Dopo il debutto cult di La rivincita delle sfigate e il successo commerciale di Don’t Worry Darling,Olivia Wildetorna alla regia conThe Invite, un’opera che segna un cambio di passo deciso verso un realismo crudo e viscerale. Presentato con successo al Sundance Film Festival 2026, il film è stato immediatamente acquisito da A24 dopo una tesa guerra d’aste tra i principali distributori del settore. Basato sulla sceneggiatura di Rashida Jonese Will McCormack (remake del film spagnolo Sentimental,di cui c’è stata anche una versione italiana dal titolo Vicini di casa). L’opera si riallaccia alla tradizione del cinema da camera, trasformando una cena tra vicini in un campo di battaglia emotivo. Girato interamente in 35mm e seguendo l’ordine cronologico delle scene, il film trasuda un’energia teatrale e autentica, lontana dalle patine hollywoodiane, confermando la Wilde come una delle voci più audaci e versatili del panorama contemporaneo
TRAMA:Ambientato in un appartamento di San Francisco, il film segue Joe (Seth Rogen), un ex musicista indie frustrato, e Angela (Olivia Wilde), una donna intrappolata nel perfezionismo estetico. La loro relazione è ormai ridotta a un jazz di recriminazioni, dove ogni piccola interazione è un pretesto per litigare. La serata precipita quando accolgono i vicini del piano di sopra: Pína (Penélope Cruz), una psicoterapeuta spagnola, e Hawk (Edward Norton), un ex pompiere dai modi zen. La tensione esplode quando i vicini, noti per i loro rumori notturni inequivocabili, rivelano la loro natura di scambisti illuminati e lanciano una proposta shock: un rapporto a quattro. Da quel momento, il protocollo sociale si sgretola, lasciando spazio a una carneficina verbale che dissotterra rancori decennali e insicurezze profonde.

La prigione del matrimonio e lo specchio dell’altro
Il cuore pulsante di The Invite risiede in un’indagine spietata, ma a tratti malinconica, sulle patologie relazionali dell’era moderna. Olivia Wilde utilizza la cena non come un semplice espediente narrativo, ma come un reagente chimico capace di sciogliere la vernice di cortesia che riveste i rapporti di lungo corso. Al centro del film emerge prepotente il concetto di co-dipendenza, dove Joe e Angela appaiono legati non più dall’amore, ma da un ciclo continuo di recriminazioni. L’ingresso dei vicini scambisti introduce l’elemento perturbatore della FOMO sessuale ed emotiva: il confronto con la libertà disinibita di Pína e Hawk funge da specchio deformante, costringendo i protagonisti a misurare l’entità dei propri fallimenti e delle aspirazioni tradite. Il salotto diventa così una cella claustrofobica dove la ferocia dei dialoghi richiama classici come Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee,rappresentando l’ultimo, disperato tentativo di sentirsi ancora vivi all’interno di un legame sclerotizzato. La Wilde evita però il nichilismo puro, filtrando il dolore attraverso un umorismo nero che rende la tragedia domestica ferocemente riconoscibile.

RETROSCENA E ANTICIPAZIONI
La genesi di The Invite è segnata dalla ferma volontà di Olivia Wilde di riappropriarsi di una dimensione narrativa più intima. Inizialmente, i ruoli principali erano stati affidati ad Amy Adams, Paul Rudd e
Tessa Thompson,ma il progetto si è bloccato durante la fase di sviluppo e si è quindi reso necessario ingaggiare un cast completamente nuovo.
A24 ha già pianificato una massiccia campagna per la Stagione dei premi, puntando in primis sulle categorie Miglior Regia e Miglior Casting Director, laddove c’è stata grande abilità nel mettere insieme un cast così eterogeneo, capace di unire l’improvvisazione di Seth Rogen alla precisione tecnica di Edward Norton. La pellicola godrà inoltre di una distribuzione tradizionale nelle sale nel corso del 2026, evitando l’uscita on demand per preservare l’esperienza cinematografica voluta dall’autrice.
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog






