Dopo dieci anni di attesa dal successo di Animali notturni, lo stilista e regista Tom Ford torna dietro la macchina da presa con Cry to Heaven, un ambizioso dramma storico basato sull’omonimo romanzo di Anne Rice del 1982. Prodotto, scritto e diretto da Ford, il film promette di essere un’esperienza estetica senza precedenti, avvalendosi della fotografia di Benjamin Kračun per ricostruire l’opulenza e le ombre dell’Italia del XVIII secolo. Il progetto segna una nuova tappa nella carriera del regista, che per la prima volta si misura con il kolossal in costume, esplorando il mondo cruento e sublime dei castrati nella Napoli barocca.

TRAMA:La narrazione segue la drammatica parabola di Tonio Treschi, un giovane nobile veneziano la cui vita viene distrutta dal tradimento del fratellastro Carlo che, per brama di potere, lo fa castrare brutalmente. Esiliato dalla sua città, Tonio viene inviato a studiare musica a Napoli presso un prestigioso conservatorio. Qui incontra Guido Maffeo, una ex stella dell’opera che ha perso la voce a causa di una malattia e che ora dedica la vita all’insegnamento. Sotto la guida sapiente di Guido, Tonio trasforma il proprio trauma in un talento prodigioso, diventando il soprano più acclamato d’Europa. Il suo successo nei teatri più prestigiosi del continente diventa lo strumento per un’inevitabile e catartica resa dei conti finale con il suo carnefice.

Il sacrificio della voce e la ricerca dell’identità
Al centro dell’opera Ford pone una riflessione profonda sul legame tra mutilazione fisica e perfezione artistica. Il film analizza la figura del castrato non solo come fenomeno storico, ma come metafora di un’identità frammentata che cerca redenzione attraverso la bellezza sonora. L’incontro tra Tonio e Guido rappresenta lo scontro e la fusione di due diverse forme di perdita: quella violenta e subita di un nobile e quella biologica e malinconica di un figlio di contadini. Attraverso l’opera, il regista indaga il confine sottile tra genere maschile e femminile, il dolore come motore della creatività e la musica intesa come unico spazio di libertà personale in un mondo dominato da rigide tradizioni e spietate gerarchie sociali.

RETROSCENA E ANTICIPAZIONI
Le riprese principali si sono concluse a marzo 2026 dopo dieci settimane di set tra le spettacolari location di Roma e la Reggia di Caserta. Il cast è un vero raduno di stelle che vede Nicholas Hoult e Aaron Taylor-Johnson ritrovare il regista, affiancati da Colin Firth e dall’attesissimo debutto cinematografico della cantante Adele. Tra le curiosità della produzione spicca il ritorno di Thandiwe Newton in un adattamento di Anne Rice dopo oltre trent’anni da Intervista col vampiro. I distributori stanno già preparando il terreno per una premiere mondiale al Festival di Venezia, trampolino di lancio ideale per una massiccia campagna agli Oscar 2027 che punterà a categorie chiave come miglior film, sceneggiatura non originale, fotografia, scenografia e la colonna sonora firmata da Abel Korzeniowski.
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog






