Road to the Oscars 2027: The Adventures of Cliff Booth – Il noir hollywoodiano che riscrive il mito dello stuntman

David Fincher dirige Brad Pitt in The Adventures of Cliff Booth, sequel di C’era una volta a… Hollywood scritto da Quentin Tarantino. Con un budget di 200 milioni di dollari, il film segue lo stuntman come risolutore di problemi nella Hollywood anni ’70, puntando dritto agli Oscar 2027 grazie alla Campagna di Netflix

Netflix si prepara a lanciare uno dei progetti più ambiziosi della sua storia cinematografica: The Adventures of Cliff Booth. Diretto dal maestro David Fincher e scritto da Quentin Tarantino, il film rappresenta un sequel autonomo di C’era una volta a Hollywood (2019). Con un budget monumentale di circa 200 milioni di dollari, si tratta della produzione più costosa mai realizzata per entrambi i cineasti. Il progetto vede Brad Pitt riprendere l’iconico ruolo di Cliff Booth, affiancato da un cast corale d’eccellenza che include Elizabeth Debicki, Yahya Abdul-Mateen II e il ritorno di Timothy Olyphant nei panni di James Stacy.

TRAMA:Ambientato in un’epoca passata, il film segue le vicende di Cliff Booth nel suo nuovo ruolo di “risolvi problemi” per gli studi cinematografici di Hollywood. La narrazione esplora le abilità tattiche e la natura imperturbabile dello stuntman mentre si muove dietro le quinte dell’industria cinematografica degli anni ’70. Nonostante l’assenza di Rick Dalton, dato che Leonardo DiCaprio ha rifiutato un cameo, Booth ritrova vecchie conoscenze e incrocia nuovi comprimari in un intreccio che mescola sapientemente commedia e dramma d’azione.

Lo sguardo di Fincher sulla scrittura di Tarantino

Sebbene Tarantino abbia deciso di non dirigere il film per cercare “territori inesplorati” per il suo ultimo progetto ufficiale, la sua impronta stilistica è evidente in una sceneggiatura che approfondisce il passato misterioso di Cliff. Il film rivela un cambio di tono grazie alla regia di David Fincher: se l’originale era una lettera d’amore nostalgica, questo sequel autonomo sembra virare verso un procedurale noir più cupo e tecnico. Il film indaga la moralità ambigua di un uomo d’azione che opera nelle ombre della “fabbrica dei sogni”, consolidando la figura di Booth come l’ultimo antieroe tarantiniano.

RETROSCENA E ANTICIPAZIONI

La distribuzione della pellicola è prevista quest’anno sia su Netflix che in sale cinematografiche selezionate, puntando a una massiccia campagna Oscar che vede Brad Pitt favorito come miglior attore protagonista (dopo aver vinto l’ambita statuetta come supporter per C’era una volta a Hollywood) ed Elizabeth Debicki per la categoria non protagonista. La produzione ha comportato uno sforzo economico senza precedenti, con Pitt che ha percepito 40 milioni di dollari tra compenso e produzione, mentre Fincher e Tarantino ne hanno ricevuti 20 a testa. Le riprese, concluse a gennaio 2026, hanno coinvolto location storiche di Los Angeles come l’Highland Theatre, ricostruito meticolosamente in stile anni ’70 per garantire una scenografia impeccabile.

Sul fronte tecnico, il film schiera una squadra da premio, con la colonna sonora affidata alla sesta collaborazione tra Fincher e il duo Trent Reznor e Atticus Ross, mentre la sceneggiatura non originale di Tarantino cercherà di bissare il successo critico del precedente capitolo. Tra le altre categorie verso cui Netflix punterà spiccano casting director (Laray Mayfield), scenografia, fotografia (Erik Messerschmidt), costumi (Trish Summerville), montaggio, sonoro. La scelta di affidare la regia a Fincher è nata proprio da un’iniziativa di Brad Pitt, il quale è stato determinante nel convincere il regista a dare forma visiva alla sceneggiatura che Tarantino considerava troppo familiare per essere diretta da lui stesso come decimo e ultimo film.

Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog

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