La corsa al Miglior Attore Non Protagonista si presenta come una delle categorie più immobili tra quelle analizzate finora, con gerarchie che, rispetto alla fotografia di luglio, hanno subito soltanto poche ma significative variazioni. Al vertice resistono Paul Giamatti per The Debut, Sam Rockwell per Wild Horse Nine e John Leguizamo per Odissea, con il primo che conserva il primo posto e si conferma il principale front-runner della categoria. Alle sue spalle, Rockwell beneficia del prestigio di Wild Horse Nine e del rapporto privilegiato con Martin McDonagh, mentre Leguizamo rimane fortemente sostenuto dalla dimensione industriale e artistica dell’epopea di Christopher Nolan.
Più in basso, il movimento più evidente è quello di Riz Ahmed, autore di una netta risalita dopo le prime reazioni a Digger, dove la sua performance è stata indicata tra gli elementi più convincenti di un film che, oltre a Tom Cruise, sembra trovare nei suoi aspetti tecnici e nella fotografia altri importanti punti di forza. L’unica vera new entry della classifica è Adam Driver per Paper Tiger, che entra direttamente in sesta posizione dopo il percorso festivaliero del film di James Gray (Cannes, New York) e le reazioni particolarmente favorevoli alla sua interpretazione.
È invece ormai definito il posizionamento di Guitarricadelafuente per La Bola Negra: dopo essere rimasto a lungo in bilico tra la categoria protagonista e quella di supporto, l’attore viene definitivamente collocato tra i Supporting, dopo che Netflix ha scelto di spingere in questa categoria l’intero ensemble del film di Javier Calvo e Javier Ambrossi. Una decisione strategica che consolida ulteriormente il suo caso in una categoria dove La Bola Negra rappresenta uno dei titoli internazionali più fortemente sostenuti della stagione, soprattutto dopo il percorso Cannes-Toronto.
Sul piano industriale, la corsa mette in campo A24, Searchlight Pictures, Universal Pictures, Warner Bros., Netflix, NEON e Lionsgate, con strategie differenti ma accomunate dalla necessità di trasformare performance inserite in ensemble molto affollati in narrative individuali riconoscibili. A24 può puntare sulla continuità del percorso awards di Giamatti e sul prestigio di The Debut, Searchlight dispone del doppio fronte Rockwell-Buscemi in Wild Horse Nine, mentre Universal può sfruttare l’enorme visibilità di Odissea per valorizzare Leguizamo e Pattinson. Warner Bros., invece, dovrà capitalizzare le reazioni a Digger per distinguere Ahmed all’interno di un cast dominato dalla presenza di Cruise; Netflix ha già compiuto una scelta di posizionamento netta con La Bola Negra, mentre NEON può affidarsi al pedigree di Driver e James Gray.
Il risultato è una categoria che, più che una rivoluzione, sembra prepararsi a una gara di consolidamento, nella quale il vantaggio accumulato dai primi tre dovrà essere difeso durante la stagione dei premi e le poche candidature emergenti dovranno trasformare il consenso festivaliero in momentum. Con Giamatti ancora davanti a tutti e un gruppo di inseguitori estremamente compatto, ogni nuovo premio potrebbe essere sufficiente a modificare un equilibrio che, per ora, appare sorprendentemente stabile.
PREVISIONI SETTEMBRE 2025 VS OSCAR 2026
Lo scorso anno 4 performance su 5 che ho indicato nelle previsioni di settembre 2025 hanno ottenuto successivamente la nomination all’Oscar: Jacob Elordi (Frankenstein) (7°), Delroy Lindo (Sinners) (6°), Sean Penn (One Battle After Another) (3°) (WINNER), Stellan Skarsgard (Sentimental Value) (1°).
Ecco di seguito una potenziale graduatoria sui supporter che hanno più chance di entrare nella prossima Stagione dei Premi.
Allora, occhio alla lista!
12. JOHN GOODMAN – Digger (Warner Bros.)
PREVISIONI PRECEDENTI: 5° posto
John Goodman scivola dal quinto al dodicesimo posto nella nuova fotografia della categoria, un arretramento significativo che non nasce da un improvviso ridimensionamento della sua prova, ma dalla difficoltà di Digger di sostenere contemporaneamente tutte le proprie ambizioni awards. Nel film di Alejandro G. Iñárritu, Goodman interpreta il Presidente Compson, una figura istituzionale che entra nel vortice della missione di Digger Rockwell, l’eccentrico magnate interpretato da Tom Cruise. Il film costruisce una satira apocalittica e grottesca intorno a un uomo potentissimo che cerca di trasformarsi nel salvatore dell’umanità dopo aver contribuito alla catastrofe che minaccia il mondo. Warner Bros. ha riunito un cast estremamente prestigioso, ma proprio la natura corale e volutamente sopra le righe del progetto rende difficile individuare con immediatezza una singola traiettoria attoriale secondaria. Goodman beneficia comunque di un ruolo istituzionale immediatamente riconoscibile e della possibilità di inserirsi nella dimensione satirica del film. Le prime reazioni alla première londinese hanno confermato la qualità del cast, con Variety che ha citato esplicitamente Goodman tra gli interpreti capaci di offrire una prova di rilievo. La stessa accoglienza, tuttavia, ha evidenziato una ricezione molto divisa del film nel suo complesso. Questo spiega bene il movimento di Goodman: da possibile presenza di vertice a candidato ancora osservabile, ma più esposto al contesto generale del film.

NOTA DI PRESTIGIO: Goodman possiede un capitale artistico costruito in decenni di cinema, televisione e teatro. Il suo profilo awards è particolarmente forte sul versante televisivo: ha vinto il Golden Globe come miglior attore in una serie comedy per Pappa e Ciccia nel 1993, dopo diverse candidature nella stessa categoria, mentre al cinema ha ottenuto una candidatura al Golden Globe come miglior attore non protagonista per Barton Fink. Ha inoltre raccolto 11 candidature agli Emmy e una vittoria per Studio 60 on the Sunset Strip nel 2007. È un interprete che l’Academy conosce bene, anche se il suo percorso cinematografico non è mai stato accompagnato da una candidatura all’Oscar.
CHANCE NOMINATION OSCAR: Il vantaggio di Goodman è soprattutto quello della riconoscibilità. Warner Bros. può inserirlo all’interno di una campagna costruita intorno alla forza dell’ensemble di Digger, al prestigio di Iñárritu e all’eccezionalità del cast. Il problema è che, dopo le prime reazioni, la conversazione sembra concentrarsi maggiormente su Cruise, Ahmed e sugli elementi tecnici del film. Goodman rimane quindi un candidato con una base professionale molto solida, ma la sua traiettoria di settembre richiede che la campagna riesca a trasformare il suo ruolo da semplice componente di un ensemble prestigioso a performance individuale meritevole di attenzione. La discesa dal quinto posto riflette precisamente questa maggiore difficoltà di posizionamento.
11. GUY PEARCE – Ink (Netflix)
PREVISIONI PRECEDENTI: 5° posto
Anche Guy Pearce scivola sensibilmente rispetto al quinto posto di luglio, ma la sua posizione conserva un elemento di particolare interesse: Ink gli offre uno dei ruoli più chiaramente identificabili dell’intera categoria. Pearce interpreta Rupert Murdoch nel film di Danny Boyle, adattamento cinematografico della pièce di James Graham dedicata alla trasformazione del quotidiano The Sun e alla nascita di una nuova forma di giornalismo scandalistico. Al centro della vicenda c’è il rapporto tra Murdoch e Larry Lamb, interpretato da Jack O’Connell, con Pearce chiamato a incarnare l’uomo d’affari australiano nel momento in cui costruisce una nuova macchina editoriale destinata a cambiare il panorama mediatico britannico. Il film ha avuto una forte esposizione festivaliera, arrivando a Venezia come apertura e proseguendo poi verso Toronto. Le reazioni hanno evidenziato soprattutto l’energia di O’Connell, ma Pearce dispone di un personaggio reale, riconoscibile e storicamente significativo, elemento che può avere un peso particolare nelle categorie interpretative. La discesa rispetto a luglio segnala dunque una concorrenza più agguerrita, non l’assenza di una narrative strength concreta.

NOTA DI PRESTIGIO:Il profilo di Pearce ha acquisito un nuovo peso awards soprattutto negli ultimi anni. Dopo una lunga carriera iniziata con L.A. Confidential e consolidata con Memento, The Hurt Locker e The King’s Speech, l’attore ha ottenuto una candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista per The Brutalist, arrivata dopo la precedente candidatura ai Golden Globe per Mildred Pierce e la vittoria dell’Emmy per la stessa miniserie. Il ritorno immediato nella conversazione Oscar rappresenterebbe quindi la prosecuzione di una fase particolarmente favorevole della sua carriera.
CHANCE NOMINATION OSCAR:Il principale punto di forza di Pearce è la combinazione fra interprete e personaggio storico. Netflix dispone inoltre di una piattaforma promozionale capace di mantenere Ink nella conversazione per tutta la stagione, mentre il percorso Venezia-Toronto permette di presentare la performance come parte di un progetto di prestigio internazionale. La candidatura rimane possibile, ma il calo dal quinto all’undicesimo posto fotografa una corsa diventata molto più affollata.
10. ROBERT PATTINSON – Odissea (Universal Pictures)
PREVISIONI PRECEDENTI: 12° posto
Robert Pattinson compie 2 salti in aventi, salendo dal dodicesimo al decimo posto. In Odissea, l’epopea di Christopher Nolan ispirata al poema di Omero, Pattinson interpreta Antinoo, uno dei pretendenti di Penelope durante l’assenza di Ulisse. Il film riunisce Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland, Zendaya, Lupita Nyong’o, Charlize Theron, John Leguizamo e un enorme ensemble internazionale, trasformando ogni ruolo secondario in un potenziale tassello della costruzione mitologica del film. La forza di Pattinson risiede proprio nella natura del personaggio: Antinoo appartiene alla dimensione di Itaca e rappresenta uno degli ostacoli al ritorno di Ulisse. In un’opera costruita su una scala epica eccezionale, la performance deve necessariamente essere sintetica ma riconoscibile, capace di lasciare un’impronta all’interno di un racconto dominato dalla spettacolarità. Il salto dalla dodicesima posizione indica che la sua candidatura sta guadagnando spazio man mano che il film si consolida nella conversazione awards.

NOTA DI PRESTIGIO:Pattinson arriva a questa fase della carriera dopo un percorso particolarmente interessante, passato dal cinema indipendente e d’autore a grandi franchise internazionali senza perdere credibilità presso il cinema d’autore. The Batman, Good Time, The Lighthouse e Tenet hanno costruito un profilo estremamente riconoscibile, anche se l’attore non ha ancora ricevuto una candidatura agli Oscar. La sua presenza in un film di Nolan rappresenta quindi un’opportunità importante per entrare per la prima volta stabilmente nella conversazione dell’Academy.
CHANCE NOMINATION OSCAR:Il vantaggio di Pattinson è soprattutto legato al film. Odissea offre a Universal una delle piattaforme awards più importanti della stagione e la dimensione dell’ensemble permette al distributore di costruire diverse narrative interpretative. Il suo movimento rispetto a luglio dimostra che il ruolo ha iniziato a essere percepito come più concreto. La difficoltà è naturalmente la quantità di interpreti coinvolti e la possibilità che la campagna finisca per concentrarsi sui nomi con maggiore peso narrativo. Pattinson, però, possiede un elemento particolarmente utile: è già una star internazionale e una figura capace di collegare il cinema popolare a quello d’autore. Questo rende la sua performance una presenza da seguire con attenzione nella seconda parte della stagione.
9. COLMAN DOMINGO – Michael (Lionsgate)
PREVISIONI PRECEDENTI: 9° posto
Colman Domingo mantiene il nono posto rispetto alla previsione di luglio, ma il contesto di Michael rende la sua posizione molto più complessa di quanto possa suggerire la semplice stabilità numerica. Nel biopic diretto da Antoine Fuqua, Domingo interpreta Joe Jackson, padre di Michael Jackson e figura fondamentale nella costruzione della famiglia e della carriera dei Jackson 5. Il film segue l’ascesa di Michael dall’infanzia alla consacrazione come icona globale, affidando il ruolo del protagonista al nipote Jaafar Jackson e costruendo intorno a lui una famiglia interpretata da Domingo e Nia Long. La performance di Domingo ha quindi una funzione narrativa precisa: Joe non è semplicemente una figura familiare, ma il motore disciplinare e professionale che contribuisce alla formazione del giovane Michael. Il film ha avuto un enorme impatto commerciale, ma la ricezione critica è stata molto più prudente, con osservazioni sulla natura fortemente sanitizzata del racconto. Questo divario fra successo popolare e consenso critico mantiene Domingo nella corsa, ma impedisce alla candidatura di trasformarsi in una traiettoria lineare.

NOTA DI PRESTIGIO:Domingo arriva con un profilo awards particolarmente forte. È stato candidato all’Oscar come miglior attore per Rustin e nuovamente candidato per Sing Sing, consolidando una presenza ravvicinata e autorevole nella Stagione dei premi. Ai Golden Globe ha ottenuto candidature per entrambe le interpretazioni, mentre la sua carriera comprende anche un importante percorso teatrale e televisivo. L’Oscar per Rustin non arrivò, ma quella candidatura ha trasformato Domingo in uno degli interpreti contemporanei più riconoscibili all’interno della conversazione dell’Academy. Per Michael ha vinto il primo premio di stagione: l’Astra Midseason Movie Award.
CHANCE NOMINATION OSCAR: Il vantaggio principale è la continuità. Domingo non deve essere introdotto all’Academy: possiede già una narrativa awards consolidata e Michael gli offre un ruolo storico, familiare e fisicamente trasformativo. Lionsgate può inoltre sfruttare l’enorme popolarità del film per riportare l’attenzione sulla performance. Il problema è il rapporto fra ricezione critica e campagna. Se la conversazione rimarrà dominata dal successo di Jaafar Jackson e dalle questioni controverse legate alla sceneggiatura, Domingo potrebbe essere penalizzato. La sua permanenza al nono posto rappresenta quindi una posizione di resistenza: non perde terreno, ma ha bisogno di un nuovo impulso durante la Stagione dei premi.
8. STEVE BUSCEMI – Wild Horse Nine (Searchlight Pictures)
PREVISIONI PRECEDENTI: 8° posto
Steve Buscemi rimane sostanzialmente stabile. In Wild Horse Nine, Martin McDonagh lo inserisce nuovamente in un universo costruito sul sarcasmo, sulla violenza e sulla malinconia. Buscemi interpreta MJ, il capo degli agenti CIA Chris e Lee, interpretati rispettivamente da John Malkovich e Sam Rockwell. È una figura di controllo che osserva con crescente irritazione il comportamento dei due agenti inviati sull’Isola di Pasqua poco prima del colpo di Stato cileno del 1973. Il ruolo è particolarmente adatto alla specificità di Buscemi: MJ è un personaggio capace di concentrare autorità e comicità in pochi interventi, inserendosi nel meccanismo di dialoghi taglienti tipico di McDonagh. Le recensioni hanno sottolineato esplicitamente la qualità del trio Malkovich-Rockwell-Buscemi, con RogerEbert.com arrivato a definire le loro prove fra gli elementi recitativi più forti del film.

NOTA DI PRESTIGIO: Buscemi possiede uno dei profili da caratterista più riconoscibili della sua generazione. Ha ricevuto una candidatura al Golden Globe per Ghost World, vincendo successivamente il premio come miglior attore in una serie drammatica per Boardwalk Empire , ruolo che gli ha procurato 3 candidature. È inoltre ha vinto 2 volte l’Independent Spirit Award (Ghost World, Le Iene) e ha costruito una reputazione straordinariamente forte all’interno del cinema indipendente.
CHANCE NOMINATION OSCAR: La permanenza nella parte alta delle previsioni dipende soprattutto dalla combinazione fra attore e autore. Searchlight ha esperienza nel trasformare performance di caratteristi in campagne awards e Buscemi appartiene a quella categoria di interpreti che molti membri dell’Academy conoscono da decenni. La difficoltà è che Wild Horse Nine possiede una gerarchia interpretativa molto evidente: Malkovich ha vinto la Coppa Volpi a Venezia e Rockwell interpreta il coprotagonista. Buscemi deve quindi conquistare uno spazio autonomo all’interno di un ensemble già fortemente caratterizzato. La stabilità rispetto a luglio indica che la sua candidatura continua a essere credibile, ma la competizione interna al film resta un fattore determinante.
7. RIZ AHMED – Digger (Warner Bros.)
PREVISIONI PRECEDENTI: 15° posto
Riz Ahmed è il caso più evidente di ascesa nella nuova previsione: dal quindicesimo posto di luglio entra direttamente al settimo. Il salto è legato soprattutto alla première londinese di Digger, dove la sua interpretazione ha ricevuto alcune delle reazioni più nette dell’intero cast. Ahmed interpreta Ganesh, personaggio inserito accanto al Digger Rockwell di Tom Cruise all’interno della satira apocalittica di Iñárritu. La critica ha evidenziato ripetutamente la sua presenza: Variety lo ha indicato come MVP del film, mentre altre reazioni hanno sottolineato la qualità della sua prova anche in un’opera giudicata molto divisiva nel complesso. Questa è esattamente la dinamica che può trasformare un candidato marginale in un contender reale. A luglio Ahmed non disponeva ancora di una vera visione critica del film; dopo Londra, invece, la performance è diventata uno dei pochi elementi su cui convergono giudizi positivi molto netti. La risalita dal quindicesimo al settimo posto riflette dunque un cambiamento concreto nella percezione della candidatura.

NOTA DI PRESTIGIO: Ahmed arriva con un precedente Oscar particolarmente importante: è stato candidato come miglior attore per Sound of Metal, prova che gli ha garantito una candidatura a tutti i precursori: Golden Globe, Actor Award, BAFTA. La sua versatilità, unita alla capacità di sostenere ruoli drammatici complessi, gli offre una base awards molto più solida rispetto a quella di un semplice candidato emergente.
CHANCE NOMINATION OSCAR:Qui la narrativa è particolarmente forte. Ahmed non deve soltanto affidarsi al prestigio di Digger: può presentarsi come uno degli interpreti che hanno ricevuto le reazioni più convincenti all’interno di un film controverso. Warner Bros. può costruire la campagna sul contrasto fra l’ambizione gigantesca del progetto e la precisione della performance di Ahmed, trasformando il suo lavoro in una delle ragioni per cui il film merita attenzione. Il vero test sarà la durata del consenso: se la conversazione su Digger rimarrà polarizzata, Ahmed potrebbe diventare uno dei principali beneficiari di questa divisione, soprattutto se i votanti cercheranno di premiare una performance più sottile rispetto alla dimensione spettacolare del film.
6. ADAM DRIVER – Paper Tiger (NEON)
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Adam Driver entra direttamente al sesto posto dopo un percorso completamente diverso rispetto agli altri candidati: Paper Tiger ha avuto la sua première in Concorso a Cannes, dove Driver interpreta Gary Pearl, ex poliziotto e fratello maggiore di Irwin Pearl, interpretato da Miles Teller. James Gray costruisce un dramma criminale ambientato nel Queens del 1986, nel quale i due fratelli vengono coinvolti in un affare legato alla mafia russa che progressivamente mette in crisi la famiglia, la loro integrità e il rapporto fraterno. Gary è il motore destabilizzante del racconto: sicuro di sé, ambiguo e convinto di poter controllare una situazione molto più grande di lui, trascina il fratello dentro un sistema criminale destinato a diventare sempre più pericoloso. La critica ha individuato proprio in Driver uno dei punti di forza del film, descrivendo la sua prova come particolarmente intensa e capace di sostenere la tensione del rapporto fraterno. Il suo ingresso nella lista arriva dunque non per semplice hype, ma dopo una concreta esposizione festivaliera.

NOTA DI PRESTIGIO: Driver possiede già una forte familiarità con l’Academy. È stato candidato all’Oscar per BlacKkKlansman come attore non protagonista e per Marriage Story come protagonista, oltre ad aver ricevuto candidature ai Golden Globe e ai BAFTA. Ha inoltre vinto la Coppa Volpi a Venezia per Hungry Hearts. La candidatura per Paper Tiger arriverebbe quindi in una fase della carriera in cui Driver è già percepito come interprete di primo piano del cinema americano contemporaneo.
CHANCE NOMINATION OSCAR:La combinazione NEON-James Gray-Adam Driver è particolarmente interessante. Il film possiede il pedigree del cinema d’autore, Cannes garantisce un primo livello di prestigio internazionale e Driver porta con sé due precedenti candidature Oscar. Inoltre, la sua performance è sufficientemente centrale da poter essere sostenuta come individual achievement, senza dipendere esclusivamente dal consenso generale sul film. Il fatto che entri direttamente al sesto posto significa che il suo percorso parte già da una posizione competitiva confermata dopo la proiezione al New York Film Festival. La questione decisiva sarà la capacità di NEON di mantenere Paper Tiger presente nella conversazione americana dopo la stagione festivaliera.
5. GUITARRICADELAFUENTE – La Bola Negra (Netflix)
PREVISIONI PRECEDENTI: 14° posto
Guitarricadelafuente compie una delle ascese più sorprendenti della categoria, passando dal quattordicesimo posto di luglio al quinto. Il motivo è innanzitutto il rafforzamento straordinario di La Bola Negra, l’epopea queer di Javier Calvo e Javier Ambrossi che attraversa tre epoche e intreccia le vite di uomini separati dal tempo ma uniti dalla memoria, dal desiderio e dall’identità. Guitarricadelafuente interpreta Sebastián, giovane soldato che entra nella vicenda accanto al personaggio interpretato da Penélope Cruz. Il ruolo rappresenta anche il suo debutto cinematografico. Il percorso del film è diventato particolarmente forte: dopo il premio alla regia condiviso a Cannes, La Bola Negra ha conquistato il People’s Choice Award al Toronto International Film Festival, diventando il primo film non anglofono a vincere il principale premio del pubblico di Toronto dal 2011. Per Netflix questo crea una piattaforma promozionale di enorme valore, mentre per Guitarricadelafuente trasforma un debutto in una performance improvvisamente inserita nel cuore della conversazione internazionale.

NOTA DI PRESTIGIO: Il punto interessante è che Guitarricadelafuente non arriva dal cinema, ma dalla musica. È un artista già affermato nel panorama spagnolo, con candidature ai Latin Grammy e ai principali premi musicali iberici; il database ufficiale dei Latin Grammy registra due candidature, entrambe per il miglior videoclip in formato breve. Il passaggio al cinema rappresenta quindi un cambio di campo radicale, ma non l’ingresso di un volto completamente sconosciuto al pubblico culturale spagnolo.
CHANCE NOMINATION OSCAR:La sua candidatura vive di una narrativa molto precisa: debutto cinematografico, film premiato a Cannes, straordinario successo di pubblico a Toronto e campagna Netflix. È una combinazione estremamente favorevole per costruire un caso awards. La difficoltà è altrettanto evidente: Guitarricadelafuente non possiede ancora il tradizionale percorso di riconoscimenti cinematografici che accompagna molti candidati e deve quindi dimostrare che la performance è più di un elemento del successo complessivo del film. La crescita dal quattordicesimo al quinto posto è però pienamente giustificata dal nuovo contesto: a luglio era una scommessa; dopo Cannes e soprattutto Toronto è diventato un candidato con una narrative concreta.
4. EDWARD NORTON – The Invite (A24)
PREVISIONI PRECEDENTI: 6° posto
Edward Norton sale dal sesto al quarto posto, ma la sua posizione rimane estremamente solida. In The Invite, commedia drammatica diretta da Olivia Wilde, Norton interpreta Hawk, uno dei due vicini invitati a cena da una coppia sposata in crisi. La serata, inizialmente organizzata come un innocuo incontro fra vicini, si trasforma progressivamente in una esplorazione della sessualità, della coppia, della libertà e delle convenzioni borghesi. Hawk, accanto a Piña interpretata da Penélope Cruz, rappresenta il polo più disinvolto e cosmopolita del quartetto. Il ruolo permette a Norton di utilizzare un registro particolarmente controllato, alternando sicurezza, ironia e una dimensione più ambigua. Le recensioni hanno sottolineato la forza dell’ensemble, con Sight & Sound che ha descritto il quartetto formato da Norton, Cruz, Wilde e Seth Rogen come il centro assoluto del film. Anche il Los Angeles Times ha evidenziato la capacità di Wilde di ottenere il meglio dal cast.

NOTA DI PRESTIGIO: Norton possiede uno dei percorsi più riconoscibili della categoria. È stato candidato all’Oscar 4 volte: Schegge di paura, American History X, Birdman e, più recentemente, A Complete Unknown, con tre delle quattro candidature arrivate nella categoria di supporto. Ha inoltre ricevuto importanti riconoscimenti ai Golden Globe, incluso il premio per Schegge di paura. La sua quarta candidatura Oscar, appena conquistata, rende la sua presenza nella corsa 2027 particolarmente significativa: non si tratta di un ritorno dopo anni di assenza, ma di una possibile continuità immediata. Per la sua performance in The Invite è già stato candidato agli Astra Midseason Movie Awards.
CHANCE NOMINATION OSCAR: A24 può sfruttare una caratteristica preziosa di The Invite: il film ha ricevuto una ricezione critica molto positiva e possiede un cast di alto profilo. Norton, inoltre, è già stato candidato nella stessa categoria l’anno precedente. Il limite è la natura comica e corale del progetto, che potrebbe rendere difficile isolare una singola performance. Ma proprio la familiarità dell’Academy con Norton può diventare un vantaggio: la campagna non deve costruire da zero la sua credibilità, ma convincere i votanti che Hawk rappresenta un’altra prova degna di riconoscimento. Il passaggio dal sesto al quarto posto segnala che, nonostante la concorrenza, il suo profilo continua a essere molto difficile da ignorare.
3. JOHN LEGUIZAMO – Odissea (Universal Pictures)
PREVISIONI PRECEDENTI: 3° posto
John Leguizamo mantiene il terzo posto nelle nuove previsioni, confermando una delle posizioni più resistenti della categoria. In Odissea interpreta Eumeo, il fedele porcaro di Ulisse, personaggio fondamentale nella parte finale del poema e nel ritorno del protagonista a Itaca. In un film dominato dalla scala mitologica e dalle grandi star, il ruolo di Leguizamo possiede una caratteristica diversa: appartiene alla dimensione più umana e domestica della storia, quella che permette al viaggio di Ulisse di tornare progressivamente verso la famiglia e la casa. La presenza in un film di Christopher Nolan rappresenta già un enorme moltiplicatore di visibilità. L’ensemble comprende Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o, Zendaya e altri interpreti di primo piano, ma Eumeo è un personaggio con una funzione narrativa particolarmente precisa. La sua permanenza al terzo posto indica che il ruolo ha mantenuto intatta la propria forza rispetto alla previsione estiva.

NOTA DI PRESTIGIO: Leguizamo ha un percorso molto particolare, costruito tra cinema, televisione e soprattutto teatro. È stato candidato al Golden Globe come attore non protagonista per To Wong Foo, Thanks for Everything! Julie Newmar e ha ricevuto 4 candidature agli Emmy, vincendo nel 1999 per John Leguizamo’s Freak. La sua candidatura per When They See Us conferma inoltre la capacità di muoversi con naturalezza in ruoli drammatici di forte peso.
CHANCE NOMINATION OSCAR:Il vantaggio di Leguizamo è la combinazione fra un ruolo classico e un film destinato a dominare la conversazione tecnica e commerciale della stagione. Universal può posizionare Eumeo come una delle figure emotivamente più accessibili dell’epopea, evitando di competere direttamente con i personaggi più spettacolari. La sfida è l’affollamento del cast e la necessità di garantire a Leguizamo sufficiente spazio nella campagna. La sua permanenza al terzo posto suggerisce però che il caso non dipende soltanto dall’effetto Nolan: il ruolo possiede una funzione narrativa riconoscibile e una componente di prestigio personale che lo rende particolarmente interessante per la categoria.
2. SAM ROCKWELL – Wild Horse Nine (Searchlight Pictures)
PREVISIONI PRECEDENTI: 2° posto
Sam Rockwell conserva il secondo posto e rappresenta uno dei casi più solidi della categoria. In Wild Horse Nine interpreta Lee, agente CIA e partner di lunga data di Chris, il personaggio di John Malkovich. I due vengono inviati sull’Isola di Pasqua poco prima del colpo di Stato cileno del 1973, in una missione che progressivamente si trasforma in un confronto con il loro passato, la violenza che hanno esercitato e il senso stesso delle loro vite. Rockwell occupa una posizione narrativa centrale: è il contrappeso a Malkovich, il personaggio che consente al film di sviluppare la propria dimensione di buddy movie, ma anche quella più malinconica. La critica ha apprezzato proprio il rapporto fra i due, mentre RogerEbert.com ha sottolineato la forza delle interpretazioni di Malkovich, Rockwell e Buscemi. La stabilità rispetto a luglio dimostra che il film ha mantenuto intatto il suo peso nella categoria nonostante il premio a Venezia sia andato a Malkovich.

NOTA DI PRESTIGIO: Rockwell possiede un precedente Oscar particolarmente forte: ha vinto il premio come miglior attore non protagonista per Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, diretto proprio da Martin McDonagh. Ha inoltre ricevuto una seconda candidatura per Vice e ha vinto il Golden Globe per Three Billboards. Questo rapporto con McDonagh è quindi tutt’altro che casuale: l’attore ha già dimostrato di poter trasformare il linguaggio del regista in una performance awards-friendly.
