Il Giappone ha scelto come proprio rappresentante per la corsa agli Oscar nella categoria Miglior film internazionale, All of a Sudden (急に具合が悪くなる), il folgorante debutto in lingua francese del maestro Ryūsuke Hamaguchi. A quattro anni dal trionfo globale di Drive My Car (vincitore dell’Oscar al miglior film internazionale), il regista torna con un’imponente coproduzione tra Francia, Giappone, Germania e Belgio, co-scritta insieme a Léa Le Dimna e distribuita negli USA da NEON. Presentata in concorso al Festival di Cannes, la pellicola ha conquistato il Prix d’interprétation féminine assegnato ex aequo alle due attrici protagoniste. Dopo gli attesi passaggi chiave ai festival di Telluride, Toronto e New York, debutterà nelle sale statunitensi il 25 novembre, posizionandosi già tra i grandi favoriti della Stagione dei premi non solo nella categoria Miglior film internazionale, ma anche in quella del Miglior film, regia, sceneggiatura non originale, casting, attrice e supporter femminile.

TRAMA:Liberamente ispirato all’epistolario filosofico di Makiko Miyano e Maho Isono, il dramma segue Marie-Lou Fontaine (Virginie Efira), direttrice di una casa di riposo parigina devota al metodo terapeutico della Humanitude. La sua vita si intreccia con quella di Mari Morisaki (Tao Okamoto), una drammaturga giapponese giunta all’ultimo stadio di una malattia terminale. Tra la realtà assistenziale occidentale e la filosofia orientale sulla mortalità, tra le due donne nasce un intimo e viscerale dialogo sul valore del tempo e della memoria. Ambientata nella periferia parigina la vicenda segue Marie Lou Fontaine interpretata da Virginie Efira nel suo ruolo di direttrice di una casa di riposo impegnata in una difficile battaglia burocratica e umana per implementare metodologie di cura più empatiche. Il suo quotidiano viene profondamente scosso dall incontro con Mari Morisaki una drammaturga giapponese giunta alla fase terminale della sua esistenza. Il legame che si instaura tra le due donne trasforma la prospettiva di Marie Lou sulla fragilità e sul valore del tempo trasformando il decorso della malattia in una profonda occasione di connessione spirituale e intellettuale. La narrazione si sviluppa tra le strade di una Parigi inedita lontana dai percorsi turistici tradizionali e le atmosfere rarefatte di Kyoto creando un ponte emotivo tra i due mondi.

FESTIVAL & AWARDS:Festival di Cannes (Miglior attrice), Toronto International Film Festival, Telluride Film Festival, New York Film Festival, Locarno International Film Festival
OSCAR 2026: lo scorso anno il Giappone scelse Kokuhô diretto da Lee Sang-il che riuscì ad entrare nella shortlist dei semifinalisti senza però poi ottenere la candidatura. In compenso ottenne la candidatura per la categoria Miglior trucco e acconciatura.
CURIOSITÁ: il Giappone ha vinto 3 Oscar speciali prima che venisse istituita la categoria del miglior film straniero, assegnati a Rashomon di Akira Kurosawa nel 1952, La porta dell’inferno di Teinosuke Kinugasa nel 1955, Miyamoto Musashi di Hiroshi Inagaki nel 1956. Nel 2022 Drive my car di Ryusuke Hamaguchi conquistò4 nomination tra cuimiglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale, miglior film internazionale (vinto)
OSCARS STORY: nella storia degli Oscar il Giappone ha conquistato 15 nominations vincendo 2 volte la statuetta. Nel 2009 con Departures di Yōjirō Takita e nel 2022 con Drive my car di Ryusuke Hamaguchi che ha conquistato anche la nomination nelle categorie film, regia, adattamento. Nel 2011 e nel 2026 riuscì ad entrare solo nella short-list dei semifinalisti: prima con Confessions di Netsuya Nakashima e poi con Kokuhô di Lee Sang-il.
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog






