Road to the Oscars 2027: The Dog Stars e la consacrazione definitiva di Jacob Elordi

Ridley Scott rilegge il genere post-apocalittico con The Dog Stars, trasformando la fine del mondo in un inno alla speranza. Tra i vasti cieli del Colorado e il pragmatismo della sopravvivenza, la performance vulnerabile di Jacob Elordi e la regia visionaria di Scott puntano dritti alla Awards Season 2026/2027, promettendo un’esperienza cinematografica intima, meditativa e visivamente dirompente

The Dog Stars si preannuncia come uno degli eventi cinematografici più significativi del 2026, segnando il ritorno di Ridley Scott al genere fantascientifico post-apocalittico. Basato sull’omonimo romanzo cult del 2012 di Peter Heller e sceneggiato da Mark L. Smith (The Revenant), il film si distacca dai canoni cupi e nichilisti del genere per abbracciare una narrazione più intima e lirica. Prodotto e distribuito dai 20th Century Studios, il progetto nasce con una chiara ambizione da Awards Season, puntando a coniugare lo spettacolo visivo tipico di Scott con una profondità emotiva rara per il cinema di genere contemporaneo.

TRAMA:In un futuro prossimo devastato da un virus influenzale catastrofico che ha quasi sterminato l’umanità, il pilota civile Hig (Jacob Elordi) vive una fragile esistenza nell’hangar di un piccolo aeroporto abbandonato. I suoi unici compagni sono il suo fedele cane e Bangley (Josh Brolin), un ex marine dal carattere burbero e armato fino ai denti, insieme al quale difende il perimetro dai “Reapers”, spietati sciacalli pronti a tutto per sopravvivere. Hig trascorre le giornate sorvolando le terre desolate con il suo Cessna del 1956, cercando rifugio nel ricordo della moglie perduta e nella pesca. La sua vita cambia drasticamente quando capta una trasmissione radio casuale: una voce lontana che accende in lui la scintilla della speranza. Deciso a rischiare tutto, Hig decolla verso Grand Junction alla ricerca di un possibile santuario e della misteriosa Cima (Margaret Qualley), una paramedica che potrebbe rappresentare la chiave per un nuovo inizio

The Dog Stars: La distruzione come germe del rinnovamento

Il cuore pulsante di The Dog Stars risiede nella sua natura atipica rispetto ai classici survival movie. Ridley Scott ha dichiarato che l’opera non esplora semplicemente la fine del mondo, ma le ragioni metafisiche che spingono l’uomo a continuare a vivere quando ogni struttura sociale è crollata. Il film indaga i “meccanismi di adattamento”: per Hig, l’aereo e il cane non sono semplici strumenti di sopravvivenza, ma ancora emotive che lo legano alla sua umanità. Attraverso l’interazione tra il pragmatismo bellico di Bangley e la speranza idealista di Cima, la narrazione si trasforma in un trattato sulla resilienza e sulla capacità di rigenerazione, dove la distruzione non è il punto finale, ma il terreno fertile su cui seminare il rinnovamento.

RETROSCENA E ANTICIPAZIONI

Il debutto di The Dog Stars nelle sale statunitensi è ufficialmente fissato per il prossimo 28 agosto. Questa collocazione temporale rappresenta una finestra strategica che posiziona il film come uno dei titoli di punta per una possibile partecipazione ai festival autunnali. La natura del progetto è profondamente personale: Ridley Scott ha infuso nel personaggio del protagonista, elementi legati alla propria infanzia, trasformando le piccole consolazioni in un riflesso dei suoi ricordi di guerra. Le prime reazioni emerse dalle proiezioni industry descrivono l’opera come sconcertante per bellezza visiva, un adattamento rarissimo capace di onorare il testo di Heller pur dividendo parte della critica su un ritmo marcatamente meditativo e distante dai canoni dell’action.

Tuttavia, il consenso è assoluto sulla performance di Jacob Elordi, definita di “straordinaria vulnerabilità”, e sul suo legame con il personaggio di Josh Brolin, un dualismo tra cinismo e speranza che ha già spinto i 20th Century Studios a pianificare una massiccia campagna per gli Oscar. Dal punto di vista estetico, il film promette un’atmosfera ammaliante e febbrile, supportata da una fotografia che esalta i vasti spazi aperti e costruisce un contrasto potente tra la claustrofobia dell’hangar e il senso di libertà insito nel volo, elemento da sempre centrale nella poetica visionaria del regista.

Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog

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