La corsa di Minotaur agli Oscar 2027 ha assunto una fisionomia precisa nel momento in cui la Francia ha deciso di affidargli la propria rappresentanza nella categoria Miglior Film Internazionale. La scelta porta nella competizione un autore russo in esilio, Andrey Zvyagintsev, e un’opera che ha già ottenuto uno dei riconoscimenti più importanti del circuito festivaliero: il Grand Prix del Festival di Cannes 2026. Ma il dato più interessante, in questa fase della stagione, è che il prestigio della première non è rimasto isolato: il film ha continuato a circolare nei principali appuntamenti internazionali e ha appena aggiunto 3 candidature ai Gotham Awards tra cui regia e sceneggiatura non originale, un segnale concreto di attenzione anche al di fuori della categoria internazionale.

Interpretato da Dmitry Mazurov, Iris Lebedeva e Yuriy Zavalnyouk, Minotaur è un dramma politico e psicologico ambientato nella Russia del 2022. Gleb, dirigente di un’azienda di spedizioni, deve preparare l’elenco dei dipendenti destinati alla coscrizione per la guerra in Ucraina, mentre scopre il tradimento della moglie. La crisi privata si intreccia così con la violenza esercitata dal potere statale, in un racconto che rilegge La femme infidèle di Claude Chabrol attraverso il clima di paranoia e disgregazione della Russia contemporanea. Il film è una coproduzione franco-lettone-tedesca, distribuita in Francia da Les Films du Losange e negli Stati Uniti da MUBI, che ne cura anche la campagna americana.

Il Momentum attuale nasce dunque dall’incontro tra riconoscimento autoriale, visibilità internazionale e una candidatura nazionale che ha una forte valenza simbolica. La Francia non sta semplicemente sostenendo un film premiato a Cannes: sta portando all’Academy un’opera che, pur raccontando la Russia – da anni fuori la competizione internazionale per ragioni politiche – è il risultato di una produzione europea e di un percorso creativo costruito lontano dalle strutture cinematografiche del Paese d’origine.
Da Cannes ai Gotham: il percorso festivaliero amplia il raggio della candidatura
Cannes ha fornito a Minotaur il capitale critico necessario per entrare immediatamente nella conversazione awards. Il Grand Prix ha confermato il ritorno di Zvyagintsev sulla scena internazionale dopo nove anni di assenza dal lungometraggio, successivi a Loveless. La rilevanza del premio non è soltanto simbolica: ha collocato il film tra i titoli più autorevoli della selezione e ha dato alla successiva campagna francese un punto di partenza riconoscibile. Il passaggio attraverso Toronto, Telluride e il BFI London Film Festival ha contribuito a mantenere il titolo visibile in un circuito che mette in contatto pubblici e professionisti differenti. In questa fase, il film ha potuto consolidare la propria identità di opera d’autore internazionale, senza dipendere esclusivamente dalla risonanza della première francese.

L’esposizione al New York Film Festival rappresenta un’ulteriore occasione di esposizione sul mercato statunitense, in un momento particolarmente importante per la campagna MUBI. La notizia più significativa arrivata dopo il circuito festivaliero è però quella delle tre candidature ai Gotham Awards 2026: Miglior regia, Miglior film internazionale e Miglior sceneggiatura non originale. Non si tratta di una semplice conferma della candidatura francese. La presenza nella categoria regia e in quella di sceneggiatura indica che il film è riuscito a generare attenzione anche per la sua costruzione cinematografica e per il lavoro di adattamento, ampliando la conversazione oltre il perimetro del film internazionale. È un risultato importante soprattutto per Zvyagintsev, il cui ritorno viene così riconosciuto anche sul piano individuale.
La ricezione premia la regia e la costruzione visiva, ma il film resta un’opera esigente
La risposta della critica ha individuato con una certa coerenza il principale punto di forza di Minotaur: la capacità di Zvyagintsev di trasformare un intreccio domestico relativamente essenziale in un’allegoria del potere e della corruzione. Le recensioni hanno insistito sulla precisione della messa in scena, sulla composizione delle inquadrature e sul modo in cui il regista utilizza la durata per generare tensione. La fotografia di Mikhail Krichman, collaboratore storico del cineasta, è tra gli aspetti tecnici più apprezzati: gli ambienti modernisti, le geometrie fredde e gli spazi spesso vuoti restituiscono visivamente l’isolamento morale dei personaggi. Sight and Sound ha letto proprio in questa disciplina formale uno degli strumenti con cui il film amplia il dramma coniugale fino a farne un ritratto dell’autoritarismo russo. Anche le interpretazioni di Dmitry Mazurov e Iris Lebedeva hanno ricevuto attenzione.

