Couture, noto in Francia con il titolo Coutures, è un film drammatico indipendente scritto e diretto dalla regista francese Alice Winocour. La pellicola rappresenta una coproduzione internazionale tra Francia e Stati Uniti e affida il ruolo della protagonista a un’intensa Angelina Jolie, affiancata da un cast europeo di rilievo che comprende Louis Garrel, Ella Rumpf e Garance Marillier. Dopo la presentazione in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival nel settembre del 2025, l’opera ha ottenuto un’accoglienza contrastante da parte della critica, che ha espresso pareri altalenanti sulla profondità della sceneggiatura ma ha lodato unanimemente la performance viscerale della protagonista.

TRAMA:La narrazione si sviluppa sullo sfondo frenetico della Settimana della Moda di Parigi, dove si incrociano le esistenze di tre donne profondamente diverse. Maxine Walker è una regista americana che ha accettato un ingaggio nella capitale francese per far fronte a una situazione finanziaria complessa, aggravata da un divorzio e dalle responsabilità materne. La sua routine viene sconvolta dalla diagnosi improvvisa di un cancro al seno, una notizia che la costringe a ridefinire le sue priorità insieme ad Anton, un suo collaboratore di vecchia data. Parallelamente si muovono le storie di Ada, una giovane studentessa e modella emergente che cerca nelle passerelle una via di fuga da un futuro già scritto, e di Angèle, una truccatrice del backstage che coltiva il sogno segreto della scrittura. L’incontro e l’amicizia che nascono tra loro diventeranno un’ancora di salvezza fondamentale per affrontare i rispettivi compromessi e ritrovare la propria identità.

La resilienza e il lato umano dietro la facciata
Il nucleo centrale di Couture risiede nel tentativo di spogliare la Fashion Week parigina dal suo tradizionale glamour per metterne a nudo la dimensione più intima e vulnerabile. Alice Winocour sceglie di esplorare la solidarietà femminile oltre i confini geografici e culturali, mostrando come la vicinanza emotiva possa trasformarsi in uno strumento di resistenza contro le pressioni sociali. Il contrasto tra la perfezione effimera delle sfilate e la fragilità della carne, resa evidente dalla malattia della protagonista, diventa il motore per una riflessione profonda sull’accettazione dell’imprevedibilità e sulla capacità di trovare una catarsi anche nei momenti più drammatici dell’esistenza

Uno sguardo femminile nel backstage
Sul piano visivo e realizzativo, il film si distingue per essere la prima opera di finzione ad aver ottenuto il permesso di girare all’interno degli storici atelier di Chanel, pur avendo l’obbligo di oscurare ogni logo commerciale per preservare la purezza del racconto. La macchina da presa della Winocour adotta una prospettiva dichiaratamente politica e di genere, preferendo concentrarsi sulle maestranze e sulle lavoratrici della moda piuttosto che sulla figura dei direttori artistici uomini. Attraverso la fotografia ravvicinata di André Chemetoff e un montaggio che intreccia con fluidità le tre diverse prospettive, la regia restituisce un’atmosfera febbrile e autentica, che privilegia l’umanità del dietro le quinte rispetto alla spettacolarità della passerella.
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog






