La scelta dell’Austria di designare Rose come proprio rappresentante ufficiale nella corsa agli Oscar 2027 per la categoria Miglior Film Internazionale proietta la cinematografia austriaca al centro del dibattito internazionale con un’opera di straordinario spessore storico e formale. Diretto da Markus Schleinzer, in lingua tedesca — già acclamato per la sua nitidezza stilistica e la precisione nel descrivere le pieghe più complesse della natura umana —, il film vede protagonista una magnetica Sandra Hüller, reduce dal trionfo all’ultimo Festival di Berlino dove si è aggiudicata l’Orso d’argento per la migliore interpretazione da protagonista.

TRAMA:Ambientato all’indomani della Guerra dei Trent’anni, all’inizio del XVII secolo, il film segue le vicende di un soldato dal volto segnato da una cicatrice che giunge in un remoto villaggio protestante tedesco. Affirmando di chiamarsi Rose e di essere l’erede legittimo di una tenuta abbandonata, lo straniero esibisce documenti a supporto della propria identità. Nonostante un’iniziale accoglienza intrisa di cautela e sospetto, Rose riesce gradualmente a conquistare la fiducia della comunità dimostrandosi un lavoratore instancabile e devoto. Il suo profondo desiderio di stabilità e integrazione lo spinge persino a pianificare un matrimonio combinato con Suzanna, la figlia di un ricco agricoltore locale. Tuttavia, l’intera nuova vita di Rose poggia su una totale finzione: sotto l’armatura da soldato si nasconde in realtà una donna, costretta a celare il proprio sesso per accedere a diritti, proprietà e protezioni altrimenti negati al genere femminile. Liberamente ispirata a veri documenti storici dell’Europa moderna su donne travestite da uomini, la pellicola racconta l’incalzante consolidarsi dell’inganno e le inevitabili conseguenze morali e sociali che scaturiranno dal suo svelamento.

FESTIVAL & AWARDS:Festival di Berlino (Orso d’argento alla Migliore interpretazione da protagonista), Istanbul Film Festival (Miglior sceneggiatura)
OSCAR 2026: lo scorso anno l’Austria ha scelto Peacock (Pfau – Bin ich echt?) scritto e diretto da Bernhard Wenger che però non è riuscito ad entrare nella cinquina finale.
CURIOSITÁ:il regista Michael Haneke detiene il record di presentazioni con ben 6 film. Il settimo continente (1990), Benny’s Video (1993), La pianista (2002), Niente da nascondere (2006) (squalificato), Amour (2013), Happy End (2018). Inoltre Amour ha ottenuto 5 nominations all’Oscar: miglior film, miglior film internazionale, miglior regia, miglior script, miglior attrice.
OSCARS STORY:nella storia degli Oscar l’Austria ha conquistato 4 nominations vincendo l’ambita statuetta 2 volte: Il falsario – Operazione Bernhard di Stefan Ruzowitzky (2008) e Amour di Michael Haneke (2013). Inoltre è entrata altre 2 volte nella shortlist dei semifinalisti: nel 2022 con Große Freiheit di Sebastian Meise e nel 2023 con Corsage di Marie Kreutzer. Infine 2 volte è stata squalificata: nel 2006 con Niente da nascondere di Michael Haneke e nel 2020 con Joy di Sudabeh Mortezai.
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog






