Il Kirghizistan punta dritto alla Stagione dei premi e seleziona ufficialmente Kassandra di Bekzat Pirmatov come proprio rappresentante per la corsa agli Oscar 2027 nella categoria Miglior Film Internazionale. Ispirato alle atmosfere e alle suggestioni della novella Il marchio di Cassandra del celebre autore kirghiso Chingiz Aitmatov, il lungometraggio si inserisce nel genere dell’etno-horror mistico. Il film porta alla ribalta internazionale una cinematografia in costante crescita, affidando a un racconto venuto dal cuore dell’Asia centrale le proprie ambizioni di gloria accademica e puntando sulla forza di un cast d’eccezione, guidato dall’attrice teatrale kazaka Yenlik Aymagazy e dalla celebre artista del popolo kirghiso Kulayim Kanymetova.
TRAMA:Ambientata in un villaggio di montagna isolato e battuto dal vento all’inizio degli anni Ottanta, la storia segue Magdalena, la figura di riferimento della comunità per tutto ciò che riguarda la fertilità, il parto e la cura delle donne. In un contesto rurale ancora fortemente legato a superstizioni ancestrali, dove la modernità non ha ancora scalfito il silenzio delle valli, Magdalena gode di un rispetto quasi timoroso: è lei che accoglie i nuovi nati e guida le madri attraverso i dolori della vita. L’equilibrio fragile della comunità inizia tuttavia a incrinarsi quando la guaritrice, durante le visite di routine alle donne incinte, comincia a notare un dettaglio inquietante e invisibile ai più: una leggera macchia scura, una sorta di livido geometrico che appare misteriosamente sulla fronte di alcune future madri proprio nelle prime settimane di gestazione. Quella che in un primo momento viene scambiata per una stanchezza legata alla gravidanza si rivela presto un presagio sinistro, una cicatrice invisibile che sembra anticipare tragedie imminenti, morti bianche, raccolti devastati e follia improvvisa nelle famiglie colpite. Mentre il villaggio sprofonda in una spirale di mormorazioni e paura cieca, Magdalena si ritrova sola a dover decifrare l’origine di quel segno. Tra rimedi tradizionali, segreti taciuti a lungo e il peso di una responsabilità che la schiaccia, la donna capisce che la maledizione non riguarda solo le nascite, ma scava radici profonde nel passato oscuro della comunità stessa, costringendola a scegliere se assecondare il destino o tentare di spezzarlo a costo della propria vita.
OSCAR 2026:lo scorso anno il Kirghizistan inviò Black Red Yellow diretto da Aktan Abdykalykov che però non riuscì ad entrare nella cinquina finale.
CURIOSITÁ: Il primo film kirghiso scelto per la competizione internazionale degli Oscar è stato The Ferocious One, una produzione che fu però presentata dall’URSS alla fine del 1974 per competere all’Oscar del 1975. Il Kirghizistan, da quando ha ottenuto l’indipendenza dall’URSS (1991), ha presentato 18 film in rappresentanza del proprio Paese.
OSCARS STORY: Nella storia degli Oscar il Kirghizistan non è mai riuscito ad ottenere la nomination
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog





