ANTEPRIMA: Pinocchio Unstrung – Il burattino di Collodi diventa uno slasher spietato nel quinto capitolo horror della Jagged Edge Productions

Pinocchio: Unstrung (2026) è il quinto capitolo slasher del Twisted Childhood Universe. Diretto da Rhys Frake-Waterfield e interpretato da Richard Brake, il film trasforma il burattino di Collodi in un letale animatronic. Spinto da una distorta idea di giustizia, Pinocchio avvia una sanguinosa crociata alla ricerca della propria autonomia

Prodotto dalla Jagged Edge Productions e diretto dal regista britannico Rhys Frake-Waterfield, già noto per la saga di Winnie-the-Pooh: Blood and Honey, Pinocchio: Unstrung rappresenta il quinto tassello ufficiale del cosiddetto Twisted Childhood Universe (TCU). Questa pellicola, che segue i precedenti horror dedicati a Winnie the Pooh, Peter Pan e Bambi, si iscrive nel filone dei B-movie di pubblico dominio e si distingue come la prima opera di questo universo condiviso a ricevere il visto censura “Classificato R” (vietato ai minori) dalla Motion Picture Association negli Stati Uniti. In arrivo nelle sale americane verso la fine di quest’anno, il film si colloca storicamente a trent’anni esatti di distanza da Bad Pinocchio (1996), configurandosi come il secondo adattamento horror ispirato al celebre romanzo del 1883 “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi. Il progetto punta su un’estetica volutamente pacchiana e di stampo trash, potendo contare su un cast di genere che include Richard Brake nei panni di Geppetto e l’iconico Robert Englund in quelli del Grillo Parlante.

TRAMA:La vicenda ruota attorno alla figura di Geppetto, il quale decide di presentare a suo nipote James una bambola dalle proprietà magiche di nome Pinocchio. Tra il ragazzo e il burattino nasce rapidamente un legame di amicizia, ma le conseguenze saranno catastrofiche. James, del tutto ignaro dell’ingenuità e della totale mancanza di discernimento morale di Pinocchio, introduce la creatura alla complessità del mondo esterno. Questo impatto con la realtà circostante spinge la bambola vivente a sviluppare una distorta visione della giustizia e a intraprendere una violenta e spietata crociata personale con l’obiettivo di eliminare ogni forma di male. Nel fare ciò, il burattino manifesta l’ossessivo e oscuro desiderio di affrancarsi dalla sua natura per diventare un bambino in carne e ossa, proprio come James, lasciandosi dietro una scia di sangue.

Pinocchio Unstrung – L’autonomia del mostro e il ribaltamento del coming of age

Il fulcro concettuale della pellicola risiede nel totale e grottesco ribaltamento del classico racconto di formazione. Pinocchio: Unstrung viene concepito dagli autori come una contorta storia di coming of age narrata direttamente dal punto di vista del burattino, qui rappresentato non come un simbolo di innocenza, ma come una creazione deviata che lotta per la propria autonomia. Sul piano visivo e tematico, la scelta di non utilizzare la computer grafica in favore di un animatronic completamente pratico risponde alla volontà di conferire un realismo tangibile, quasi fisico, alla minaccia. Il contrasto tra l’ingenuità infantile e l’estrema violenza slasher evidenzia come il burattino diventi una spugna dei difetti umani: manipolato da forze sinistre e incapace di elaborare il concetto di bene e male, Pinocchio trasforma il desiderio di umanizzazione in una pulsione distruttiva, dove la ricerca della realtà si confonde inevitabilmente con la carneficina.

Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog

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