Possession: Margaret Qualley e Callum Turner protagonisti del rischioso remake di Parker Finn

Margaret Qualley e Callum Turner guidano il nuovo adattamento di Possession, il capolavoro di Andrzej Żuławski. Diretto da Parker Finn (Smile) per Paramount, il film affronta la violenta discesa nell’incubo di una coppia in crisi. Una sfida ambiziosa che deve confrontarsi con un’eredità fatta di isteria, trauma e orrore viscerale

Il remake diPossessionfirmato daParker Finncomincia finalmente a prendere forma. Dopo mesi di indiscrezioni, arrivano le prime conferme decisive:Margaret QualleyeCallumTurner saranno i protagonisti del nuovo adattamento delcultdiretto daAndrzej Żuławski. I due interpreteranno una coppia sposata al centro di una spirale emotiva e psicologica che promette di raccogliere – e inevitabilmente confrontarsi con – una delle opere più estreme e disturbanti della storia del cinema.
Il progetto, al centro di una vera e propria guerra di offerte tra studi comeA24, Netflix, Warner Bros., SonyeParamount,è infine approdato a quest’ultima e rappresenta il passo più ambizioso nella carriera diFinndopo il successo della saga diSmile.

TRAMA:Ambientato originariamente nella Berlino Ovest della Guerra Fredda, Possession segue un uomo che, dopo una lunga assenza, torna a casa e scopre che la moglie intrattiene una relazione extraconiugale e desidera il divorzio. Il tentativo di comprendere cosa stia realmente accadendo – anche attraverso l’assunzione di un investigatore privato – lo trascina in una discesa sempre più oscura. Quello che inizia come un dramma coniugale si trasforma progressivamente in un incubo surreale, dove gelosia, paranoia e orrore corporeo si fondono fino a cancellare ogni distinzione tra realtà e follia.

Possession e la materializzazione del trauma: Parker Finn alle prese con un culto estremo

Possessionè prima di tutto una radiografia violenta della fine di un amore, una riflessione estrema sul matrimonio come campo di battaglia emotivo.Żuławskitrasforma la separazione in un’esperienza fisica, isterica, mostruosa: l’orrore non è un elemento esterno, ma nasce direttamente dal trauma affettivo, dalla perdita di identità e dalla frattura insanabile tra due esseri umani. Il cinema diParker Finnha già dimostrato un interesse profondo per il disagio psicologico e la sua materializzazione visiva. SeSmileutilizzava il trauma come contagio sociale,Possessionlo porta a un livello più intimo e devastante. La sfida del remake sarà preservare questa dimensione radicale senza ridurla a semplice esercizio di stile o a horror convenzionale.

Presentato in concorso alFestival di Cannesdel 1981,Possessionvalse aIsabelle Adjaniil premio per laMiglior Attrice, ex aequo con Quartet. La sua interpretazione – oggi considerata una delle più sconvolgenti della storia del cinema – è diventata un riferimento assoluto per la rappresentazione della follia, del dolore emotivo e dell’orrore corporeo. All’uscita, il film fu accolto dareazioni profondamente divisive, subendo censure e tagli in diversi paesi. Solo con il passare degli anni è stato pienamente rivalutato comeun’opera di culto, oggi stabilmente inserita tra i grandi classici del cinema horror e psicologico.

L’eredità diPossessionsi è rivelata duratura e trasversale, influenzando registi e opere molto diverse tra loro.Darren Aronofskyne ha riconosciuto l’impatto perBlack Swan, mentreLars von Trierha rielaborato la sua radicalità emotiva e coniugale inAntichrist. Tracce evidenti emergono anche nel cinema diGaspar Noé,nella sua visione del corpo come spazio di trauma, e in autori contemporanei comeAri Aster(Hereditary, Midsommar) eRobert Eggers, che hanno fatto dell’orrore una manifestazione diretta della crisi familiare e identitaria.
In questa costellazione di influenze trova spazio ancheLa forma dell’acquadiGuillermo del Toro, che può essere letto come una rilettura poetica e ribaltata di alcuni nuclei tematici diPossession:il legame sentimentale con l’“altro” mostruoso, il corpo come luogo di desiderio e trasformazione, e il mostro come risposta emotiva alla solitudine e all’oppressione. SeŻuławskitrasformava l’amore in furia distruttiva, Del Toro ne offre una versione fiabesca e salvifica, ma nata da una tensione emotiva affine.

Proprio questa influenza diffusa e spesso sotterranea rendePossessionun’opera difficilmente replicabile: più che un film, è un’esperienza emotiva estrema, il cui impatto risiede nell’eccesso, nell’isteria e nell’impossibilità di essere normalizzata. Un’eredità che rende il confronto con il remake inevitabile — eparticolarmente rischioso.

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