga vincitore del Golden Calf al Nederlands Film Festival.  

Al centro della vicenda una bambina di nome Kenza che cresce a Curaçao in una casa situata in una discarica con il padre Ouira e il nonno Weljo. Suo padre è un poliziotto, suo nonno è affascinato dal mondo spirituale. La ragazza cerca di scoprire qual è la sua strada…  

Nella storia degli Oscar l’Olanda ha ottenuto 7 nomination vincendo l’ambita statuetta ben 3 volte: The Assault nel 1987, L’albero di Antonia nel 1996 e Character nel 1998.

Spagna

Spagna: punta su La trinchera infinita (The Endless Trench) diretto da Jon Garaño, Aitor Arregi e Jose Mari Goenaga.

La pellicola ha vinto numerosi premi in patria tra cui 2 GOYA ( BelénCuesta, suono), il premio José María Forqué per il miglior film, oltre a 6 riconoscimenti al Festival Internazionale del Film di San Sebastián 2019: miglior sceneggiatura basca, miglior film, FIPRESCI, miglior regia, miglior script, il Feroz Zinemaldia.   Allo scoppio della guerra civile spagnola nel 1936, i giovani sposi Higinio e Rosa sono preoccupati per il rischio di persecuzioni, poiché Higinio è un repubblicano. L’uomo in trincea si nasconde in un seminterrato sotto la propria abitazione con l’aiuto di sua moglie.  

Nella storia degli Oscar la Spagna ha conquistato 16 nomination e collezionato ben 4 statuette: Volver a empezar di José Luis Garci (1982), Belle Epoque di Fernando Trueba (1993), Tutto su mia madre di Pedro Almodovar (1999), Mare Dentro di Alejandro Amenabar (2004).

Svezia

Svezia: Charter diretto da Amanda Kernell presentato all’ultimo Sundance Film Festival nella sezione World Cinema.  

Al centro della vicenda la storia di un’attesa, quella del verdetto di affidamento definitivo in seguito ad un divorzio che spinge una madre a rapire i suoi due figli, portandoli a Tenerife.

Nella storia degli Oscar la Svezia ha conquistato 16 nomination vincendo la statuetta ben 3 volte grazie al genio di Ingman Bergman: La fontana vergine (1960), Trough a Glass Darkly (1961), Fanny e Alexander (1983). L’ultima nomination conquistata risale al 2017 con il film The Square di Ruben Ostlund.

Malesia

Malesia: punta sull’horror Roh diretto da Emir Ezwan. Una famiglia nella foresta riceve una visita da una strana ragazzina che porta con sé un presagio spaventoso.

Nella storia degli Oscar la Malesia non è mai riuscita ad entrare nella cinquina.

Grecia

Grecia: l’opera prima di Christos Nikou dal titolo Apples, prodotto da Cate Blanchett.  

Presentato nella sezione Orizzonti di Venezia77, ha al suo attivo il Silver Hugo per la miglior sceneggiatura al Chicago International Film Festival. Il film ruota intorno al tema della memoria selettiva: una pandemia sviluppa nelle persone un’amnesia improvvisa, un uomo viene iscritto a un programma di recupero progettato per creare nuovi ricordi.  

Nella storia degli Oscar la Grecia ha conquistato 5 volte la nomination in questa categoria ma senza mai riuscire a vincere l’ambita statuetta: Electra (1962), Le lanterne rosse (1963), Sangue sulla terra (1965), Ifigenia (1977), Dogtooth (2010).

Peru

Peru: ha scelto Song Without a Name di Melina León, presentato nella sezione Quinzaine des réalisateurs del Festival di Cannes 2019. La pellicola ha vinto numerosi premi nei diversi Festival dove è stato proiettato: dai 4 premi ai Cine Ceará al National Cinema Festival ai 5 conquistati al Festival Huelva Latin American Film, fino al New Visions Grand Jury Prize vinto Palm Springs International Film Festival.   Il film ruota intorno alla vicenda misteriosa di una madre che porta il suo neonato in una clinica medica, ma che poi è costretta a realizzare che niente è come sembra….   Nella storia degli Oscar il Perù ha conquistato una sola nomination nel 2009 grazie al film La teta asustada di Claudia Llosa.

Bulgaria

Bulgaria: punta su The Father diretto da Kristina Grozeva e Petar Valchanov.   La pellicola ha vinto il Premio per il miglior film al Trieste Film Festival, il prestigioso Crystal Globe al Festival International Karlovy Vary e ben 2 Golden Rose Bulgarian Feature Film (script, film)   The Father è un intimo dramma familiare sulle difficoltà di connettersi con chi ci è vicino tra sequenze grottesche e rivelazioni tragicomiche.   Nella storia degli Oscar la Bulgaria non è mai riuscita ad entrare nella cinquina finale. Solo nel 2009 ci è andata molto vicina con il film di Stephan Komandarev Il mondo è grande e la salvezza si nasconde dietro l’angolo che fu selezionato tra i 9 semifinalisti, ma senza poi ottenere la nomination.

Guatemala

Guatemala: La Llorona (The Weeping Woman) diretto da Jayro Bustamante. E’ stato presentato con successo in numerosi Festival tra cui il Miami Film Festival dove ha conquistato il Knight Marimbas Award e Venezia76 nella sezione VeniceDays dove ha vinto 2 premi (Fedeora Award per il miglior film, GdA Director’s Award per la miglior regia). Inoltre l’attrice Margarita Kenéfic ha ottenuto una nomination agli International Cinephile Society Awards per la miglior attrice non protagonista.   Una rilettura del mito latino-americano della Llorona per raccontare il dramma della guerra civile in Guatemala.Nella storia degli Oscar il Guatemala non è mai riuscito ad entrare nella cinquina finale.

Slovacchia: ha scelto The Auschwitz Report (Správa) diretto da Peter Bebjak.

È la storia vera di Freddy e Walter, due giovani ebrei slovacchi, deportati ad Auschwitz nel 1942. Il 10 aprile 1944, dopo una meticolosa pianificazione e con l’aiuto e la resilienza dei loro detenuti, riescono a fuggire. I due uomini sono spinti dalla speranza che le loro prove possano salvare vite umane.

Nella storia degli Oscar la Slovacchia non ha mai ottenuto la nomination in questa categoria.

Iran: punta sul dramma sul lavoro minorile Sun Children scritto e diretto da Majid Majidi. È stato presentato a Venezia 77 dove ha vinto il Marcello Mastroianni Award per la miglior giovane promessa assegnato a Roohollah Zamani. Inoltre ha conquistato 3 Crystal Simorgh Awards (film, scenografia, sceneggiatura) al Fajr Film Festival.

Il dodicenne Ali ei suoi tre amici, insieme lavorano duramente per sopravvivere e sostenere le loro famiglie. In una serie di eventi che sembrano miracolosi, Ali viene incaricato di trovare un tesoro nascosto sottoterra. Tuttavia, per poter accedere al tunnel dove è sepolto il tesoro, Ali e la sua banda devono prima iscriversi alla vicina Sun School, un’istituzione di beneficenza che cerca di educare i ragazzi di strada ei bambini lavoratori.

Nella storia degli Oscar l’Iran ha conquistato la prima nomination nel 1999 con I ragazzi del paradiso di Majid Majidi per poi vincere successivamente l’ambita statuetta per ben 2 volte: nel 2012 con il film Una separazione, e nel 2017 con Il cliente, entrambi firmati dal maestro Asghar Farhadi.

Kenya: il documentario The Letter diretto da Maia Lekow e Chris King. Presentato all’ultimo Festival internazionale del cinema di Durban.

Un giovane visita il villaggio di sua nonna per scoprire che cosa si nasconde dietro l’accusa di stregoneria che ha stravolto la sua esistenza.

Nella storia degli Oscar il Kenya ha inviato 5 volte un proprio film all’Academy in rappresentanza della sua cinematografia, senza mai però riuscire a conquistare la nomination.

Indonesia: Impetigore (Perempuan Tanah Jahanam ) scritto e diretto da Joko Anwar e presentato al Sundance Film Festival. La pellicola ha conquistato ben 16 nomination ai premi cinematografici nazionali del Festival Film Indonesia.

Un racconto horror tra atmosfere cupe e angoscianti e terribili presenze soprannaturali con lo scopo di esplorare le radici malsane del misticismo popolare.

Nella storia degli Oscar l’Indonesia non è mai riuscita ad entrare nella cinquina finale.

Lesotho: punta sul titolo This Is Not a Burial, It’s a Resurrection diretto da Lemohang Jeremiah Mosese e co-prodotto da Cait Pansegrouw ed Elias Ribeiro.

Al centro della vicenda la storia di una vedova consumata dal dolore che trova nel desiderio della morte la possibilità di ricongiungersi con la sua famiglia. I suoi piani però vengono interrotti quando apprende che il villaggio e il vicino cimitero verranno ricollocati a causa della costruzione di un bacino idrico….

La pellicola ha vinto un numero vertiginoso di premi assegnati nei vari Festival dove è stato proiettato tra cui il Grand Prize al Taipei Film Festival, il Visionary Filmmaking al Sundance Film Festival, lo Special Jury Prize al Montclair Film Festival, il premio FIPRESCI all’Hong Kong International Film Festival.

Belgio: Working Girls (Filles de joie) diretto da Frédéric Fonteyne e Anne Paulicevich.

Al centro della vicenda tre donne comuni (Axelle, Dominique e Conso) si ritrovano ogni mattina in un parcheggio di quartiere per andare a lavorare dall’altra parte del confine, dove si trasformano e diventano Athéna, Circé e Héra, prostitute in un famoso bordello.

Nella storia degli Oscar il Belgio ha ottenuto la nomination per questa categoria ben 7 volte senza mai vincere la statuetta. L’ ultima candidatura risale al 2014 con il film Alabama Monroe – Una storia d’amore (The Broken Circle Breakdown) di Felix Van Groeningen.

Turchia: Miracle in Cell No.7 (7. Koğuştaki Mucize) diretto da Mehmet Ada Öztekin nonché remake del film omonimo sudcoreano. La pellicola ha vinto 6 Golden Artemis, i premi nazionali assegnati al Festival internazionale del film di Izmir.

La storia si svolge in un flashback in un villaggio nel 1983. Un uomo con problemi mentali, Mehmet Koyuncu (Memo), vive con la sua giovane figlia, Ova, e sua nonna su una collina. Ma il suo mondo viene sconvolto quando viene accusato ingiustamente di aver ucciso una ragazza morta a causa di un incidente.

Nella storia degli Oscar la Turchia non è mai riuscita a conquistare la candidatura. Solo nel 2008 ci è andata molto vicina con il film Three Monkey di Nuri Bilge Ceylan riuscendo ad entrare nella short list dei semifinalisti, per poi però mancare la nomination.

Norvegia: sceglie Hope diretto da Maria Sødahls con Stellan Skarsgard. La pellicola ha vinto 2 Amanda Awards su 8 nomination (gli Oscar Norvegesi) tra cui miglior attrice e miglior scenografia.

Al centro della vicenda la vita di una coppia che viene lacerata non appena alla moglie viene diagnosticato un cancro al cervello.

Nella storia degli Oscar la Norvegia è stata nominata 5 volte: Nove vite (1958), L’arciere di ghiaccio (1988), Gli angeli della domenica (1997), Elling (2002), Kon-Tiki (2013) senza però mai riuscire a conquistare la statuetta.

Russia: sceglie Cari compagni! il film storico sulla strage di Novocherkassk diretto da Andrei Konchalovsky, vincitore del Silver Hugo per la miglior regia al Chicago International Film Festival e presentato con successo a Venezia 77 dove ha vinto il Premio Speciale della Giuria.

Durante la manifestazione di lavoratori a Novocherkassk nel 1962 presso l’impianto di locomotive elettriche, la funzionaria Lyudmila assiste ad una sparatoria sulla folla per ordine della Commissione governativa. Poi improvvisamente intravede tra i manifestanti che si oppongono sua figlia che scompare nella piazza tra le urla e gli spari…

Nella storia degli Oscar la Russia ha conquistato 7 nomination e vinto l’ambita statuetta una sola volta nel 1994 con il film Bruciato dal sole di Nikita Mikhalkov. Lo scorso anno Beanpole di Kantemir Balagov ha sfiorato la candidatura dato che è riuscito ad entrare nella shortlist dei semifinalisti per poi restare fuori dallla cinquina finale.

Israele: punta su Asia diretto da Ruthy Pribar e presentato al Tribeca Film Festival 2020 dove ha vinto 3 premi: migliore attrice, migliore fotografia e il premio Nora Ephron alla regista. Il film ha ricevuto 13 nomination agli Ophir Awards (considerati gli Oscar israeliani). Senza dimenticare il Roberto Rossellini Award conquistato al Festival Internazionale del Film di Pingyao (2020).

Al centro della vicenda una ragazza madre di nome Asia che non riesce ad instaurare alcun rapporto con la figlia adolescente Vika nonostante vivano sotto lo stesso tetto. La loro routine è però sconvolta quando la salute di Vika peggiora rapidamente. La sua malattia si rivela un’opportunità per rivelare il grande amore all’interno di questo piccolo nucleo familiare.

Nella storia degli Oscar l’Israele ha conquistato ben 10 nomination, senza però conquistare l’ambita statuetta. Nel 2018 ha sfiorato l’undicesima candidatura con Foxtrot di Samuel Maoz riuscendo ad entrare nella short list dei semifinalisti.

Portogallo: ha scelto Listen diretto da Ana Rocha de Souza. Presentato con successo all’ultimo Festival di Venezia nella sezione Orizzonti dove ha vinto il Premio Speciale della Giuria.

Al centro della vicenda l’instancabile battaglia di una coppia di genitori migranti in terra straniera che cerca di tenere insieme i cocci della propria famiglia.

Nella storia degli Oscar il Portogallo non ha mai ricevuto la nomination in questa categoria.

Montenegro: ha deciso di puntare su Grudi (Breasts) di Marja Perović proiettato al Balkan Panorama Film Festival.

Una riunione ventennale tra 4 amiche si trasforma in un’esperienza edificante. Ognuna di loro vive in un paese diverso dell’ex Jugoslavia e percepisce il proprio futuro in maniera diversa.

Nella Storia degli Oscar il Montenegro non è mai riuscito ad entrare nella cinquina finale.

Messico: sceglie il film I’m No Longer Here scritto e diretto da Fernando Frías de la Parra. La pellicola ha vinto 10 Ariel Awards (gli Oscar messicani) oltre a numerosi premi conquistati nei vari Festival dove è stato presentato: dai due riconoscimenti al Morelia International Film Festival tra cui miglior film e l’Audience Award ai premi come miglior attore e miglior pellicola al Festival Internazionale del Cinema del Cairo.

A Monterrey, in Messico, una giovane gang di strada trascorre le giornate ballando al ritmo della cumbia. Dopo un malinteso con il cartello locale, il loro leader è costretto a migrare negli Stati Uniti, ma presto arriverà a desiderare di tornare a casa.

Nella storia degli Oscar il Messico ha al suo attivo 9 nomination e 1 statuetta vinta grazie alla pluripremiata pellicola di Alfonso Cuaron, Roma (che poi ha conquistato anche l’Oscar per la miglior fotografia e la miglior regia).

Macedonia del Nord: ha deciso di puntare sulla pellicola Willow diretta da Milcho Manchevski, presentata al Festival internazionale del cinema di Pechino e alla Festa del Cinema di Roma.

Attraverso una triplice struttura narrativa si racconta la storia di alcune donne che combattono le circostanze della vita. Le tre storie agrodolci, una medievale, due contemporanee, si specchiano e si contrappongono, esplorando i temi dell’amore, della fiducia e della maternità.

Nella storia degli Oscar la Macedonia del Nord ha ottenuto 2 nomination: nel 1994 grazie al meraviglioso film di Milcho Manchevski dal titolo Prima della Pioggia e lo scorso anno con il documentario Honeyland di T. Kotevska e Ljubomir Stefanov.

Sudan: punta su You Will Die at 20 diretto da Amjad Abu Alalal che ha vinto lo scorso anno al Festival di Venezia il Luigi De Laurentiis Award per la miglior opera prima a Venezia76.

Successivamente la pellicola ha vinto un numero vertiginoso di premi assegnati nei vari Festival dove è stato proiettato: dal Premio Speciale della Giuria al Festival Internazionale del Film di Guanajuato al premio come miglior film al Festival del cinema di El Gouna, fino al Grand Prix al Festival Internazionale del Film di Friburgo.

Poco dopo la nascita di Muzamil, il santone del villaggio prevede che morirà all’età di 20 anni. Il padre di Muzamil di fronte alla maledizione abbandona la sua famiglia. Sakina invece alleva suo figlio da sola fino a quando Muzamil compie 19 anni….

Nella storia degli Oscar è la prima volta che il Sudan presenta un proprio film per la competizione nella categoria Miglior film Internazionale.

Lituania: punta su Nova Lituania diretto da Karolis Kaupinis.

La pellicola ha conquistato 13 nomination ai premi nazionali, i Lithuanian Film Awards oltre a vincere il premio come miglior film al Festival internazionale del cinema di Atene (2019) e il premio Cineuropa al Festival internazionale del cinema di Vilnius (2020)

È la fine degli anni ’30. Prevedendo l’imminente guerra in Europa, il geografo lituano Feliksas Gruodis ha un’idea per salvare il suo paese stabilendo una colonia lituana all’estero. Il piano è un massiccio esodo verso la cosiddetta “Riserva Lituania” in caso di occupazione, ma il suo sogno si rivelerà un’utopia.

Nella storia degli Oscar la Lituania non è mai entrata nella cinquina finale.

Sud Africa: ha scelto Toorbos diretto da Rene van Rooyen.

Il film esplora lo sradicamento di una giovane donna e della sua comunità durante il periodo degli ultimi abitanti della foresta di Knysna, in Sudafrica, negli anni ’30.

Nella storia degli Oscar il Sud Africa ha conquistato 2 nomination e una statuetta: la prima candidatura è arrivata nel 2004 con Yesterday e la seconda, quella vincente, nel 2005 con il film Tsotsi.

Finlandia: ha scelto Tove sull’illustratrice Tove Jansson, scritto da Eeva Putro e diretto da Zaida Bergroth.

La pellicola è incentrata non solo sulla vita di Tove Jansson e sulle sue relazioni personali, ma anche sulle ispirazioni e suggestioni che hanno portato alla creazione dei famosi libri di Moomin.

Nella storia degli Oscar la Finlandia ha conquistato una sola nomination nel 2003 grazie al meraviglioso film di Aki Kaurismaki, L’uomo senza passato, senza però riuscire a vincere l’ambita statuetta.

Danimarca: punta su Another Round di Thomas Vinterberg. La pellicola ha al suo attivo 4 nomination agli European Film Awards e l’Audience Award al London Film Festival.

Al centro della vicenda quattro insegnanti di scuola decidono di testare su di loro stessi una teoria secondo cui un costante stato d’ebbrezza porterebbe enormi benefici alla vita di tutti i giorni…

Nella storia degli Oscar la Danimarca ha conquistato 12 nomination e vinto 3 statuette: nel 1987 con Il Pranzo di Babette di Gabriel Axel, nel 1988 con Pelle alla conquista del mondo di Bille August e nel 2010 con Un mondo migliore di Susanne Bier.

Brasile: il documentario premiato al Festival di Venezia 2019 Babenco: Tell Me When I Die diretto da Bárbara Paz vincitrice del Golden Conch Award al Mumbai International Film Festival.

Il doc si concentra sugli ultimi anni di vita del regista Hector Babenco, morto di cancro nel 2016. Nel 1986 era stato candidato agli Oscar per la regia de Il bacio della donna ragno e di recente aveva diretto Willem Dafoe in “My Hindu Friend”, storia autobiografica di un uomo malato.

Nella storia degli Oscar il Brasile è riuscito a conquistare la candidatura ben 4 volte La parola data di Anselmo Duarte (1962), Il Quadriglio di Fabio Barreto (1996), 4 giorni a settembre di Bruno Barreto (1998), Central do Brazil di Walter Salles (1999)

Suriname: ha inviato la pellicola Wiren diretto da Ivan Tai-Apin.

Al centro della vicenda un ragazzo sordo che combatte contro le discriminazioni. Dopo essere stato respinto dall’Università, si rende conto che le persone sorde non godono degli stessi diritti e opportunità delle persone udenti. Così decide di fare causa al governo per costringerli ad aderire alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità….

Nella storia degli Oscar è la prima volta che il Suriname presenta un proprio film per la competizione nella categoria Miglior film Internazionale.

Giordania: ha scelto 200 metri del regista palestinese Ameen Nayfeh presentato all’ultimo Festival di Venezia dove ha vinto il BNL People Choice Award nella sezione Venice Days.

Inoltre ha conquistato vari premi al Festival del cinema di El Gouna tra cui il prestigioso FIPRESCI assegnato dalla critica Internazionale.

Al centro della vicenda la disperata lotta di un padre che deve far visita al figlio in un ospedale che è situato però dall’altra parte del muro. I duecento metri si trasformano in un’odissea di duecento chilometri, tra rabbia, angoscia e un barlume di speranza.

Nella storia degli Oscar la Giordania ha conquistato 1 nomination nel 2015 con il film Theeb di Naji Abu Nowar.

Cile: sceglie The Mole Agent diretto da Maite Alberdi e presentato quest’anno al Sundance Film Festival nella sezione World Cinema Documentary Competition. Inoltre ha vinto il Premio del pubblico come miglior film europeo al Festival internazionale del cinema di San Sebastián.

Al centro della vicenda un investigatore privato che decide di assumere un uomo per lavorare come talpa in una casa di riposo dove un suo cliente sospetta ripetuti abusi sugli anziani.

Nella storia degli Oscar il Cile ha conquistato l’ambita statuetta nel 2017 con Una donna fantastica di Sebastián Lelio e ottenuto precedentemente nel 2012 una nomination con il film No di Pablo Larrain.

Francia: punta su Deux diretto da Filippo Meneghetti, presentato alla Festa del Cinema di Roma e vincitore dell’Audience Award al Montclair Film Festival.

Al centro della vicenda una relazione duratura ma segreta tra due vicine di casa interpretate da Barbara Sukowa e da Martine Chevallier.

Nella storia degli Oscar la Francia ha ottenuto ben 38 nomination e 9 Oscar per questa categoria, escludendo le 3 statuette onorarie assegnate tra il 48′ e il 52′ ai due film di René Clement (Au-delà des grilles, Jeux interdits) e a Monsieur Vincent di Maurice Cloche.

Colombia: sceglie il film Forgotten We’ll Be di Fernando Trueba con protagonista Javier Cámara. Basato sulla storia vera di Héctor Abad Gómez, un professore universitario colombiano che sfidò l’establishment del suo Paese.

Nella storia degli Oscar la Colombia ha conquistato la nomination 1 sola volta e cioè nel 2016 con la pellicola di Ciro Guerra, El abrazo de la serpiente, per poi andarci molto vicino due anni fa’ con il film Oro verde che infatti fu selezionato per la short list dei semifinalisti senza però conquistare successivamente la candidatura.

Repubblica Dominicana: punta su A State of Madness di Leticia Tonos. Un film noir evocativo ambientato nel 1953 nella Repubblica Dominicana durante la crudele dittatura di Leonidas Trujillo.

Nella storia degli Oscar la Repubblica Dominicana non è mai riuscita ad entrare nella cinquina finale.

Lettonia: ha scelto Blizzard of Souls di Dzintars Dreibergs campione d’incassi nazionale. Ha al suo attivo 7 nomination ai premi del Festival nazionale del cinema lettone oltre alla candidatura ai World Soundtrack Awards.

Dopo aver perso sua madre e la sua casa, il protagonista (Arturs) trova una certa consolazione nell’arruolarsi nell’esercito.Tuttavia, la guerra non è per niente come si immaginava.

Nella storia degli Oscar la Lettonia non è mai riuscita ad entrare nella cinquina finale.

Kirghizistan: ha deciso di inviare la pellicola Running to the Sky diretta da Mirlan Abdykalykov vincitrice del prestigioso FIPRESCI al Busan International Film Festival.

È la storia di uno scolaro a cui vengono offerti maggiori opportunità dopo aver scoperto il suo talento per la corsa….

Nella storia degli Oscar il Kirghizistan non è mai riuscito ad entrare nella cinquina finale.

Tunisia: ha scelto The Man Who Sold His Skin con Yahya Mahayni e Monica Bellucci, diretto da Kaouther Ben Hania. Presentato all’ultimo Festival di Venezia nella sezione Orizzonti dove ha vinto il premio per il miglior attore, nonché vincitore del premio come miglior film arabo al Festival del cinema di El Gouna.

Sam Ali, un giovane siriano sensibile e impulsivo, fugge dalla guerra lasciando il suo paese per il Libano. Per poter arrivare in Europa e vivere con l’amore della sua vita, accetta di farsi tatuare la schiena da uno degli artisti contemporanei più intriganti e sulfurei del mondo.

Nella storia degli Oscar la Tunisia non è mai riuscita a conquistare la nomination.

Uzbeghistanha scelto 2000 Songs of Farida di Yalkin Tuychiev presentato al Busan International Film Festival.

La vita pacifica di Kamil con le sue tre mogli nella remota regione del Turkestan viene interrotta quando arriva una quarta moglie. Le dinamiche interne di una famiglia poligama si incrociano con gli effetti di un imminente conflitto civile come metafora dei cambiamenti nella vita delle donne sotto il patriarcato e la guerra.

Nella storia degli Oscar l’Uzbeghistan ha presentato un proprio film per la prima volta lo scorso anno (Hot Bread di Humid Khamdamov) senza però riuscire ad entrare nella cinquina finale.

Armenia: punta su Songs of Solomon diretto da Arman Nshanian.

Il film è una rappresentazione epica della Costantinopoli che va dal 1881 al 1915, dilaniata dagli orribili massacri di Hamidian infiltrati dall’Impero Ottomano sotto il governo del Sultano Abdul Hamid II. Una tragedia umanitaria raccontata attraverso la musica sacra e antica dell’arcivescovo Komitas, noto anche come Salomone.

Nella storia degli Oscar l’Armenia non è mai riuscita a conquistare la nomination. Lo scorso anno si puntò ma senza successo sull’acclamato Lengthy Night di Edgar Baghdasaryan, incentrato sul destino drammatico di un gruppo di uomini in varie epoche diverse.

Thailandia: ha scelto Happy Old Year diretto da Nawapol Thamrongrattanarit presentato con successo al Beijing International Film Festival e vincitore del premio per i migliori costumi agli Asian Film Awards.

Al centro della vicenda una donna che torna nel suo Paese dopo aver trascorso tre anni in Svezia e inizia a sgombrare la casa rimuovendo tutto ciò che non è più necessario. Tuttavia, affronta una grande sfida quando si imbatte in alcuni oggetti che appartenevano al suo ex ragazzo…

Nella storia degli Oscar la Thailandia non è mai riuscita ad entrare nella cinquina.

Ungheria: ha scelto la pellicola Preparations to Be Together for an Unknown Period of Time diretta da Lili Horvát, presentata alle Giornate degli autori di Venezia 77′ e particolarmente apprezzata negli States dopo aver vinto il Premio della Giuria al Philadelphia Film Festival e il Gold Hugo al Chicago International Film Festival. Senza dimenticare il prestigioso FIPRESCI conquistato al Festival Internazionale Film di Varsavia.

Márta, un neurochirurgo di 40 anni, si innamora. Si lascia alle spalle la sua brillante carriera americana e torna a Budapest per iniziare una nuova vita con quell’uomo. Lui però non si presenta all’appuntamento al Ponte della Libertà. Dopo un’attesa inutile, lo cerca disperatamente e quando finalmente lo trova, l’amore della sua vita le risponde di non averla mai vista prima d’ora….

Nella storia degli Oscar l’Ungheria ha ottenuto 10 nomination vincendo l’ambita statuetta 2 volte: nel 1981 con Mephisto di Istvan Szabo e nel 2015 con Il figlio di Saul di Laszlo Nemes.

Filippine: punta sul film Mindanao di Brillante Mendoza vincitore di 11 premi nazionali al Metro Manila Film Festival dello scorso anno.

È la storia di una donna che si prende cura di sua figlia affetta da cancro in una casa temporanea per bambini malati di cancro chiamata House of Hope a Davao, mentre il marito soldato combatte un’altra guerra in un’operazione offensiva a Maguindanao.

Nella storia degli Oscar le Filippine non sono mai riuscite ad entrare nella cinquina finale. Lo scorso anno si puntò sul discusso film sugli abusi domestici vincitore del Gran Premio della Giuria nella sezione Orizzonti  di Venezia76 Verdict di Raymund Ribay Gutierrez che però non riuscì ad ottenere la candidatura.

Italia: ha scelto  il documentario Notturno di Gianfranco Rosi.
Presentato con successo all’ultimo Festival di Venezia dove ha vinto diversi riconoscimenti tra cui l’UNICEF Award, è un titolo particolarmente apprezzato negli States.

A tal proposito ha ricevuto recentemente la candidatura per la miglior fotografia ai Critics Choice Documentary Awards oltre ad essere stato inserito nella Long List dei potenziali candidati al Miglior Film internazionale ai British Independent Film Awards.

Nella storia degli Oscar l’Italia ha conquistato in questa categoria 28 candidature, vincendo la statuetta 11 volte (escludendo i 3 Oscar onorari): La strada, Le notti di Cabiria, 8 e mezzo, Ieri, oggi e domani, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Il giardino dei Finzi Contini, Amarcord, Nuovo cinema Paradiso, Mediterraneo, La vita è bella, La grande bellezza.

Irlanda

Irlanda: ha scelto Arracht di Tom Sullivan’s ambientato durante la Grande Carestia dell’Irlanda. Il film ha vinto numerosi premi tra cui 2 Irish Film and Television Awards (sonoro, soundtrack), 2 premi al Dublin International Film Festival (attore, film) e l’Audience Award al Glasgow Film Festival.

Sulle coste selvagge del Connemara nel 1845, Colmán Sharkey, un padre di famiglia affronta il suo padrone di casa in merito all’aumento del costo dell’affitto dopo le rovinose conseguenze del raccolto. Gli eventi di quella notte finiscono nella violenza costringendolo a fuggire per un crimine che non ha commesso ma la speranza non tarderà a riscattare il suo destino…

Nella storia degli Oscar l’Irlanda non è mai riuscita ad entrare nella cinquina finale.

Egitto: ha scelto When We’re Born diretto da Tamer Ezzat vincitore di 2 premi al Festival del cinema arabo di Malmö (miglior attore, miglior script).

Il film intreccia le speranze e i sogni di tre personaggi al centro dello stile di vita egiziano, accompagnati da una narrazione musicale: un figlio che desidera intraprendere una carriera di cantante contro la volontà del padre, una romantica donna cristiana innamorata di un uomo musulmano, e un personal trainer appena sposato che deve compromettere i suoi principi per poter aprire una palestra. Questi personaggi faranno le scelte migliori per se stessi e per le persone che amano?

Nella storia degli Oscar l’Egitto non è mai riuscito ad entrare nella cinquina finale. Lo scorso anno si puntò senza successo sulla pellicola Poisonous Roses di Fawzi Salehvincitrice del premio come miglior film arabo all’ultimo Cairo International Film Festival.

Argentina: ha scelto The Sleepwalkers di Paula Hernández presentato con successo al Festival Internazionale del Film di San Sebastián e al Toronto International Film Festival.

Seguendo i viaggi in tandem di una madre e una figlia la regista argentina esamina i modi in cui desiderio e aspettativa si scontrano quando le pressioni familiari spingono le donne ai loro limiti.

Nella storia degli Oscar l’Argentina ha conquistato 7 nomination vincendo l’ambita statuetta 2 volte: nel 1986 con La storia ufficiale di Luis Penzo e nel 2010 con Il segreto dei suoi occhi di Juan.

India: ha scelto Jallikattu, un film d’azione basato sul racconto Maoist di Hareesh e diretto da Lijo Jose Pellissery. Candidato a 2 Asian Film Awards (fotografia, colonna sonora) e presentato al Toronto International Film Festival.

La trama segue un toro che fugge da un macello in un remoto villaggio collinare innescando la rabbia di un intero villaggio che si riunisce per dargli la caccia, facendo emergere il lato brutale dell’animo umano.

Nella storia degli Oscar l’India ha conquistato per questa categoria 3 nomination: Madre India (1957), Salaam Bombay (1988) e Lagaan (2001).

Bolivia: ha scelto l’opera prima Chaco diretto da Diego Mondaca presentato al Festival Internazionale del Film di Rotterdam.

Nel 1934 la Bolivia è in guerra con il Paraguay. Liborio e Ticona e altri soldati indigeni boliviani si perdono nell’inferno del Chaco, sotto il comando del capitano tedesco Kundt. Stanno cercando il nemico paraguaiano che non vedono da mesi e che non troveranno mai. Partono insieme in una ricerca che li faccia realizzare, progressivamente, il destino in cui sono stati spinti e l’inevitabile condizione di una truppa sconfitta. Camminano come ombre, vagano per sempre in mezzo alla polvere e al silenzio.

Nella storia degli Oscar la Bolivia non è mai entrata nella cinquina finale.

Libano: punta su Broken Keys di Jimmy Keyrouz.

Un pianista cerca di fuggire dalla sua perseguitata città mediorientale dove i modi di vivere e la musica moderni sono stati banditi da un gruppo estremista.

Nella storia degli Oscar il Libano ha conquistato 2 nomination: nel 2017 con L’insulto di Ziad Doueiri e nel 2018 con Cafarnao di Nadine Labaki. Lo scorso anno si puntò sul film 1982 di Oualid Mouaness con la regista Nadine Labaki in veste d’attrice, vincitore al Toronto International Film Festival del NETPAC award assegnato alle pellicole appartenenti alla Rete di promozione del cinema asiatico.

Islanda: punta su Agnes Joy di Silja Hauksdóttir vincitrice di 6 Edda Awards (considerati gli Oscar Islandesi).

Al centro della vicenda una donna immobilizzata emotivamente da un lavoro che odia e da un matrimonio che sta lentamente morendo. Combatte costantemente con la figlia ribelle nella paura che cresca lasciandola indietro. Quando un nuovo vicino si presenta alla loro porta, tutto cambia ridimensionando la temuta perduta di controllo.

Nella storia degli Oscar l’Islanda ha conquistato una sola nomination e cioè nel 1991 con il film Children of Nature. Lo scorso anno si puntò sul pluripremiato punta sul film A white,white day di Hlynur Palmason selezionato per il Toronto International Film Festival e per la Settimana della Critica al Festival di Cannes.

Bangladesh: la pellicola antologica Sincerely Yours Dhaka diretta da undici registi e incentrata sulla vita della capitale del Bangladesh, Dhaka, e sulle persone che vivono ai suoi margini.

Nella storia degli Oscar il Bangladesh non è mai riuscito ad entrare nella cinquina finale. Lo scorso anno si puntò su Alpha di Nasiruddin Yousuff sulla vita artistica di un rinomato pittore di rickshaw art che vive in una baracca nel grande lago di Dhaka.

Uruguay: ha scelto Aleli’ diretto da Leticia Jorge e presentato all’ultimo Miami Film Festival.

Al centro della vicenda una famiglia disfunzionale legata ad una casa d’infanzia: tre fratelli sul piede di guerra dopo l’improvvisa morte del padre.

Nella storia degli Oscar l’Uruguay non è mai riuscito ad ottenere la nomination. Lo scorso anno si puntò sull’accattivante The moneychanger di Federico Veiroj selezionato per il Toronto International Film Festival e per il San Sebastian International Film Festival.

Hong Kong: ha scelto Better Days diretto da Derek Tsang e interpretato da Zhou Dongyu e Jackson Yee. La pellicola ha vinto in patria un numero impressionante di riconoscimenti continentali: dai 4China Film Critics Association Awards agli 8 Hong Kong Film Awards. Senza dimenticare il Premio del pubblico conquistato all’Udine Far East Film Festival.

Al centro della vicenda le storie di due ragazzi agli antipodi che imparano ad apprezzare e a proteggere le differenze altrui. Cosi un adolescente vittima di bullismo stringe un’improbabile amicizia con un misterioso giovane che la protegge dai suoi aggressori.

Nella storia degli Oscar Hong Kong ha conquistato in questa categoria 2 preziose candidature: nel 1991 con Lanterne Rosse di Zhang Yimou e nel 1993 con Addio mia concubina di Chen Kaige.

Pakistan: ha scelto il controverso Zindagi Tamasha diretto da Sarmad Khoosat e presentato in anteprima al Busan International Film Festival.

L’uscita del film ha scatenato tumulti religiosi con campagne denigratorie contro il regista accusato di blasfemia per aver infangato gli ulama con un presunto riferimento all’aberrante pratica inflitta ai bacha bazi legata all’usanza della schiavitù sessuale minorile.

Nella storia degli Oscar il Pakistan non è mai riuscito ad entrare nella cinquina.

Serbia: ha scelto Dara in Jasenovac (Дара из Јасеновца) di Predrag Antonijević . 

Basato sulle testimonianze dei sopravvissuti,è il primo lungometraggio che tratta crimini di guerra e atrocità avvenuti nel campo di concentramento di Jasenovac nell’ambito del Genocidio dei serbi nello Stato indipendente della Croazia .

Nella storia degli Oscar la Serbia non è mai riuscita ad entrare nella cinquina. Lo scorso anno fu selezionato il dramma storico King Petar of Serbia incentrato sull’ascesa dell’eroe nazionale Kral jPetar.

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Bielorussia: ha scelto Persian Lessons di Vadim Perelman vincitore del premio per il miglior montaggio al Festival internazionale del cinema di Valladolid.

Al centro della vicenda la storia di un ebreo in un campo di concentramento tedesco che finge di essere iraniano pur di salvarsi. Sarà costretto a insegnare il farsi ad un nazista, ma per farlo dovrà impararlo segretamente….

Nella storia degli Oscar la Bielorussia non è mai riuscita ad entrare nella cinquina finale. Lo scorso anno si puntò sul documentario Debut di Anastasiya Miroshnichenko, incentrato sulla preparazione di uno spettacolo teatrale da parte di un gruppo di donne che vive in un penitenziario.

Marocco: ha scelto The Unknown Saint diretto da Alaa Eddine Aljem. Presentato al Festival di Cannes 2019 nella sezione Semaine de la critique e vincitore di 2 premi (suono, opera prima) al Tangier International Film Festival.

Un criminale ritorna alla finta tomba dove anni prima aveva seppellito il suo bottino e scopre che è diventato il santuario di un santo sconosciuto.

Nella storia degli Oscar il Marocco non è mai riuscito a conquistare la nomination. Solo nel 2012 ci è andato molto vicino grazie al film Omar Killed me di Roschdy Zem che è riuscito ad entrare nella shortlist dei semifinalisti.

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