CHANCE NOMINATION OSCAR: La sua forza sta nella combinazione di autore, personaggio e precedente awards. Searchlight ha inoltre un film chiaramente posizionato nel circuito dei premi e può sfruttare il riconoscimento ottenuto a Venezia da Malkovich senza necessariamente sacrificarlo: la campagna potrebbe presentare Wild Horse Nine come un ensemble di grandi interpretazioni, con Rockwell come elemento complementare al protagonista di Malkovich. La vera incognita è proprio la vittoria della Coppa Volpi da parte del collega, che inevitabilmente concentra una parte della narrativa interpretativa su Malkovich. Rockwell, tuttavia, conserva una traiettoria molto robusta e il secondo posto resta coerente con il suo profilo.
1. PAUL GIAMATTI – The Debut (A24)
PREVISIONI PRECEDENTI: 1° posto
Paul Giamatti mantiene il primo posto in queste nuove previsioni e lo fa dopo un percorso festivaliero che ha ulteriormente rafforzato la candidatura. In The Debut, scritto e diretto da Jesse Eisenberg, Giamatti interpreta Jerry, il direttore di una compagnia di teatro amatoriale che si trova a lavorare con Mona Friedman, una casalinga del New Jersey interpretata da Julianne Moore, quando questa ottiene una piccola parte in un musical. Jerry è inizialmente il filtro attraverso cui Mona viene giudicata e respinta, ma diventa progressivamente anche il personaggio che ne alimenta l’ossessione per la recitazione. La dinamica fra Giamatti e Moore è il centro della performance. Jerry è severo, frustrato, sarcastico e apparentemente convinto di avere un’importanza artistica molto maggiore di quella reale, ma Giamatti evita di trasformarlo in una semplice caricatura. Le reazioni da Telluride e Toronto hanno evidenziato proprio questo equilibrio: definendo la sua prova una delle migliori della carriera, mentre altre recensioni hanno sottolineato la particolare forza delle scene condivise con Moore.

NOTA DI PRESTIGIO:Giamatti possiede uno dei profili awards più completi dell’intera categoria. Ha ottenuto la prima candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista per Cinderella Man, oltre a candidature ai Golden Globe e agli Screen Actors Guild Awards per lo stesso ruolo. Ha poi vinto il Golden Globe per Barney’s Version e, nel 2024, quello per The Holdovers, film che gli ha procurato anche una candidatura all’Oscar come miglior attore. Il suo percorso comprende inoltre la vittoria ai Golden Globe per John Adams e una lunga serie di riconoscimenti televisivi e cinematografici.
CHANCE NOMINATION OSCAR: Il caso di Giamatti è costruito su una combinazione particolarmente favorevole: A24, un regista reduce dal successo di A Real Pain, un film capace di generare conversazione festivaliera e soprattutto un ruolo che gli permette di mostrare un registro comico, teatrale e insieme emotivamente vulnerabile. La sua candidatura può essere presentata come un ritorno alla categoria che lo aveva già portato alla sua prima nomination, ma con una performance completamente diversa da quella di Cinderella Man. Il momento di carriera è inoltre particolarmente significativo. Giamatti arriva a questa stagione dopo la candidatura per The Holdovers, mantenendo quindi una presenza recente nella memoria dell’Academy. The Debut gli offre un ruolo secondario molto più sostanzioso di quanto la definizione possa suggerire, perché il rapporto con Mona costituisce uno degli assi portanti del film. Le reazioni festivaliere hanno ulteriormente consolidato questa percezione, con recensioni che hanno indicato Giamatti come elemento fondamentale della riuscita della pellicola. Per questo il primo posto non dipende soltanto dal prestigio personale dell’attore, ma dalla convergenza di tre elementi: una performance fortemente caratterizzata, una narrativa awards già costruita negli ultimi anni e un film che ha trovato spazio nel circuito festivaliero. La vera sfida per A24 sarà trasformare l’apprezzamento critico di settembre in una presenza costante durante la Stagione dei premi. Al momento, però, Giamatti arriva alla nuova fase della corsa con la traiettoria più completa.
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog







