A otto anni dal successo globale di Cold War, il regista premio Oscar per Ida (2015) nella categoria Miglior film internazionale, Paweł Pawlikowski torna dietro la macchina da presa con Fatherland (Vaterland). Scritto insieme a Hendrik Handloegten, il film segna un nuovo capitolo nella prestigiosa filmografia del cineasta polacco, avvalendosi di un cast di caratura internazionale guidato dalla candidata all’Oscar Sandra Hüller e dal veterano Hanns Zischler. Prodotto da un consorzio europeo che vede coinvolte Mubi e l’italiana Our Films (di Lorenzo Mieli e Mario Gianani), il lungometraggio si preannuncia come uno degli eventi cinematografici più rilevanti del 2026.

TRAMA:Germania, 1949. Nel cuore della Guerra Fredda e tra le ferite ancora aperte del secondo conflitto mondiale, il celebre scrittore in esilio Thomas Mann (Hanns Zischler) intraprende un viaggio on the road a bordo di una Buick nera. Al suo fianco c’è la figlia Erika (Sandra Hüller), figura poliedrica: attrice, giornalista e pilota di rally. Il loro itinerario attraversa una nazione divisa in due blocchi: partendo da Francoforte, sotto l’influenza statunitense, i due si dirigono verso Weimar, nel cuore della zona controllata dai sovietici, muovendosi tra le macerie fisiche e morali di una patria che non riconoscono più.

Fatherland: L’identità nel tumulto del dopoguerra
Con Fatherland, Pawlikowski riprende il filo del discorso iniziato con Ida e Cold War, esplorando le complessità dell’identità tedesca e il peso della colpa collettiva. Il rapporto tra Thomas ed Erika Mann diventa il prisma attraverso cui osservare la “confusione morale” dell’Europa post-bellica. Il viaggio non è solo geografico, ma un confronto generazionale e intellettuale tra un padre simbolo della cultura europea e una figlia che incarna la modernità e l’inquietudine. La Buick nera che taglia le rovine diventa l’emblema di un passato ingombrante che cerca faticosamente una direzione verso un futuro incerto e frammentato.
RETROSCENA E ANTICIPAZIONI
Sviluppato sotto il massimo riserbo con il titolo provvisorio 1949, il film si prepara a un debutto in grande stile come uno dei titoli di punta in concorso per la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2026. Le riprese, che hanno attraversato Polonia, Germania e Italia, hanno coinvolto un cast di altissimo profilo in cui, accanto ai protagonisti Zischler e Hüller, spiccano nomi del calibro di August Diehl e Devid Striesow. La caratura del progetto è ulteriormente confermata da una cordata produttiva d’eccellenza che vede la partecipazione di Edward Berger, posizionando l’opera come una delle candidate internazionali più autorevoli (sarà scelto dalla Germania?) al centro della prossima Stagione dei premi.
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog





