Road to the Oscars 2027: Werwulf – Il ritorno oscuro di Robert Eggers tra folklore e terrore medievale

Robert Eggers torna con Werwulf, un’immersione nell’Inghilterra del XIII secolo che ridefinisce il mito del lupo mannaro. Tra dialoghi in Middle English e atmosfere gore, il film esplora il confine tra uomo e bestia, puntando agli Oscar 2027 con un cast guidato da Aaron Taylor-Johnson e Willem Dafoe

Werwulf segna il ritorno di Robert Eggers dietro la macchina da presa per quello che si preannuncia come il suo progetto più radicale e cupo. Scritto insieme al poeta e scrittore islandese Sjón, già collaboratore per The Northman, il film è un adattamento viscerale e rigoroso del mito del lupo mannaro. Prodotto da Chris ed Eleanor Columbus per Focus Features, l’opera vanta un cast d’eccellenza guidato da Aaron Taylor-Johnson, affiancato da fedelissimi del regista come Willem Dafoe e Ralph Ineson, oltre a Lily-Rose Depp. Girato tra i teatri di posa degli Sky Studios e le nebbiose brughiere del Surrey e di Dartmoor, il film promette di ridefinire il folklore licantropico con la consueta precisione storica di Eggers.

TRAMA:Nell’Inghilterra rurale del XIII secolo, una minaccia ancestrale squarcia la precaria quiete delle campagne. Una misteriosa figura si aggira tra i villaggi, trasformando le antiche leggende locali in una realtà fatta di sangue e terrore. Gli abitanti, isolati in un mondo governato da superstizione e fango, si ritrovano costretti ad affrontare una creatura soprannaturale che sembra emergere direttamente dalle pieghe più oscure della natura. Il racconto segue la discesa in un abisso di orrore medievale, dove il confine tra uomo e bestia si fa sempre più sottile e letale.

La nebbia della psiche: il folklore come specchio dell’ignoto nel nuovo film di Eggers

Al centro di Werwulf risiede l’ossessione di Eggers per la verità storica unita al folklore più profondo. L’uso del Middle English per i dialoghi non è solo un esercizio stilistico, ma serve a immergere lo spettatore in una dimensione psicologica aliena e arcaica, dove il lupo mannaro non è un semplice mostro cinematografico, ma una manifestazione del male metafisico e della vulnerabilità umana. Il film esplora il contrasto tra l’ordine religioso del Medioevo e la ferocia incontrollabile della natura, utilizzando la nebbia e il paesaggio britannico come specchi di una psiche collettiva terrorizzata dall’ignoto.

RETROSCENA E ANTICIPAZIONI

L’uscita del film è fissata per il 25 dicembre nelle sale statunitensi, posizionandosi strategicamente per la Stagione dei premi. Focus Features ha già pianificato una massiccia campagna per gli Oscar, puntando con decisione alle categorie tecniche come scenografia, costumi e fotografia, quest’ultima curata nuovamente da Jarin Blaschke. Il precedente film – Nosferatu – ha ottenuto 4 nomination agli Oscar e di fatto ambisce a ricalcare la stessa strada.

Tra le curiosità più rilevanti spicca inoltre la longevità delle riprese, durate ben 82 giorni, e la fitta rete di collaborazioni storiche di Eggers, che qui ritrova Willem Dafoe per la quarta volta e Ralph Ineson per la terza. Il regista ha inoltre dichiarato che questa sceneggiatura rappresenta il punto più oscuro della sua intera carriera, suggerendo un’esperienza cinematografica estrema e priva di compromessi.

Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog

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