Mazurov sostiene il peso del racconto attraverso un personaggio che passa dalla sicurezza del potere economico alla perdita di controllo sulla propria vita; Lebedeva, nel ruolo di Galina, dà corpo alla dimensione privata del conflitto e alla condizione di una donna intrappolata in un rapporto segnato da disparità e possesso. La loro prova è stata evidenziata anche dalla critica statunitense, che ha riconosciuto nel confronto tra i due uno dei motori emotivi del film. La ricezione, tuttavia, non elimina un possibile limite awards. Minotaur è un’opera di durata importante — circa 140 minuti — costruita su tempi dilatati, ambiguità morali e una progressione che privilegia l’accumulo della tensione rispetto alla spettacolarità narrativa. È una scelta coerente con il cinema di Zvyagintsev, ma non necessariamente la più immediata per un corpo elettorale ampio e diversificato come quello dell’Academy. Il suo valore artistico è riconoscibile; la sfida sarà fare in modo che la complessità formale non riduca la capacità del film di coinvolgere gli elettori che non hanno seguito il percorso festivaliero.
MUBI può valorizzare il profilo autoriale, ma la campagna deve restare concentrata
La distribuzione internazionale offre a Minotaur una struttura favorevole. Les Films du Losange ne cura l’uscita francese, mentre MUBI ne ha acquisito i diritti per il mercato statunitense e per diversi territori. La vendita internazionale è affidata a MK2 Films. La presenza di MUBI negli Stati Uniti è particolarmente rilevante: il distributore ha un’identità riconoscibile nel cinema d’autore e può collocare il film davanti a un pubblico già sensibile al cinema internazionale e ai percorsi festivalieri. Per un film che arriva dalla vittoria a Cannes, il compito non è più soltanto ottenere visibilità, ma mantenerla nel momento in cui la stagione entra nella fase delle associazioni professionali, delle proiezioni per gli elettori e delle prime selezioni. La capacità di MUBI di trasformare il prestigio festivaliero in una presenza costante negli Stati Uniti sarà uno dei fattori da osservare.

Il Film Internazionale è il fulcro, mentre regia e sceneggiatura guadagnano spazio
Miglior Film Internazionale: è la categoria nella quale Minotaur dispone della base più solida. La selezione francese, il Grand Prix di Cannes e il percorso nei festival costituiscono un insieme di credenziali particolarmente competitivo. La Francia ha una storia importante nella categoria, con numerose candidature e vittorie, ma il prestigio nazionale non basta da solo a garantire una nomination: il film dovrà convincere gli elettori anche per la sua forza cinematografica e per la capacità di distinguersi in una competizione internazionale affollata. Il fatto che sia stato scelto attraverso una commissione nazionale dopo essere entrato nella shortlist francese aggiunge comunque un elemento di legittimazione istituzionale.
Miglior Regia: la candidatura ai Gotham ha reso più visibile il lavoro di Zvyagintsev anche al di fuori della categoria internazionale. La regia è sostenuta da una precisa identità formale: controllo dello spazio, uso espressivo della durata, costruzione della tensione e capacità di far dialogare il dramma privato con il contesto politico. Il Grand Prix di Cannes rafforza questo profilo. L’ostacolo è la competizione con autori che dispongono di campagne più ampie o di film maggiormente presenti nelle categorie principali. Per ora, la regia rappresenta una possibilità da monitorare, non un’estensione automatica della candidatura internazionale.
Miglior Sceneggiatura Non Originale: il riconoscimento dei Gotham in questa categoria offre un ulteriore appiglio. Il film rielabora La femme infidèle di Claude Chabrol, trasferendone il nucleo coniugale in una Russia attraversata dalla guerra e dalla mobilitazione forzata. Il valore dell’adattamento risiede soprattutto nella trasformazione del materiale di partenza: la crisi matrimoniale diventa il dispositivo attraverso cui raccontare un sistema sociale dominato da impunità e violenza. La candidatura ai Gotham segnala che questa operazione è stata notata, ma la categoria Oscar richiede un consenso più ampio e una campagna capace di spiegare con chiarezza il lavoro di riscrittura.
Miglior Fotografia: il lavoro di Mikhail Krichman è uno dei contributi tecnici più riconoscibili del film. Le recensioni hanno sottolineato la qualità delle composizioni e l’uso degli ambienti per riflettere la condizione morale dei personaggi. È un elemento che può sostenere la reputazione artistica del titolo, anche se non ci sono al momento segnali sufficienti per considerare la fotografia una priorità della campagna Academy.
Musica e comparto sonoro: la colonna sonora di Evgueni e Sacha Galperine e il lavoro sul suono di Andrei Dergachev contribuiscono alla costruzione dell’atmosfera. Il riconoscimento ottenuto a Cannes dal comparto musicale offre un dato interessante, ma non basta a indicare una concreta traiettoria verso le shortlist tecniche dell’Academy. In assenza di una campagna specifica o di una ricezione particolarmente concentrata su queste componenti, restano aspetti di supporto al valore complessivo del film.
La forza della candidatura francese è anche il suo principale elemento di rischio
La scelta di Minotaur richiama quella compiuta dalla Francia nel 2025 con It Was Just an Accident di Jafar Panahi, selezionato per rappresentare il Paese agli Oscar 2026. In entrambi i casi, Parigi ha sostenuto un autore straniero impossibilitato, per ragioni politiche, a trovare nel proprio Paese d’origine una piattaforma equivalente per la competizione internazionale. Il CNC aveva presentato esplicitamente la candidatura di Panahi come espressione del ruolo della Francia nell’accoglienza dei cineasti ostacolati nei rispettivi contesti nazionali. La scelta di Zvyagintsev si inserisce in una linea culturale e produttiva simile, pur con differenze sostanziali nelle storie personali e nelle condizioni di realizzazione dei due film. Questa narrativa rappresenta un vantaggio in termini di riconoscibilità, ma non può sostituire il giudizio sul film. L’Academy dovrà considerare Minotaur come un’opera cinematografica, non soltanto come il simbolo di una posizione geopolitica.

La sua ambientazione nella Russia del 2022 e il rapporto tra coscrizione, potere economico e violenza privata conferiscono al racconto una rilevanza politica evidente; al tempo stesso, la natura europea della produzione e la candidatura francese ne definiscono il legame con la cinematografia che lo porta ufficialmente in gara. Un altro rischio è la concorrenza. La categoria internazionale presenta titoli sostenuti da percorsi festivalieri e distributori di primo piano, tra cui il favoritissimo La Bola Negra, Fjord e All of a Sudden, che condividono con Minotaur un profilo autoriale e una significativa esposizione internazionale. Il film dovrà quindi evitare che il prestigio di Cannes si trasformi in un riconoscimento circoscritto alla prima parte della stagione. La presenza ai Gotham è un segnale positivo, ma la fase decisiva sarà quella in cui la campagna dovrà mantenere il titolo nella conversazione americana, anche rispetto a opere che potrebbero avere una maggiore spinta nelle categorie principali.
Il ritorno di Zvyagintsev aggiunge una narrativa, ma il film deve restare al centro
C’è poi una dimensione personale che rende Minotaur particolarmente significativo nella stagione. Il film segna il ritorno di Zvyagintsev dopo una lunga e drammatica battaglia contro il Long Covid, che lo ha costretto a un periodo di coma e a un percorso di riabilitazione. Il suo rientro a Cannes, nove anni dopo Loveless, ha inevitabilmente assunto il valore di un evento cinematografico. La critica ha accolto l’opera anche attraverso questa prospettiva, sottolineando il ritorno di un autore che ha mantenuto intatta la propria capacità di osservare le contraddizioni morali e politiche della Russia contemporanea.

Questa storia può rafforzare la percezione del film e offrire alla campagna un elemento umano riconoscibile, soprattutto nella promozione della regia. Non è però sufficiente, da sola, a costruire una candidatura. Il dato più importante resta la qualità del lavoro realizzato: un adattamento che trasforma un classico del cinema francese in una riflessione sulla società russa, senza rinunciare alla dimensione psicologica del racconto. La narrativa del ritorno acquista valore proprio perché è accompagnata da un risultato artistico già premiato a Cannes.
Il Momentum è in crescita: Cannes ha aperto la strada, i Gotham allargano la conversazione
Minotaur si trova ora in una posizione favorevole per la nomination nella corsa al Miglior Film Internazionale. Il Grand Prix di Cannes gli ha garantito una credibilità immediata, la scelta francese ha trasformato il riconoscimento festivaliero in una candidatura ufficiale e le 3 nomination ai Gotham Awards hanno ampliato la sua presenza nella conversazione awards, coinvolgendo regia e sceneggiatura oltre alla categoria internazionale. Il suo Momentum è quindi oggi in crescita: non soltanto per ciò che ha ottenuto a Cannes, ma perché gli eventi successivi hanno cominciato a trasformare il prestigio autoriale in una presenza più ampia e articolata nella Awards Season. La sfida sarà convertire questa attenzione in consenso presso l’Academy.
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog






