La corsa all’Oscar 2027 per il Miglior Trucco e Acconciatura presenta caratteristiche molto diverse rispetto ad altre categorie tecniche. Non tutti i riconoscimenti della critica hanno questa categoria e di conseguenza bisogna aspettare i verdetti di settore per avere un quadro chiaro: i MUAHS Awards sono organizzati dalla Make-Up Artists & Hair Stylists Guild.

Inoltre non basta realizzare una trasformazione spettacolare per conquistare l’attenzione dell’Academy: conta la capacità di integrare il trucco nella costruzione dei personaggi, di sostenere l’identità visiva di un film e, soprattutto, di rendere credibili trasformazioni che sullo schermo devono apparire naturali, anche quando richiedono interventi estremamente complessi. La competizione del 2027 potrebbe beneficiare di una combinazione particolarmente interessante di generi. Horror, fantasy, fantascienza, biopic e cinema storico offrono infatti occasioni differenti per mettere in evidenza il lavoro degli specialisti. Da una parte ci sono produzioni che richiedono prostetica, creature e trasformazioni radicali; dall’altra film nei quali la ricostruzione di un’epoca e l’evoluzione fisica degli interpreti rappresentano elementi fondamentali della narrazione. In questo scenario, Werwulf occupa attualmente la prima posizione.
Werwulf: Christine Blundell guida la corsa all’Oscar 2027
Il nome da tenere maggiormente in considerazione è quello di Christine Blundell, responsabile del trucco e dell’acconciatura di Werwulf, il nuovo film scritto e diretto da Robert Eggers, con Aaron Taylor-Johnson, Lily-Rose Depp e Willem Dafoe. Il progetto, distribuito da Focus Features e previsto nelle sale statunitensi il 25 dicembre, rappresenta una delle produzioni più attese della stagione cinematografica. Il nuovo progetto di Robert Eggers presenta le caratteristiche di un candidato particolarmente adatto alla sensibilità dei professionisti dell’Academy. Blundell è una professionista britannica con una carriera pluridecennale, costruita attraverso collaborazioni con alcuni dei più importanti autori del cinema contemporaneo. Il suo lavoro attraversa generi e periodi storici differenti, con una particolare attenzione alla ricostruzione visiva dei personaggi. Il riconoscimento più importante della sua carriera è arrivato nel 2000, quando ha conquistato l’Oscar per il Miglior Trucco grazie a Topsy-Turvy, condividendo il premio con Trefor Proud. Una vittoria che testimonia la sua capacità di affrontare produzioni nelle quali la trasformazione degli interpreti è strettamente legata alla ricostruzione di un preciso contesto storico e culturale.

Il ritorno nella conversazione Oscar con Werwulf appare particolarmente interessante anche per la natura del progetto. Eggers ha costruito la propria identità cinematografica attraverso un approccio estremamente rigoroso alla ricostruzione storica, all’atmosfera e alla materialità delle immagini. Da The Witch a The Lighthouse, passando per The Northman, il regista ha dimostrato una costante attenzione alla credibilità dei mondi rappresentati. Il nuovo film sembra inserirsi perfettamente in questa traiettoria, portando l’autore verso un immaginario medievale oscuro, nel quale la componente folkloristica e quella horror si intrecciano. La presenza di Blundell costituisce un elemento importante per le prospettive del film. La sua esperienza con il trucco d’epoca, la costruzione di personaggi e le trasformazioni fisiche potrebbe rivelarsi particolarmente preziosa per un racconto nel quale l’aspetto dei protagonisti contribuisce direttamente alla definizione dell’ambiente e delle tensioni narrative. Anche il genere rappresenta un vantaggio.

L’Academy ha dimostrato negli ultimi anni una certa disponibilità a riconoscere lavori horror e fantastici quando la componente artigianale raggiunge un livello di particolare raffinatezza. Non è necessario che una trasformazione sia continuamente spettacolare: spesso sono la precisione dei dettagli, la qualità delle texture e la capacità di costruire un’identità visiva coerente a fare la differenza. Un ulteriore elemento favorevole è rappresentato dalla possibilità di lavorare su una dimensione fisica e visiva molto marcata. In un racconto legato alla figura del licantropo, il confine tra umano e bestiale costituisce una delle sfide più interessanti per il reparto trucco. Il film potrebbe quindi offrire a Blundell l’opportunità di combinare un’impostazione realistica con interventi più estremi, mantenendo una continuità estetica tra i diversi livelli della trasformazione. La sua posizione nasce soprattutto dalla combinazione tra il profilo della professionista, l’identità autoriale di Eggers e le caratteristiche del materiale cinematografico.

Resta inoltre significativo il precedente Oscar di Blundell: un riconoscimento che dimostra come l’Academy abbia già premiato il suo approccio artistico. Non si tratta di un vantaggio automatico, ma di un elemento che può contribuire a rendere il suo nome riconoscibile all’interno della comunità professionale.Per queste ragioni, Werwulf merita attualmente la prima posizione. Non tanto perché abbia già dimostrato di poter dominare la categoria, quanto perché riunisce una serie di condizioni favorevoli che potrebbero trasformarsi in un’effettiva candidatura.
Il valore artistico del trucco di Werwulf: tra realismo storico e trasformazione!
L’aspetto più interessante della potenziale candidatura di Christine Blundell potrebbe risiedere nella capacità di evitare una separazione netta tra trucco storico ed effetti speciali. In un film come Werwulf, la credibilità del mondo narrativo dipende anche dalla sensazione che i corpi appartengano realmente all’epoca rappresentata. Il lavoro artistico deve quindi confrontarsi con elementi differenti: incarnati, capelli, barbe, invecchiamento, segni della vita quotidiana e possibili trasformazioni fisiche. Ogni dettaglio contribuisce a definire la condizione dei personaggi e il loro rapporto con un ambiente ostile. La sfida più significativa consiste nel mantenere un’estetica organica. Il trucco non deve apparire come un intervento esterno, ma diventare parte integrante della fotografia e della messa in scena.

È una caratteristica particolarmente importante nel cinema di Eggers, dove la materialità degli ambienti e dei corpi contribuisce a creare un senso di immersione quasi documentaristico. Anche l’eventuale componente mostruosa potrebbe acquistare un valore narrativo più profondo. La trasformazione non sarebbe soltanto un esercizio di abilità tecnica, ma la rappresentazione visiva di una perdita di controllo, di un conflitto tra natura umana e istinto animale. È proprio questa possibilità di unire costruzione artigianale e significato drammaturgico a rendere Werwulf un candidato particolarmente interessante. Al momento, il film non ha ancora mostrato l’intera portata del proprio lavoro sullo schermo. Sarà quindi necessario attendere la distribuzione e osservare quanto la trasformazione fisica dei personaggi occupi effettivamente il centro della narrazione. Il potenziale, tuttavia, è evidente.
Oscar 2027 Trucco e Acconciatura: gli altri principali contender
Dietro Werwulf si sviluppa un gruppo di concorrenti particolarmente eterogeneo. Alcuni possono contare su professionisti già premiati dall’Academy, altri su produzioni di grande impatto visivo o su trasformazioni che potrebbero diventare uno degli elementi più riconoscibili dei rispettivi film. La differenza, nei prossimi mesi, sarà determinata dalla capacità di ciascun progetto di trasformare le proprie ambizioni estetiche in un lavoro effettivamente memorabile.
Odissea: La ricostruzione dell’antica Grecia attraverso volti e acconciature
Il nuovo film di Christopher Nolan rappresenta uno dei concorrenti più solidi della categoria. Il lavoro di trucco è affidato a Luisa Abel, collaboratrice del regista già coinvolta in Interstellar, Dunkirk, Tenet e Oppenheimer, mentre la direzione del reparto acconciature è affidata a Gloria Pasqua Casny. Entrambe hanno già conosciuto il riconoscimento dell’Academy: Abel per Oppenheimer e Casny per The Lone Ranger. La ricostruzione dell’antica Grecia ha richiesto un importante lavoro di ricerca, tra riferimenti archeologici, acconciature ispirate all’età del bronzo e soluzioni pensate per rendere credibili i diversi ambienti geografici. Particolarmente significativa è la varietà delle trasformazioni, dai personaggi invecchiati ai guerrieri, fino alle differenti identità estetiche degli interpreti. La produzione ha coinvolto circa 90 professionisti nel reparto trucco. Allure +1La candidatura appare molto realistica. Il prestigio di Nolan, l’ampiezza del progetto e l’esperienza delle due responsabili costituiscono una combinazione estremamente favorevole. Odissea potrebbe diventare il principale rivale di Werwulf.

Digger: La trasformazione fisica al servizio di un cast d’autore
La presenza dell’italiano Alessandro Bertolazzi e Kazu Hiro rende Digger uno dei titoli più interessanti della categoria. Diretto da Alejandro G. Iñárritu e interpretato da Tom Cruise, il film può contare su due professionisti con un curriculum particolarmente prestigioso. Bertolazzi ha conquistato l’Oscar per Suicide Squad, mentre Hiro ha ottenuto due statuette grazie a L’ora più buia e Bombshell. La loro collaborazione ha offerto un contributo importante alla trasformazione fisica di un Tom Cruise irriconoscibile. Il film, caratterizzato da un’impostazione visiva ambiziosa e da un cast particolarmente articolato, dispone delle condizioni necessarie per valorizzare il lavoro dei reparti artistici. Molto probabilmente quedta è una delle poche categorie che non subirà l’effetto valanga dopo l’accoglienza divisiva della critica. La presenza di due specialisti premiati dall’Academy, comunque, rende Digger un avversario da non sottovalutare.

Dune: Messiah: L’evoluzione estetica di un universo fantascientifico
Il ritorno di Denis Villeneuve nell’universo di Frank Herbert offre un’altra opportunità importante per la categoria. Per Dune: Messiah, il reparto trucco e acconciatura vede coinvolti Heike Merker, responsabile del design, e gli specialisti degli effetti prostetici Love Larson ed Eva von Bahr. Il precedente dei primi due capitoli rappresenta naturalmente un punto di forza. Il mondo di Arrakis richiede un’identità estetica estremamente riconoscibile, costruita attraverso incarnati, dettagli anatomici, acconciature, trasformazioni e caratterizzazioni dei diversi gruppi che popolano la saga. Il terzo capitolo potrebbe inoltre introdurre nuove esigenze legate all’evoluzione temporale dei personaggi. La candidatura appare realistica, soprattutto considerando la familiarità dell’Academy con il franchise. La sfida sarà dimostrare che il nuovo capitolo offre un contributo creativo sufficientemente distintivo rispetto ai precedenti.

Wicker: La sfida prostetica di una creatura fuori dall’ordinario
Tra i titoli meno convenzionali della corsa troviamo Wicker, diretto da Alex Huston Fischer ed Eleanor Wilson e interpretato da Olivia Colman, Alexander Skarsgård, Elizabeth Debicki e Peter Dinklage. Il progetto presenta un elemento particolarmente interessante per la categoria: la costruzione del Wicker Husband, una figura realizzata attraverso un complesso lavoro di prostetica ed effetti speciali. Tra i professionisti coinvolti figurano Joe Dunckley, responsabile del design prostetico, e Sarah Rubano, alla guida del reparto makeup effects. La componente artigianale potrebbe rappresentare il principale punto di forza del film. La realizzazione di una figura umana costruita con materiali intrecciati offre un’occasione per combinare effetti pratici, texture e caratterizzazione visiva. La candidatura rimane però una possibilità più incerta: molto dipenderà dal dalla visibilità del lavoro nel film.

Michael: Ricostruire l’icona pop attraverso le trasformazioni del volto
Il biopic dedicato a Michael Jackson, diretto da Antoine Fuqua e interpretato da Jaafar Jackson, potrebbe diventare uno dei candidati più competitivi della categoria. Il reparto trucco è guidato da Bill Corso, affiancato da Christien Tinsley per il lavoro prostetico e da Carla Farmer per le acconciature. La sfida principale consisteva nel ricreare l’aspetto del cantante nelle diverse fasi della sua vita, accompagnando l’evoluzione fisica e stilistica di una delle figure più riconoscibili della cultura popolare. La somiglianza tra Jaafar Jackson e lo zio costituisce già un elemento favorevole, ma il lavoro degli specialisti doveva rendere credibili anche i cambiamenti del volto, della pelle e dei capelli nel corso degli anni. Il progetto possiede un potenziale particolarmente interessante perché la trasformazione non riguarda un singolo momento, ma un’intera esistenza. Corso può inoltre contare su una lunga esperienza professionale, mentre Tinsley porta con sé una notevole competenza nella prostetica. La candidatura è realistica, dato che il lavoro di ricostruzione è uno dei suoi elementi più apprezzati.

Clayface: La metamorfosi horror tra prostetica e identità umana
Clayface, diretto da James Watkins, rappresenta una delle possibilità più interessanti per il versante horror della categoria. Il film racconta la trasformazione di Matt Hagen, interpretato da Tom Rhys Harries, da giovane aspirante attore a creatura sfigurata dopo un trattamento sperimentale. La progressiva alterazione del suo aspetto costituisce il fulcro stesso della narrazione. Il potenziale per il Trucco e Acconciatura è evidente: il personaggio richiede una costruzione visiva capace di attraversare differenti stadi di deterioramento e trasformazione, mantenendo una continuità credibile tra l’identità umana e quella mostruosa. La possibilità di valorizzare effetti pratici e prostetica potrebbe offrire un contributo particolarmente significativo. Resta tuttavia un candidato da osservare con cautela. Non è ancora possibile attribuire con sufficiente certezza il reparto a uno specifico responsabile del design, né stabilire quanto il risultato finale dipenda dal trucco pratico rispetto agli effetti visivi. Il materiale narrativo è promettente, ma la candidatura dovrà essere sostenuta dalla qualità effettiva della realizzazione.

Rose: Il trucco d’epoca al servizio di una doppia identità
Tra le alternative più interessanti sul versante del cinema d’autore europeo troviamo Rose, diretto da Markus Schleinzer e interpretato da Sandra Hüller. Il film, presentato in concorso alla Berlinale 2026, racconta la storia di una donna del XVII secolo che assume un’identità maschile per ottenere riconoscimento e accettazione all’interno di una comunità rurale. Il reparto trucco è affidato ad Anette Keiser e Georg Korpás. Il principale punto di forza del lavoro risiede nella caratterizzazione del volto di Hüller, attraverso una costruzione estetica che deve sostenere la doppia identità del personaggio senza trasformarsi in un artificio evidente. La presenza di una cicatrice e la necessità di ricostruire un aspetto credibile per il contesto storico offrono ulteriori possibilità di valorizzazione. La candidatura rimane però più difficile rispetto ai titoli hollywoodiani. La natura indipendente della produzione e la limitata esposizione commerciale sul mercato statunitense rappresentano ostacoli concreti. Rose potrebbe comunque trovare spazio facendo leva su un binomio che storicamente si è rivelato particolarmente favorevole nella categoria: la candidatura per il Miglior Trucco e Acconciatura accompagnata da una nomination nelle categorie di recitazione. Un’associazione che, in diverse occasioni, ha anticipato o rafforzato il percorso verso la vittoria, come dimostrano i casi di Brendan Fraser per The Whale e Jessica Chastain per Gli occhi di Tammy Faye. Anche quest’anno il meccanismo potrebbe riproporsi con Rose, Sandra Hüller ma anche con Tom Cruise per Digger: 2 interpreti la cui eventuale presenza nella corsa attoriale potrebbe contribuire a dare ulteriore visibilità e peso al lavoro di trasformazione realizzato sui rispettivi film.

Previsioni Oscar 2027: chi può conquistare la candidatura?
La fotografia attuale restituisce una categoria nella quale convivono due tipologie di candidature potenziali. Da una parte ci sono produzioni sostenute da grandi studi e franchise già conosciuti dall’Academy, come Odissea e Dune: Messiah. Dall’altra emergono progetti nei quali la componente artigianale potrebbe diventare uno degli elementi centrali dell’esperienza cinematografica, come Werwulf, Wicker e Clayface. Anche Digger e Michael dispongono di argomenti importanti. Il primo può contare su professionisti già premiati dall’Academy, mentre il secondo presenta una trasformazione biografica particolarmente impegnativa, che potrebbe incontrare il favore degli specialisti. Resta da capire quale sarà il peso dei riconoscimenti professionali. I MUAHS Awards saranno il primo vero banco di prova per verificare se i favoriti sulla carta riusciranno a conquistare il consenso degli addetti ai lavori. In particolare, sarà interessante osservare la distribuzione delle nomination nelle categorie dedicate al trucco prostetico, al trucco d’epoca e alle acconciature: eventuali risultati multipli potrebbero offrire indicazioni preziose sulle possibilità di arrivare fino agli Oscar.
Werwulf resta il favorito, ma la corsa è apertissima
La prima previsione per l’Oscar 2027 al Miglior Trucco e Acconciatura assegna dunque il primato a Werwulf. Christine Blundell rappresenta una scelta convincente per esperienza, sensibilità artistica e capacità di lavorare sulla caratterizzazione dei personaggi. Il film di Robert Eggers sembra offrire il contesto ideale per valorizzare il suo approccio, soprattutto attraverso l’incontro tra ricostruzione storica e trasformazione horror. La distanza dagli inseguitori, tuttavia, è tutt’altro che definitiva. Odissea possiede un potenziale tecnico straordinario, Digger può contare su una squadra di professionisti di altissimo profilo e Dune: Messiah ha dalla propria parte la forza di un franchise già riconosciuto dall’Academy. Anche Michael potrebbe inserirsi nella competizione con una trasformazione capace di attirare l’attenzione dei membri del settore. I prossimi mesi saranno determinanti. I riconoscimenti delle associazioni professionali e soprattutto le campagne promozionali permetteranno di comprendere quali produzioni riusciranno a distinguersi realmente.
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog






