Oscar 2027: i 12 migliori film d’animazione da tenere d’occhio (previsioni agosto)

La corsa agli Oscar 2027 per il miglior film d’animazione si fa serrata. Se Wildwood della LAIKA resta il titolo da battere, la forte ascesa di Ray Gunn targato Netflix e la solidità di Toy Story 5 trasformano la competizione, aprendo spazio anche a importanti produzioni indipendenti e festivaliere

La corsa al Miglior Film d’Animazione agli Oscar 2027 arriva a questo appuntamento con un panorama leggermente modificato rispetto alle previsioni precedenti. Se nelle proiezioni estive la sfida sembrava destinata a concentrarsi soprattutto tra Wildwood e Toy Story 5, la progressiva definizione della stagione ha modificato sensibilmente gli equilibri: la crescita di titoli come In Waves, Tangles e soprattutto Ray Gunn ha allargato il fronte dei contendenti, mentre il circuito festivaliero ha iniziato a delineare una frattura sempre più evidente tra i grandi franchise degli Studios e un’animazione d’autore capace di conquistare prestigio attraverso Cannes e Annecy, e gli attesissimi passaggi a Toronto e a New York. Il dato più significativo della nuova classifica è proprio questo: Wildwood rimane il film da battere, ma non è più sufficiente considerare Toy Story 5 come il suo unico vero rivale.

Al vertice, LAIKA continua a rappresentare il blocco industriale con la narrativa più potente. Dopo cinque candidature consecutive senza una vittoria nella categoria, Wildwood arriva con la combinazione quasi ideale di stop-motion, ambizione produttiva, identità autoriale e prestigio dello studio, trasformando la complessità artigianale della lavorazione in una vera arma da campagna. Alle sue spalle, però, Netflix sta costruendo un fronte sorprendentemente aggressivo: Ray Gunn sale dal quarto al secondo posto e diventa il principale elemento di rottura rispetto alle previsioni precedenti. Non è soltanto la forza distributiva della piattaforma a renderlo pericoloso, ma soprattutto il nome di Brad Bird, due volte premio Oscar per Gli Incredibili e Ratatouille. Netflix può quindi vendere Ray Gunn come il ritorno di un autore di prima grandezza dell’animazione americana, affiancando al suo prestigio una campagna costruita sull’ambizione visiva, sul linguaggio noir e sulla natura adulta e personale del progetto. È il terzo incomodo che potrebbe realmente rovesciare il duello Wildwood–Toy Story 5 immaginato nelle previsioni precedenti.

Toy Story 5, infatti, scivola dal secondo al terzo posto, ma resta un candidato fortissimo grazie al peso monumentale del franchise, alla macchina promozionale Disney-Pixar e alla presenza di Andrew Stanton, già due volte vincitore dell’Oscar. La sua discesa è quindi meno un segnale di debolezza che il riflesso di una concorrenza diventata più sofisticata. Forgotten Island consolida invece il suo posto nella cinquina grazie alla combinazione tra DreamWorks, il curriculum di Joel Crawford e Januel Mercado e una precisa identità culturale filippina; Hoppers resta una presenza strutturalmente solida per Pixar, mentre le vere accelerazioni arrivano dalla fascia indipendente: In Waves, protagonista del salto più spettacolare dal 15° al 7° posto, e Tangles, dall’11° all’8°, dimostrano quanto il percorso festivaliero e una forte narrativa emotiva possano cambiare rapidamente la percezione di un contender. In questo scenario il circuito autunnale diventa uno strumento di campagna tanto quanto il marketing degli Studios, mentre titoli come Iron Boy sfruttano il prezioso “indie slot” attraverso il binomio GKIDS/Sony Pictures Classics. Al contrario, la discesa di Pixar con Hoppers, Disney con Hexed e Aardman con Shaun the Sheep evidenzia quanto la stagione sia ormai affollata e quanto prestigio e franchise non siano più sufficienti, da soli, a garantire un posto ai vertici.

PREVISIONI AGOSTO 2025 VS OSCAR 2026

Lo scorso anno 5 film su 5 che ho indicato nelle previsioni di agosto 2025 hanno ottenuto la nomination all’Oscar: Little Amélie Or The Character Of Rain (7°), Elio (5°), Arco (4°), Zootropolis 2 (3°), KPop Demon Hunters (1°) (WINNER).

Ecco di seguito una potenziale graduatoria sui film d’animazione che hanno più chance di entrare nella prossima Stagione dei Premi.

Allora, occhio alla lista!

PREVISIONI PRECEDENTI: 14° posto

Minions & Monsters rappresenta un capitolo particolarmente ambizioso ed emancipato dell’universo di Cattivissimo Me, in cui Illumination e il regista Pierre Coffin scelgono di slegare quasi completamente le iconiche creature gialle da Gru per proiettarle come protagoniste assolute nella Hollywood degli anni Venti. Tra suggestioni da cinema muto, citazioni ai classici monster movie della Universal e l’inconfondibile comicità slapstick, la pellicola trasforma i Minions in una brillante metafora della nascita caotica dell’industria cinematografica e dell’intrattenimento moderno. Analizzando tuttavia il passaggio dal 14º al 12º posto nelle proiezioni dimostra da un lato una certa resistenza, confermando che il franchise conserva ancora un potenziale sufficiente per rimanere in gara. Dall’altro lato, questa posizione di coda rappresenta un segnale marcatamente negativo se contestualizzata: a differenza di gran parte dei titoli ai vertici della classifica che sono ancora inediti, Minions & Monsters è già stato ampiamente distribuito e visto dal pubblico e dalla critica. Il fatto che un film già uscito in sala fatichi a superare pellicole non ancora proiettate evidenzia un’accoglienza tiepida, chiarendo come l’opera non sia riuscita a imporsi in modo incisivo nel panorama competitivo di quest’anno.

NOTA DI PRESTIGIO: Il principale punto di forza è il peso commerciale e culturale del franchise. I Minions sono ormai tra i personaggi animati più riconoscibili a livello globale, mentre Illumination ha costruito una presenza costante nella categoria Animated Feature. Pierre Coffin porta inoltre un pedigree direttamente legato alla nascita e all’evoluzione del franchise dato che ha al suo attivo una nomination all’Oscar per Cattivissimo me e 3 candidature agli Annie Awards.

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Coyote vs. Acme è una commedia ibrida ad alto budget che unisce riprese in live-action ed elementi d’animazione tradizionali, diretta da Dave Green (Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra). Prodotta da Warner Animation Group, Keylight Pictures e Troll Court Entertainment (la casa di produzione di James Gunn), la pellicola nasce da un soggetto firmato dallo stesso Gunn insieme a Jeremy Slater e Samy Burch, con quest’ultima autrice della sceneggiatura finale. Il progetto rappresenta una reinterpretazione postmoderna e brillante dell’universo Looney Tunes, adattando per il grande schermo il celebre e satirico articolo omonimo pubblicato nel 1990 sul The New Yorker da Ian Frazier. Il concept prende il pretesto narrativo della causa legale intentata da Wile E. Coyote contro la Acme Corporation per esplorare in chiave meta-cinematografica la dinamica tra cartoni animati ed esseri umani, in un mondo in cui le due realtà coesistono sullo stile di Chi ha incastrato Roger Rabbit. La tecnica visiva combina performance dal vivo di attori in carne ed ossa — tra cui Will Forte, Lana Condor e John Cena — con la tecnica dell’animazione 2D integrata nello spazio tridimensionale. Sotto la guida del doppiatore principale Eric Bauza e di un vasto reparto tecnico specializzato nel preservare la classica estetica slapstick della Warner Bros., il film rende omaggio alle storiche regole comiche della saga, rielaborandole all’interno di un’originale struttura di legal drama satirico

NOTA DI PRESTIGIO:I riconoscimenti ottenuti da Dave Green testimoniano la versatilità del suo percorso registico, fin dagli esordi nel mondo dei cortometraggi. Nel 2010 si è distinto al Puchon International Fantastic Film Festival conquistando il Citizen’s Choice Award per Meltdown, opera con cui ha ottenuto anche la nomination al Grand Prize for Short Film. Successivamente, nel 2014, il suo lungometraggio Earth to Echo è stato premiato con il Truly Moving Picture Award all’Heartland Film Festival, mentre il plauso più recente è arrivato con l’inclusione nella prestigiosa selezione dei Directors to Watch al Palm Springs International Film Festival 2026 grazie a Coyote vs. Acme. Il prestigio del progetto deriva soprattutto dalla natura iconica del materiale di partenza e dalla sua storia produttiva. Il film è diventato uno dei casi più discussi dell’anno dopo essere stato inizialmente accantonato da Warner Bros. e successivamente recuperato da Ketchup Entertainment. La sua rinascita ha creato una narrativa esterna al film che può diventare un elemento importante nella Stagione dei premi.

CHANCE NOMINATION OSCAR:L’inserimento nella lista dei film in lizza per la nomination nasce dalla possibilità che il film trasformi il proprio status di “lost movie” in una vera awards narrative. Ketchup ha già impostato una campagna promozionale particolarmente aggressiva, con una distribuzione nazionale su oltre 3.000 schermi e una campagna marketing costruita attorno alla storia della pellicola che Warner Bros. non voleva distribuire. Il limite è evidente: essendo un ibrido live-action/animazione, la sua collocazione nella categoria può essere più complessa rispetto ai concorrenti interamente animati. Tuttavia, l’originalità del concept, l’eredità Looney Tunes e la crescente attenzione critica lo rendono un dark horse da non sottovalutare.

PREVISIONI PRECEDENTI: 8° posto

Hexed è il sessantacinquesimo lungometraggio d’animazione del canone ufficiale dei Walt Disney Animation Studios, presentato ufficialmente durante il Disney D23 per proseguire la grande tradizione dei racconti di formazione della major. Diretto da Fawn Veerasunthorn e Jason Hand con Josie Trinidad come co-regista, questo ambizioso film originale unisce la comicità quotidiana delle dinamiche familiari a un world-building fantastico e spettacolare. Al centro della vicenda c’è Billie Doe, un’adolescente impulsiva, goffa e atipica che vive in periferia e scopre improvvisamente che le sue presunte stranezze caratteriali sono in realtà abilità magiche. L’attivazione dei suoi poteri la catapulta, insieme alla madre Alice — una donna prudente, competitiva e rigorosa —, nel nascosto e maestoso regno di streghe di Hexe. Costrette a collaborare per svelare un antico mistero familiare capace di cambiare il destino del mondo magico, madre e figlia affrontano un percorso che riflette sulle difficoltà di comunicazione tra generazioni diverse. Attraverso la metafora della magia, il progetto celebra l’anticonformismo trasformando i difetti dell’adolescenza in punti di forza, mettendo in scena il contrasto tra il caos di Billie e il controllo di Alice per dimostrare che la vera forza nasce dall’accettazione reciproca e dall’equilibrio intergenerazionale.

NOTA DI PRESTIGIO: La rilevanza di Hexed come 65° lungometraggio animato del canone ufficiale Walt Disney Animation Studios è ulteriormente impreziosita dal prestigioso pedigree del suo trio registico. Alla guida del film troviamo Fawn Veerasunthorn (già regista di Wish, nominato ai Golden Globe e ai Critics’ Choice Awards, nonché Head of Story per Raya e l’ultimo dragone), Jason Hand (storico story artist candidato agli Annie Awards per Zootropolis) e Josie Trinidad (vincitrice di un Annie Award per la storia di Zootropolis e già Head of Story per Ralph spacca Internet). La presenza di tre figure di spicco dell’animazione contemporanea, pluripremiate nei maggiori riconoscimenti di settore, garantisce a questo importante traguardo dello studio un’eredità artistica e una qualità narrativa di primissimo livello

CHANCE NOMINATION OSCAR:Il passaggio dall’8° al 10° posto è soprattutto una conseguenza della crescente concorrenza. Disney possiede comunque uno dei più forti awards infrastructures dell’intera categoria e potrà sfruttare il tradizionale posizionamento autunnale del film, con uscita a fine novembre. La forza principale sarà il Disney original factor: non si tratta di un sequel o di una proprietà preesistente, ma di un nuovo universo fantasy. Per la nomination resta un candidato credibile, ma dovrà dimostrare di avere una personalità visiva e narrativa sufficientemente distintiva da emergere rispetto a Pixar, DreamWorks e LAIKA.

PREVISIONI PRECEDENTI: 7° posto

Shaun the Sheep: The Beast of Mossy Bottom segna il ritorno degli Aardman Animations alla stop-motion con il terzo lungometraggio cinematografico dedicato alla celebre pecora Shaun, diretto da Steve Cox e Matthew Walker e prodotto con StudioCanal. Previsto nelle sale per Halloween 2026, il film rappresenta un traguardo storico come primo triquel in stop-motion della storia del cinema. La vicenda parte da un disastro della vigilia di Halloween: il Contadino distrugge il campo di zucche della fattoria di Mossy Bottom e Shaun, nel tentativo di rimediare, si improvvisa uno scienziato visionario alla Frankenstein. Tra esperimenti pasticciati e il caos generato dalla scomparsa del Contadino, l’emergere di una selvaggia e misteriosa creatura nei boschi nebbiosi costringe il gregge ad affrontare un’avventura ad alta tensione per salvare la casa. Il progetto unisce la comicità slapstick e muta del franchise a una riuscita atmosfera horror e sci-fi d’altri tempi, capace di mescolare la vita bucolica con brividi di suspense pensati per tutta la famiglia.

NOTA DI PRESTIGIO:L’attenzione da parte dell’Academy nei confronti delle avventure di Shaun è costante e consolidata nel tempo, un fattore che attribuisce a Shaun the Sheep: The Beast of Mossy Bottom un pedigree di primissimo ordine. Entrambi i capitoli che lo hanno preceduto — Shaun, vita da pecora – Il film (2015) e il sequel A Shaun the Sheep Movie: Farmageddon (2019) — hanno infatti conquistato una prestigiosa candidatura agli Oscar come Miglior Film d’Animazione, unendo a questo traguardo importanti nomination e vittorie ai Golden Globe, ai BAFTA e agli Annie Awards. Un palmarès così prestigioso dimostra la grandissima considerazione di cui la firma Aardman gode presso i votanti e posiziona automaticamente questo terzo capitolo tra i titoli favoriti nella corsa alle statuette

CHANCE NOMINATION OSCAR:La discesa dal 7° al 9° posto non rappresenta un crollo, ma una revisione prudenziale determinata dall’affollamento della categoria. La grande carta di Aardman è la craftsmanship: la stop-motion offre ai membri dell’Academy un elemento tecnico tangibile e facilmente riconoscibile. Il film potrebbe inoltre beneficiare del posizionamento Halloween e della forza del marchio Aardman. Il problema è che la categoria potrebbe premiare quest’anno progetti più ambiziosi dal punto di vista narrativo. La nomination rimane comunque assolutamente plausibile.

PREVISIONI PRECEDENTI: 11° posto

Tangles rappresenta una delle proposte più intense e originali dell’animazione indipendente canadese per adulti, diretta da Leah Nelson e scritta insieme a Sarah Leavitt e Trev Renney. Tratto dalla graphic novel autobiografica di Leavitt, Tangles: A Story About Alzheimer’s, My Mother and Me, il film è stato presentato al mercato di Cannes 2026 accogliendo ben sette minuti di applausi e posizionandosi come un serio contendente per la corsa agli Oscar 2027. La pellicola si avvale della produzione e dell’interpretazione vocale di Julia Louis-Dreyfus, affiancata da un cast vocale di alto profilo che comprende Abbi Jacobson, Bryan Cranston, Seth Rogen e Beanie Feldstein. La narrazione ruota attorno alla giovane e testarda Sarah, costretta a fare ritorno nella sua piccola e conservatrice città natale quando il morbo di Alzheimer colpisce duramente la madre Midge, privandola gradualmente della sua brillante personalità. Di fronte al crollo della routine familiare e per superare la spietata realtà della malattia, Sarah deve abbandonare le vecchie difese e il risentimento per trasformarsi nel sostegno di cui la sua eccentrica famiglia ha disperatamente bisogno. Caratterizzato da una classificazione per adulti dovuta a un linguaggio forte e a scene esplicite necessarie a restituire il crudo realismo dell’assistenza familiare, il progetto affronta con disarmante onestà il tema del lutto progressivo causato dalle patologie neurodegenerative. Attraverso lo sguardo della protagonista, la storia esplora la vulnerabilità dei legami e la ridefinizione dei rapporti di fronte al dolore, trasformando l’accettazione della fragilità altrui in un potente percorso di maturazione.

NOTA DI PRESTIGIO: Leah Nelson compie con Tangles il suo esordio alla regia di un lungometraggio cinematografico, dopo una solida carriera costruita nel campo dell’animazione commerciale e dei contenuti brevi. Co-fondatrice dello rinomato studio d’animazione Giant Ant di Vancouver, la regista ha già collezionato nel corso degli anni diversi Emmy Awards grazie alla cura visiva e alla qualità dei progetti televisivi realizzati dalla sua società. Con l’anteprima mondiale di Tangles al Festival di Cannes 2026, la cineasta ha conquistato un importante riconoscimento internazionale ottenendo la candidatura alla prestigiosa Caméra d’Or, il premio dedicato alle migliori opere prime di tutte le sezioni della kermesse, oltre alla nomination per la Queer Palm. L’opera prima è stata inoltre selezionata nel concorso ufficiale del Festival del Cinema Americano di Deauville 2026, consolidando l’attenzione della critica verso il suo debutto sul grande schermo. Il principale elemento di prestigio è proprio il suo posizionamento fuori dai tradizionali colossi dell’animazione. La presenza di interpreti riconoscibili nel cast vocale può aumentare la visibilità del progetto presso un’Academy spesso sensibile alle performance vocali e alla personalità dei filmmaker.

CHANCE NOMINATION OSCAR:Il salto dall’11° all’8° posto è uno dei movimenti più interessanti della classifica. Tangles sta guadagnando terreno perché rappresenta il tipo di film che può funzionare come alternative contender se la categoria dovesse lasciare spazio a un titolo non proveniente dagli Studios più forti. Il passaggio attraverso il circuito festivaliero e di mercato può contribuire a costruire una narrativa di scoperta, mentre il cast vocale offre un ulteriore elemento promozionale. È ancora un outsider, ma la traiettoria è chiaramente positiva.

PREVISIONI PRECEDENTI: 15° posto

In Waves segna il debutto nel lungometraggio per la regista Phuong Mai Nguyen e si distingue come una delle opere più rilevanti del panorama dell’animazione indipendente recente. Adattamento cinematografico dell’omonima graphic novel autobiografica di AJ Dungo, il progetto ha fatto la storia diventando il primo film d’animazione ad inaugurare la Settimana della Critica al Festival di Cannes. Questa prestigiosa vetrina internazionale, seguita dall’acquisizione da parte di Netflix, ne ha consolidato la reputazione come una proposta autoriale di grande eleganza visiva e profonda sensibilità emotiva, posizionandosi tra i titoli di punta per la stagione dei premi. Il cuore della narrazione esplora la delicata storia d’amore tra due adolescenti di Los Angeles dai caratteri opposti: AJ, ragazzo timido con la passione per il disegno e la paura dell’acqua, e Kristen, surfista solare e carismatica. L’unione dei protagonisti, rafforzata dalla condivisione della musica e dalla vita all’aria aperta, viene drammaticamente messa alla prova dalla comparsa della malattia di Kristen. L’oceano smette così di essere un semplice scenario e si trasforma in una complessa metafora filosofica del lutto e della guarigione, dove l’acqua diventa al contempo forza spaventosa ed elemento catartico capace di offrire salvezza spirituale. La struttura del film si caratterizza per l’intreccio tra l’intensità del dramma intimo dei protagonisti e alcune digressioni storiche dedicate alla nascita della cultura del surf e ai suoi rituali. Pur mantenendo un impianto narrativo lineare, l’opera sfrutta la poesia del linguaggio dell’animazione per affrontare temi universali come la perdita e la resilienza. Il risultato è un racconto di formazione maturo e toccante, capace di celebrare la bellezza della memoria e l’indissolubilità dei legami affettivi anche di fronte alle prove più dolorose dell’esistenza.

NOTA DI PRESTIGIO:Phuong Mai Nguyen ha attirato fin da subito l’attenzione dell’industria cinematografica grazie al successo del suo primo cortometraggio professionale, My Home (Chez moi). Con quest’opera d’esordio la regista ha ottenuto un prestigioso posizionamento internazionale entrando nella shortlist dei dieci semifinalisti per l’Oscar al miglior cortometraggio d’animazione, oltre a conquistare la preselezione ai Premi César e numerosi riconoscimenti nei festival specializzati di tutto il mondo. Il salto al formato del lungometraggio con In Waves le ha permesso di raggiungere traguardi storici nei circuiti più prestigiosi del cinema d’autore. Questo progetto possiede un profilo artistico particolarmente interessante perché nasce dall’adattamento di una graphic novel e combina una storia sentimentale con un linguaggio visivo potenzialmente molto personale. La selezione come film d’apertura della Semaine de la Critique conferisce inoltre al progetto un importante elemento di prestigio festivaliero.

CHANCE NOMINATION OSCAR:Il salto dal 15° al 7° posto è probabilmente il movimento più significativo della previsione. Netflix arriva inoltre alla stagione 2027 con una posizione particolarmente forte nell’animazione dopo il successo di KPop Demon Hunters, che ha ottenuto due Oscar e ha rappresentato un risultato storico per Netflix Animation. La strategia potrebbe quindi puntare sulla combinazione di festival positioning + emotional narrative + autorialità visiva. Tra tutti i titoli della parte centrale della classifica, In Waves è quello che possiede maggiormente il potenziale per trasformarsi in una vera critics’ favorite.

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Il Premio Speciale della Giuria vinto nella sezione Un Certain Regard dell’ultimo Festival di Cannes, i riconoscimenti vinti ad Annecy e le attese proiezioni al TIFF e al New York Film Festival hanno catapultato Iron Boy (Le Corset) direttamente nella corsa agli Oscar, offrendo alla coproduzione franco-belga di Louis Clichy un trampolino di lancio eccezionale per la visibilità internazionale, rappresentando la tipologia di titolo indipendente che può trovare spazio in una categoria tradizionalmente dominata dai grandi studi. Al centro della narrazione vi è un intenso racconto di formazione che segue l’undicenne Christophe, impegnato a guadagnarsi l’approvazione del padre in una fattoria di famiglia in difficoltà, prima che un corpo ribelle e la necessità di indossare un corsetto di ferro lo costringano all’esilio, trasformandosi paradossalmente nell’occasione per scoprire l’amicizia, la musica e una nuova via verso la propria identità

NOTA DI PRESTIGIO: Il principale elemento di prestigio è il coinvolgimento di GKIDS, realtà storicamente associata all’animazione d’autore e alla valorizzazione di produzioni internazionali e indipendenti. Il collegamento con Sony Pictures Classics aggiunge inoltre una struttura distributiva particolarmente adatta alla costruzione di una awards campaign. Inoltre Iron Boy ha riscosso un eccezionale successo anche al Festival Internazionale del Film d’Animazione di Annecy, dove si è aggiudicato tre importanti riconoscimenti: il Premio della Giuria, il Premio del Pubblico per il miglior lungometraggio e il Premio della Fondazione Gan per la distribuzione, oltre a ricevere una candidatura al prestigioso Cristal per il miglior lungometraggio. Prima di questo acclamato lavoro in solitaria, Clichy ha firmato la regia dei film d’animazione di grande successo commerciale e di pubblico Asterix e il regno degli dei e Asterix e il segreto della pozione magica, entrambi co-diretti insieme ad Alexandre Astier, che hanno ricevuto ciascuno la candidatura ai Premi César nella categoria per il miglior film d’animazione.

CHANCE NOMINATION OSCAR: Le possibilità che il film ottenga o meno la nomination dipendono da un delicato equilibrio tra la sua forte identità autoriale e le rigide dinamiche della Stagione dei premi. Da un lato, la pellicola beneficia del cosiddetto indie slot, potendo contare su un prestigioso percorso festivaliero (Cannes, Annecy, Toronto, New York) e su un’impronta artistica che l’Academy premia storicamente quando vuole valorizzare l’animazione d’autore e indipendente, oltre a poter sfruttare l’esperienza di GKIDS e l’efficacia della campagna promozionale nordamericana curata da Sony Pictures Classics. Dall’altro, il cammino verso la candidatura è frenato da ostacoli significativi, a cominciare dalla difficoltà intrinseca per un outsider di costruire una visibilità sufficiente presso i rami dell’Academy prima delle votazioni, unita alla formidabile e dispendiosa concorrenza dei colossi hollywoodiani ad alto budget e al rischio che i toni fortemente intimisti e la natura non convenzionale dell’opera non intercettino pienamente i gusti del corpo votante più tradizionalista.

PREVISIONI PRECEDENTI: 3° posto

Diretto da Daniel Chong e trentesimo lungometraggio della Pixar, Jumpers – Un salto tra gli animali (Hoppers) segna il ritorno della celebre casa di produzione ai suoi massimi livelli espressivi attraverso un ambizioso progetto che unisce commedia, avventura e una forte impronta ecologista. La narrazione segue le vicende di Mabel Tanaka, una studentessa di diciannovenne dal carattere ribelle che, per difendere una radura incontaminata minacciata dai piani speculativi del sindaco Jerry Generazzo, utilizza una tecnologia sperimentale per trasferire la propria coscienza all’interno di un castoro robotico. Immersa nel mondo selvaggio e capace di comunicare con gli animali, la protagonista si ritrova al centro di esilaranti malintesi e complotti interspecie guidati da figure come Re George e Re degli Insetti Titus, arrivando infine a unire le forze con lo stesso sindaco per sventare un piano di dominazione globale e un devastante incendio. Sotto la superficie della spettacolare avventura d’animazione, il film esplora con profonda sensibilità le vulnerabilità umane, trasformando l’empatia, la convivenza ecologica e il superamento delle divisioni in una metafora universale e terapeutica contro la rabbia e l’isolamento.

NOTA DI PRESTIGIO: Il marchio Pixar rimane uno dei più forti nella storia della categoria: lo studio ha prodotto una lunga successione di vincitori e candidati all’Oscar. Hoppers beneficia inoltre dell’originalità del concept e di un team creativo guidato da Daniel Chong, animatore e produttore che ha collezionato nel corso della sua carriera prestigiosi riconoscimenti internazionali. A partire dal campo televisivo dove ha trionfato vincendo un prestigioso Annie Award per il suo eccellente lavoro di storyboard nello speciale animato della Pixar su Toy Story. La sua celebre e fortunata serie animata We Bare Bears gli è valsa inoltre una nomination ai Primetime Emmy Awards nella categoria dedicata al miglior programma d’animazione a formato breve, oltre ad aver conquistato un riconoscimento ai BAFTA Children’s Awards grazie all’impatto e alla qualità della serie prodotta per Cartoon Network.

CHANCE NOMINATION OSCAR: La discesa dal 3° al 5° posto non significa che Hoppers abbia perso il proprio status di contender. Piuttosto, la crescita di altri ha reso la vetta più competitiva. Pixar possiede comunque un enorme vantaggio strutturale: distribuzione globale, campagne Oscar consolidate e riconoscibilità presso l’Academy. Se il film dovesse conquistare consenso per la qualità dell’animazione e per la sua componente tecnologica, la nomination dovrebbe essere considerata molto probabile. Tuttavia, l’unico vero limite in grado di ostacolare questo percorso è rappresentato dalla sua collocazione temporale: la sua uscita sconta una distanza considerevole dalla finestra di votazione degli Oscar 2027, esponendosi al concreto rischio di essere dimenticato dai giurati entro la fine dell’anno.

PREVISIONI PRECEDENTI: 5° posto

Diretto da Joel Crawford e Januel Mercado e prodotto da DreamWorks Animation, Forgotten Island è un lungometraggio d’animazione che unisce avventura e commedia, ambientato nelle Filippine degli anni novanta e impreziosito da un cast vocale di altissimo profilo che include star internazionali come HER, Liza Soberano e Lea Salonga. La narrazione segue le vicende di Jo e Raissa, due amiche inseparabili che, alla vigilia di una dolorosa separazione dovuta al trasferimento di Raissa negli Stati Uniti, vengono trasportate attraverso un portale mistico sull’isola remota di Nakali, un luogo intriso di mitologia filippina popolato da creature leggendarie come il bizzarro uomo-cane Raww e la spaventosa Manananggal. In questa corsa contro il tempo per trovare la via di casa, le protagoniste scoprono che l’isola consuma progressivamente i ricordi di chi la abita, trasformando il viaggio in un’intensa metafora visiva e psicologica sulla paura di crescere, sul valore della memoria affettiva e sul prezzo che si è disposti a pagare pur di preservare la propria identità e la propria amicizia.

NOTA DI PRESTIGIO:Joel Crawford e Januel Mercado hanno condiviso il grande successo critico e commerciale di Il gatto con gli stivali 2 – L’ultimo desiderio, un film che è valso a entrambi (con Crawford come regista principale e Mercado come co-regista) una prestigiosacandidatura al Premio Oscar per il miglior film d’animazione, oltre a unanomination ai Premi BAFTAe aiGolden Globenella medesima categoria. A questi riconoscimenti si aggiungono le precedenti candidature ottenute da Joel Crawford per la regia di The Croods: A New Age (nominato ai Golden Globe come miglior film d’animazione) e il percorso di Januel Mercado come Head of Story ed esponente di spicco nel panorama dell’animazione d’autore e seriale

CHANCE NOMINATION OSCAR:Il passaggio dal 5° al 4° posto è motivato dalla crescente forza del suo profilo. Forgotten Island possiede infatti una combinazione particolarmente efficace di emotional narrative, cultural specificity e studio pedigree. L’elemento filippino può diventare un importante punto della campagna: il film non utilizza semplicemente un’ambientazione esotica, ma integra la mitologia filippina direttamente nel rapporto tra le protagoniste e nelle dinamiche familiari. Con il pedigree di Crawford e DreamWorks alle spalle, la nomination appare sempre più concreta.

PREVISIONI PRECEDENTI: 2° posto

Diretto dal premio Oscar Andrew Stanton insieme alla co-regista Kenna Harris e pensato come la grande rinascita Disney-Pixar dopo le difficoltà commerciali di Lightyear, Toy Story 5 riporta sul grande schermo il franchise più iconico dello studio con un trentesimo capitolo che sposta il baricentro narrativo sulla cowgirl Jessie, affiancata dagli storici Woody e Buzz. Ambientato in un mondo in cui la giovane Bonnie, ormai cresciuta e isolata socialmente, sviluppa una profonda dipendenza dal tablet a forma di rana Lilypad, la storia contrappone la magia del gioco tradizionale all’obsolescenza digitale, intrecciando la missione di salvataggio dei giocattoli confinati in garage con l’incontro bizzarro con l’“AA Team”, una fazione di dispositivi tecnologici dismessi guidati da Smarty Pants. Sotto la superficie di un’avventura innovativa che ha ottenuto una classificazione PG per temi più maturi, la pellicola indaga con sensibilità l’impatto della tecnologia moderna sull’infanzia contemporanea, ribadendo attraverso la nostalgia analogica e la forza dell’immaginazione che i legami affettivi più autentici restano immuni allo scorrere del tempo e al progresso digitale.

NOTA DI PRESTIGIO:È probabilmente il pedigree più forte dell’intera categoria, forte del fatto che Toy Story rappresenta uno dei franchise più importanti nella storia dell’animazione e che la Pixar vanta un rapporto storico e privilegiato con gli Oscar. A dare ulteriore peso a questa candidatura contribuisce il curriculum straordinario del regista Andrew Stanton, vincitore in passato di due Premi Oscar al miglior film d’animazione per capolavori assoluti come Finding Nemo e WALL-E, oltre a diverse candidature individuali tra cui quelle per le migliori sceneggiature originali (inclusa quella storica ottenuta per il primo capitolo di Toy Story). A fianco a lui opera la co-regista e sceneggiatrice Kenna Harris, già apprezzata nel panorama d’animazione e a sua volta insignita di importanti riconoscimenti e candidature ai Children’s and Family Emmy Awards per i suoi lavori precedenti, consolidando una leadership creativa che posiziona il progetto tra i grandi favoriti della stagione.

CHANCE NOMINATION OSCAR: La discesa dal 2° al 3° posto è da leggere soprattutto come una modifica nella corsa alla vittoria, non alla nomination, con la risalita inaspettata di un progetto Netflix. Il film è praticamente impossibile da ignorare nella conversazione Oscar grazie al peso del franchise, alla Pixar campaign machine e alla capacità della saga di trasformare temi contemporanei in storie accessibili. La sfida sarà convincere i votanti che il quinto capitolo non sia semplicemente un esercizio di franchise continuation, ma un film con una vera necessità narrativa. La tematica technology vs. imagination offre però un ottimo asse narrativo per la campagna.

PREVISIONI PRECEDENTI: 4° posto

Ray Gunn è il nuovo e ambizioso film d’animazione diretto dal premio Oscar Brad Bird, concepito come un sofisticato fanta-noir per un pubblico adulto che unisce le atmosfere della fantascienza pulp al classico hard-boiled. La storia è ambientata a Metropia, una gigantesca e vertiginosa metropoli futuristica ispirata all’estetica e all’immaginario ottimista del 1939, in cui gli esseri umani e le creature aliene convivono goffamente. Al centro delle vicende vi è Raymond Gunn, doppiato da Sam Rockwell, un investigatore privato cinico e disilluso che detiene il primato di essere l’ultimo uomo rimasto in un mondo dominato da alieni. La sua routine viene sconvolta quando viene assoldato per seguire il caso di Venus Nova, interpretata da Scarlett Johansson, la pop star più famosa del pianeta i cui scandali minacciano di distruggerne la carriera. L’indagine trascina il detective nei bassifondi della città insieme al suo fedele braccio destro monocolo Eyera, un alieno doppiato da Tom Waits, portando alla luce un intricato mistero in cui la vita stessa della diva è in grave pericolo. Prodotto da Skydance Animation e distribuito da Netflix, il progetto si distingue anche per scelte tecniche innovative, come l’adozione di un formato widescreen in 2,35:1 e una colonna sonora orchestrata da Michael Giacchino pensata per esaltare la tensione e il romanticismo cupo di questo futuro alternativo.

NOTA DI PRESTIGIO: Brad Bird vanta uno dei curriculum più prestigiosi, influenti e decorati nella storia del cinema d’animazione moderno, impreziosito da due Premi Oscar vinti nella categoria del miglior film d’animazione conquistati con Gli Incredibili – Una “normale” famiglia di supereroi (2004) e Ratatouille (2007). A queste due storiche vittorie si sommano altre prestigiose candidature ai massimi riconoscimenti cinematografici, tra cui spiccano ben due nomination individuali ai Premi Oscar per la miglior sceneggiatura originale (ottenute sempre per Gli Incredibili e Ratatouille) e una ulteriore candidatura all’Oscar al miglior film d’animazione incassata nel 2019 con il fortunato sequel Gli Incredibili 2. Il suo percorso d’autore è costellato inoltre da innumerevoli riconoscimenti internazionali di primissima fascia, tra cui un premio BAFTA e un Golden Globe per Ratatouille, svariati Annie Awards (inclusi i massimi riconoscimenti per la regia e la sceneggiatura) e il prestigioso Winsor McCay Award ricevuto nel 2011 alla carriera, a conferma di un impatto autoriale capace di estendersi con successo anche al cinema live-action con blockbuster del calibro di Mission: Impossible – Protocollo fantasma.

CHANCE NOMINATION OSCAR:Il salto dal 4° al 2° posto nasce dalla combinazione quasi ideale di director pedigree, visual ambition e auteur narrative. Netflix può vendere Ray Gunn non semplicemente come un film d’animazione, ma come il ritorno di uno dei più importanti autori dell’animazione americana con un progetto personale e visivamente radicale. Bird stesso ha descritto il concept come un incontro tra il noir investigativo classico e la fantascienza pulp. La campagna potrà quindi concentrarsi su animation as filmmaking, sulla costruzione dell’universo visivo e sulla performance vocale di Sam Rockwell. Il film diventa così uno dei principali rivali di Wildwood.

PREVISIONI PRECEDENTI: 1° posto

Diretto da Travis Knight e sceneggiato da Chris Butler sulla base dell’omonimo romanzo bestseller di Colin Meloy e Carson Ellis, Wildwood rappresenta l’ambizioso e monumentale ritorno in sala dello studio Laika, nonché lo sforzo produttivo più imponente e complesso mai affrontato dalla casa di produzione di Portland. In arrivo nelle sale statunitensi il prossimo ottobre, il film si avvale di un cast vocale d’eccezione che include Peyton Elizabeth Lee, Jacob Tremblay, Carey Mulligan, Mahershala Ali, Angela Bassett e Tom Waits, immergendo il pubblico in una storia dark fantasy che segue le vicende di Prue McKeel e del suo compagno di classe Curtis Mehlberg. La trama prende il via quando il fratellino di Prue, Mac, viene rapito da uno stormo di corvi guidato da una misteriosa figura di nome Alexandra, spingendo i due giovani protagonisti a varcare i confini di una foresta magica e nascosta per affrontare una pericolosa missione di salvataggio tra fazioni in lotta e creature imponenti come il Generale, un’aquila reale doppiata da Angela Bassett. Per trasporre fedelmente l’immaginario del materiale originale, la produzione ha superato sfide tecniche straordinarie combinando l’alta artigianalità della stop-motion con l’innovazione digitale, impiegando centotrentasei set differenti e ben duecentotrentuno pupazzi reali arricchiti da dettagli minuziosi in stampa 3D per dare vita a sequenze aeree e battaglie epiche senza precedenti.

NOTA DI PRESTIGIO:Lo studio LAIKA vanta uno straordinario rapporto con i Premi Oscar, avendo ottenuto la candidatura nella categoria del miglior film d’animazione per ciascuno dei lungometraggi prodotti: Coraline e la porta magica, ParaNorman, Boxtrolls – Le scatole magiche, Kubo e la spada magica (che ha conquistato anche una storica nomination per i migliori effetti speciali) e Mister Link. Nonostante non abbia ancora trionfato nella categoria principale con un lungometraggio, lo studio ha ricevuto nel 2016 un Premio Oscar tecnico e scientifico (Scientific and Technology Oscar) per le sue rivoluzionarie innovazioni nella stampa 3D applicata all’animazione in stop-motion

CHANCE NOMINATION OSCAR:La conferma al 1° posto nasce soprattutto dal fatto che Wildwood sembra avere il miglior equilibrio tra craftsmanship, auteur identity e awards narrative. LAIKA può costruire la campagna attorno alla straordinaria complessità della produzione stop-motion, trasformando il processo artigianale stesso in parte della narrativa Oscar. Il film ha inoltre già iniziato a costruire visibilità internazionale, con una presentazione al Giffoni Film Festival che ha ricevuto una forte risposta del pubblico. La vera arma, tuttavia, è la narrativa del “LAIKA finally wins”: dopo una serie di nomination senza vittorie, Wildwood può essere presentato come il progetto con cui l’Academy potrebbe finalmente premiare lo studio. Al momento rimane quindi il film da battere. La combinazione tra stop-motion, Travis Knight, LAIKA e una narrativa di lungo periodo rende Wildwood il candidato con il profilo più completo per la vittoria di Best Animated Feature.

    Sabrina Canzanella
    Founder & Editor – Awards Season Blog

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