Istituito nel 1988 dalle Biblioteche dellaUniversity of Southern California, l’USC Scripter Awardè diventato uno dei precursori più affidabili e prestigiosi della stagione dei premi. Il suo obiettivo è celebrare l’arte dell’adattamento, premiando in tandem l’autore dell’opera originale e lo sceneggiatore capace di trasporla sul grande (o piccolo) schermo.

L’importanza delloScripternon è solo accademica, ma fortemente strategica in chiaveOscar. I numeri parlano chiaro: in 37 edizioni, il vincitore delloScripterha poi conquistato la statuetta per laMiglior Sceneggiatura Non Originale17 volte. Una convergenza quasi sistematica soprattutto negli ultimi anni: da capolavori comeSchindler’s ListeL.A. Confidential,fino ai recentissimiWomen Talking, American Fictione lo scorso annoConclave.

Quest’anno, a consolidare il potenziale legame con gli Oscar è il trionfo diPaul Thomas Andersoninsieme aThomas Pynchon, autore del romanzoVineland(1990) da cui è trattoOne Battle After Another. Per il duo si tratta di un ritorno d’eccellenza: erano già stati candidati agli USC Scripter nel 2014 per l’adattamento diVizio di forma. Con questa vittoria,Andersonconferma la sua leadership assoluta nella corsa agli Oscar 2026 per laMiglior sceneggiatura non originale,avendo già sbaragliato la concorrenza aiGolden Globes, aiCritics Choicee agliAstra Film Awards. Lo Scripter è solo l’ultimo, decisivo sigillo su una stagione che lo vede come il frontrunner indiscusso di questa categoria e non solo.





