Il panorama del cinema d’animazione contemporaneo sta vivendo una stagione d’oro al botteghino, eppure uno dei progetti più attesi e ambiziosi della storia recente rischia di rimanere confinato all’interno del salotto di casa. Parliamo di Ray Gunn, l’opera della vita del Premio Oscar Brad Bird, autore di due cult dell’animazione come Gli Incredibili e Ratatouille. Nonostante il blasone del regista e l’enorme curiosità del pubblico, un report di Drew Taylor su The Wrap ha svelato una realtà complessa e spigolosa: Netflix ha negato al film la distribuzione sul grande schermo. Il team di Bird aveva accarezzato l’idea di occupare le prestigiose sale IMAX lasciate libere dal rinvio di Narnia di Greta Gerwig per il Ringraziamento 2026, ma la piattaforma streaming ha sbarrato la strada, preferendo destinare quel posizionamento cinematografico a Le avventure di Cliff Booth di David Fincher, con Brad Pitt.

TRAMA:La pellicola si configura come un intrigante e sofisticato ibrido che fonde il cinema d’azione, la fantascienza pulp, il mistero e la commedia. Al centro delle vicende troviamo Raymond Gunn, doppiato da Sam Rockwell, un investigatore privato cinico e disilluso, che ha il singolare primato di essere l’ultimo essere umano rimasto in un mondo futuristico interamente popolato e dominato da creature aliene. La sua routine viene sconvolta quando viene ingaggiato per seguire il caso di Venus Nova, personaggio a cui presta la voce Scarlett Johansson, la pop star più famosa del pianeta. Gli scandali di Venus minacciano di distruggere la sua scintillante carriera, ma l’indagine di Ray porterà alla luce un intricato mistero in cui la vita stessa della diva sarà in grave pericolo, costringendo il detective a muoversi nei bassifondi della tentacolare città di Metropia insieme al suo fedele braccio destro monocolo Eyera, interpretato da Tom Waits.

Metropia in 2,35:1: L’estetica rivoluzionaria del nuovo film di Brad Bird
L’identità profonda di Ray Gunn risiede nella sua natura di fanta-noir d’animazione pensato espressamente per un pubblico adulto. Lo stesso Brad Bird ha descritto sinteticamente l’atmosfera visiva e narrativa del progetto come l’unione ideale tra le suggestioni spaziali di Buck Rogers e le dinamiche investigative e ciniche del classico hard-boiled Il falcone maltese. Per la prima volta nella storia di Skydance Animation, il film abbandona il classico formato standard per abbracciare un respiro visivo in widescreen 2,35:1, espediente tecnico necessario per esaltare la magnificenza e la verticalità della metropoli futuristica. L’opera promette di scardinare i canoni dell’animazione tradizionale, non solo per le tematiche mature e la complessità della trama gialla, ma anche per una colonna sonora orchestrata da Michael Giacchino che promette di sottolineare la tensione e il romanticismo cupo di questo intrigante futuro alternativo.

RETROSCENA E ANTICIPAZIONI
La genesi di Ray Gunn è un vero e proprio calvario industriale lungo trent’anni, iniziato negli anni Novanta presso la Turner Feature Animation e naufragato a causa di fusioni aziendali che spinsero Bird verso Il gigante di ferro. Rifiutato persino dalla Pixar prima di produrre Gli Incredibili, il film ha trovato casa in Skydance Animation solo nel 2021 sotto la guida di John Lasseter. Questo impegno totale ha persino costretto Bird a cedere la regia dell’annunciato Incredibles 3 a Peter Sohn. Oggi il film, costato oltre 150 milioni di dollari e animato in CGI tra Madrid e Cinesite, è una patata bollente commerciale: le tensioni tra Netflix e Paramount/Skydance hanno frenato gli investimenti promozionali, mentre continuano i dibattiti interni sulla durata e sul visto censorio PG, fortemente voluto dallo streamer a scapito della visione adulta del regista.
In ottica Oscar 2027, la decisione di Netflix di escludere il film dal circuito IMAX rappresenta un ostacolo non indifferente. La mancanza di una forte presenza in sala e il focus dello streamer sul film di Fincher rischiano di depotenziare la campagna promozionale per la statuetta al Miglior Film d’Animazione. Tuttavia, non è ancora detta l’ultima parola: la qualità intrinseca dell’opera è indiscutibile, come dimostrano i punteggi altissimi registrati nei test di screening in Arizona, e una distribuzione tecnica limitata nei cinema statunitensi potrebbe comunque garantire la qualificazione e riaccendere i riflettori dell’Academy su un autore che vanta già due statuette nel suo palmarès.
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog






