Spotlight Preview: THE LAST VIKING – Mads Mikkelsen e la folle black comedy di Anders Thomas Jensen

Dopo il carcere, Anker cerca di recuperare un bottino rubato con l’aiuto del fratello Manfred, convinto di essere John Lennon a causa di un trauma. Tra sessioni musicali terapeutiche e disadattati, Anders Thomas Jensen firma una commedia dark bizzarra, in uscita ora negli USA

The Last Viking (in Italia è stato distribuito con il titolo Mio fratello è un Vichingo lo scorso 26 marzo) segna il ritorno di Anders Thomas Jensen, celebre autore di Riders of Justice e Le mele di Adamo. Candidato agli European Film Awards per la categoria Miglior attore, il film ha già riscosso un grande successo di critica per la sua natura bizzarra e originale. Dopo il debutto in Danimarca nell’ottobre 2025, la pellicola si appresta a sbarcare negli Stati Uniti il prossimo 29 maggio, sia nelle sale cinematografiche che in versione VOD. L’opera vede ancora una volta la collaborazione tra il regista e il suo attore iconico, Mads Mikkelsen, affiancato da un cast di fedelissimi del cinema danese.

TRAMA:La trama ruota attorno ad Anker e Manfred, due fratelli che si ricongiungono dopo che Anker è stato rilasciato dal carcere per una rapina in banca. Manfred è l’unico a conoscere l’ubicazione del bottino, sepolto nei pressi della loro vecchia casa d’infanzia nel bosco, ma un profondo trauma psicologico gli ha causato un disturbo unico: è convinto di essere John Lennon. Nel tentativo di sbloccare la memoria del fratello e recuperare il denaro, Anker deve gestire le manie di Manfred e l’eredità dei loro traumi passati. La situazione degenera in una commedia nera quando uno psichiatra decide di mettere insieme una band per aiutare Manfred a ricordare, coinvolgendo una galleria di personaggi disadattati e bizzarri.

Il trauma e la galleria dei disadattati

Il film si rivela come una riflessione profonda sull’eredità dei traumi infantili e sulla ricerca di identità attraverso la follia. Come tipico della cinematografia di Jensen, il racconto esplora la psiche umana attraverso individui ai margini della società, delinquenti e sognatori ossessivi. La peculiarità di Manfred, che si rifugia nell’identità di una pop star globale per sfuggire al dolore reale, diventa il perno di una narrazione che oscilla tra il comico e il tragico. Il tentativo di ricostituire la “band pop più famosa di sempre” non è solo un espediente narrativo, ma una metafora del bisogno umano di appartenenza e di guarigione collettiva.

L’estetica della commedia dark danese

Anders Thomas Jensen, qui in veste di regista e sceneggiatore, conferma la sua padronanza nel genere della black comedy. La produzione, curata da Sisse Graum Jørgensen e Sidsel Hybschmann, si avvale di una messa in scena che valorizza le ambientazioni boschive e il contrasto tra la realtà cruda e le visioni distorte dei protagonisti. La performance di Mads Mikkelsen è supportata da un ensemble di alto livello che include Nikolaj Lie Kaas, Sofie Gråbøl e Nicolas Bro, attori capaci di navigare con precisione tra il registro grottesco e quello emotivo. Il film mantiene lo stile visivo e ritmico che ha reso Jensen una voce unica nel panorama internazionale, fondendo una sceneggiatura brillante con una direzione tecnica solida e ricercata.

Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog

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