Oscar Momentum 2027: PAPER TIGER – Da Cannes a New York, James Gray trasforma il consenso in una vera corsa Oscar

Paper Tiger di James Gray, interpretato da Miles Teller e Adam Driver, punta agli Oscar 2027 dopo il successo al New York Film Festival. Distribuito da NEON, il film punta sulle categorie di supporto e sulla sceneggiatura, alimentando la narrativa attorno alla prima storica nomination per il regista

A Cannes Paper Tiger aveva già attirato l’attenzione, ma il passaggio sulla Croisette non era stato sufficiente, da solo, a trasformare il film in una delle principali narrative della corsa agli Oscar 2027. Presentato in Concorso al Festival di Cannes, il nuovo lavoro di James Gray ha raccolto una ricezione complessivamente positiva, accompagnata però da alcune perplessità sulla scrittura e sulla struttura narrativa.

Ambientato nel Queens degli anni Ottanta, il film segue Irwin Pearl, un ingegnere interpretato da Miles Teller, che viene coinvolto dal fratello Gary, ex poliziotto interpretato da Adam Driver, in un’attività di bonifica di rifiuti tossici legata alla criminalità russa. Quella che appare inizialmente come un’opportunità economica si trasforma progressivamente in una spirale di intimidazioni, violenza e compromessi morali. Scarlett Johansson interpreta Hester, la moglie di Irwin. È un progetto profondamente personale per Gray, che utilizza ancora una volta il contesto newyorkese per esplorare famiglia, ambizione, appartenenza, criminalità e identità. La vicenda prende infatti ispirazione anche da elementi della sua infanzia, rafforzando il legame tra il film e l’universo autobiografico del regista.

Il vero cambio di passo arriva però a settembre. Paper Tiger ha aperto la 64ª edizione del New York Film Festival con la sua première nordamericana il 25 settembre, diventando uno degli appuntamenti più rilevanti della fase iniziale della Awards Season americana. La scelta assume un significato ulteriore perché il film non è passato né da Telluride né dal Toronto International Film Festival. Dopo Cannes, Gray ha scelto quindi una traiettoria diversa rispetto a molti dei principali titoli della stagione, arrivando direttamente a New York.

Cannes aveva costruito il capitale critico, New York lo ha trasformato in Momentum

Il percorso festivaliero di Paper Tiger è particolarmente coerente con la storia di James Gray al New York Film Festival. Si tratta infatti del quarto film del regista selezionato dalla manifestazione, dopo The Immigrant nel 2013, The Lost City of Z nel 2016 e Armageddon Time nel 2022. La presenza di Gray al festival è quindi tutt’altro che casuale. Il rapporto con New York è parte integrante della sua filmografia e Paper Tiger, ambientato nel Queens degli anni Ottanta, rappresenta probabilmente uno dei progetti più naturalmente legati a questo contesto. La première nordamericana arriva inoltre in un momento strategico. Dopo Cannes, il film aveva conservato un profilo awards ancora da definire; il NYFF gli ha offerto invece una nuova occasione per entrare nella conversazione americana proprio all’inizio dell’autunno.

La ricezione ha confermato alcuni degli elementi già emersi sulla Croisette. La regia di Gray, la crescente tensione e il lavoro del cast sono stati tra gli aspetti maggiormente apprezzati. Il film costruisce un’atmosfera sempre più opprimente e contiene alcune sequenze di forte intensità, mentre la parte centrale è stata giudicata da alcuni osservatori più melodrammatica e bisognosa di una scrittura maggiormente concisa. È proprio questa combinazione a definire il Momentum attuale: Paper Tiger non è improvvisamente diventato un favorito, ma il passaggio da Cannes a New York ha trasformato un consenso critico già esistente in una discussione awards più concreta.

La campagna NEON: Driver, Johansson e Gray al centro della strategia

Il secondo elemento decisivo riguarda la campagna Oscar di NEON. Il distributore ha individuato tre percorsi principali per il film: Adam Driver come Miglior Attore Non Protagonista, Scarlett Johansson come Miglior Attrice Non Protagonista e James Gray come Miglior Sceneggiatura Originale.

Adam Driver rappresenta al momento uno dei punti di maggiore attenzione della campagna. La sua interpretazione di Gary, fratello carismatico e figura capace di trascinare Irwin nel mondo della criminalità, ha raccolto apprezzamenti già a Cannes e ha continuato a essere discussa dopo la première newyorkese. Anche Scarlett Johansson costituisce un elemento importante del posizionamento awards. La sua ricezione è stata meno uniforme rispetto a quella di Driver, ma la presenza dell’attrice amplia il potenziale della campagna e offre al film un secondo possibile percorso nelle categorie interpretative.

Per Gray, invece, la sceneggiatura assume un significato particolarmente personale. Paper Tiger combina il melodramma criminale classico con elementi ispirati alla sua esperienza familiare, riportando al centro il Queens e una dimensione autobiografica già presente in Armageddon Time. Il posizionamento attuale è quindi abbastanza definito: Driver, Johansson e Gray sono i tre principali percorsi attraverso i quali NEON sta cercando di trasformare l’attenzione festivaliera in una concreta campagna Academy.

I limiti: una ricezione non unanime e una corsa ancora molto competitiva

Il Momentum resta però accompagnato da alcuni interrogativi. Paper Tiger ha ricevuto numerosi apprezzamenti, ma non è stato accolto in maniera unanime. Le critiche più ricorrenti riguardano soprattutto la struttura e alcuni sviluppi della sceneggiatura, mentre la regia di Gray e il lavoro degli interpreti sembrano rappresentare gli elementi più solidi del consenso. Questa distinzione può avere un peso importante nella corsa awards. Se Driver riuscirà a mantenere una posizione forte nella conversazione per il Supporting Actor e Johansson riuscirà a trasformare la propria presenza nel film in una narrativa individuale, Gray dovrà invece dimostrare che la sceneggiatura può superare le perplessità emerse nelle recensioni più severe.

Anche il confronto con gli altri titoli della stagione resta decisivo. La Awards Season 2026/27 presenta numerose campagne consolidate e una forte competizione nelle categorie interpretative e di sceneggiatura. Il passaggio al NYFF ha aumentato la visibilità di Paper Tiger, ma sarà necessario verificare se questa attenzione riuscirà a mantenersi nei mesi successivi. Il film, inoltre, deve ancora dimostrare di poter trasformare la propria identità autoriale e il prestigio festivaliero in un consenso sufficientemente ampio all’interno dell’Academy.

James Gray e l’Academy: il possibile racconto della prima nomination

C’è infine un elemento che rende la campagna di Paper Tiger particolarmente interessante: la storia di James Gray con l’Academy.

Il regista non ha mai ricevuto una nomination personale agli Oscar, nonostante una carriera costruita attraverso importanti festival internazionali e una costante attenzione da parte della critica. Little Odessa, The Yards, We Own the Night, The Immigrant, The Lost City of Z, Ad Astra e Armageddon Time hanno sviluppato, attraverso generi diversi, una serie di temi ricorrenti: famiglia, appartenenza, ambizione, classe sociale e rapporto con New York. Ad Astra rappresenta uno dei precedenti più significativi. Il film ottenne una candidatura agli Oscar per il sonoro, ma Gray non ricevette una nomination personale. L’Academy ha quindi già riconosciuto un elemento del suo lavoro senza mai portare il regista nelle categorie individuali.

The Immigrant è probabilmente il caso più interessante da ricordare nel contesto Oscar: il film fu accolto molto bene da una parte della critica, Marion Cotillard vinse il premio della New York Film Critics Circle e James Gray ottenne riconoscimenti importanti dalla critica, ma il film non arrivò alle nomination Academy. Anche il New Yorker lo indicò all’epoca tra i film che avrebbero meritato maggiore considerazione.

Con Paper Tiger emerge per la prima volta in maniera particolarmente evidente la possibilità di costruire una narrativa attorno a un eventuale primo riconoscimento personale. Il progetto è infatti uno dei più autobiografici della sua carriera e collega direttamente la storia familiare del regista alla New York della sua infanzia. Non è possibile stabilire quanto questa componente influenzerà effettivamente gli elettori dell’Academy. È però un elemento narrativo che può accompagnare la campagna, soprattutto nella categoria della sceneggiatura originale. Il Momentum di Paper Tiger nasce quindi dall’incrocio di più fattori: il capitale critico costruito a Cannes, una première nordamericana strategicamente collocata al New York Film Festival, il rapporto storico di Gray con il festival, la campagna NEON concentrata su Adam Driver, Scarlett Johansson e James Gray e una possibile narrativa legata alla prima nomination Oscar personale del regista. Non è ancora una certezza di stagione. Ma dopo Cannes, il film ha finalmente trovato a New York il contesto nel quale trasformare la propria identità autoriale e il consenso critico in una conversazione awards molto più concreta.

Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog

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