Presentato alSundance Film Festivaldi quest’anno,American Doctorsegna il debutto alla regia diPoh Si Teng, già produttrice di spessore dietro successi comeSt. Louis SupermanePatrice: The Movie. In un’epoca di estrema polarizzazione, il film si inserisce nel cuore del conflitto aGazanon solo come cronaca di guerra, ma come un’indagine profonda sul ruolo della cittadinanza americana e sulla responsabilità morale dei singoli. Prodotto da una coalizione internazionale (Stati Uniti, Palestina, Malesia e Qatar), il documentario di 93 minuti utilizza il camice bianco come lente per osservare il collasso di un sistema e il tentativo disperato di preservare l’etica in un territorio dove il diritto alla cura è costantemente minacciato.

SOGGETTO: Il cuore narrativo del film segue 3 medici statunitensi che decidono di varcare il confine di Gaza per prestare soccorso in ospedali ormai decimati nelle risorse e nelle competenze. La forza del racconto risiede nell’eterogeneità dei protagonisti:un medico palestinese, uno ebreoeuno zoroastriano. Tre background culturali e religiosi differenti, uniti però da un unico obbligo professionale e morale. La cinepresa diPoh Si Tengaccompagna questi “individui straordinari” attraverso le brutali decisioni di triage post-attacco e la cura dei pazienti più piccoli, seguendo il loro percorso dagli ospedali di fortuna fino ai palazzi del potere di Washington. Qui, i medici trasformano la loro esperienza clinica in testimonianza politica, chiedendo al proprio governo un intervento che metta fine alla sofferenza umana a cui hanno assistito.

L’universalismo del Giuramento d’Ippocrate
Il film dimostra come la medicina possa essere l’ultimo ponte rimasto tra culture in conflitto. La collaborazione tra il medico ebreo e quello palestinese non è presentata comeun’utopia semplicistica,ma come una necessità tecnica e morale dettata dall’urgenza di salvare vite, ridefinendo il concetto di solidarietà oltre ogni confine identitario.
Il ruolo degli Stati Uniti e la responsabilità civile
Il documentario sposta costantemente l’asse del discorso da Gaza all’America. Analizza ilcoinvolgimento profondo degli USAnel conflitto e pone una domanda cruciale: quale deve essere il ruolo di un cittadino di fronte alle azioni del proprio governo? I medici non si limitano a curare ferite fisiche, ma cercano di guarire la “cecità politica” di Washington, portando la realtà dei fatti dai corridoi ospedalieri ai centri decisionali.
L’umanità come azione collettiva
La regia diPoh Si Tengevita il pietismo, scegliendo invece una narrazione d’azione. La “terribile realtà” descritta non serve a generare rassegnazione, ma a indicare un percorso pratico. L’azione collettiva, simboleggiata dalla pluralità di fedi e origini dei tre medici, diventa l’unico strumento efficace per affrontare questioni geopolitiche apparentemente insolubili, riportando l’individuo al centro della storia.






