La corsa all’Oscar 2026 per il Miglior attore non protagonista entra ora nella sua fase più competitiva, e il nuovo ranking di novembre conferma un panorama in rapido mutamento rispetto alle prime proiezioni estive. Dai movimenti di luglio — quando Jeremy Strong sembrava il frontrunner quasi inevitabile e Jacob Elordi un nome ancora di seconda fascia — alla situazione più fluida di settembre fino agli equilibri attuali, ciò che emerge è una categoria segnata da interpretazioni intense, spesso radicate in personaggi tormentati, e da una crescente centralità dei film corali e politicamente carichi.
Warner Bros domina la parte alta della classifica con Sinners e One Battle After Another, mentre Netflix spinge su trasformazioni fisiche e “breakout performances”, e Sony Pictures Classics torna a occupare la zona alta della critica con un titolo autoriale come Blue Moon. L’ingresso di Andrew Scott e Benicio Del Toro — 2 new entry di peso rispetto al ranking di settembre — rappresenta una delle svolte principali di questa nuova fase: sono interpretazioni che spostano il baricentro della corsa verso una recitazione più interiorizzata, fatta di tensioni sottili e carisma trattenuto.
Warner Bros, con il suo blocco più potente, gioca una doppia partita: da un lato la coppia Penn–Del Toro per One Battle After Another, due interpretazioni fortissime della stessa opera; dall’altro il sostegno compatto a Sinners, che continua a spingere Delroy Lindo e Miles Caton come parte di un ensemble coeso. Netflix persegue una strategia opposta: valorizza la diversificazione dei suoi titoli e costruisce narrazioni individuali — la “career renaissance” di Sandler in Jay Kelly e la “trasformazione radicale” di Elordi in Frankenstein — mentre Focus Features, con Hamnet e il suo Paul Mescal in costante ascesa, propone una Campagna più raffinata, basata sulla qualità pura della performance.
Sul fronte delle strategie, la Stagione mostra un mix di approcci: Warner punta sulla forza del brand, sul posizionamento solido nei precursori e su campagne attoriali d’impatto; Netflix costruisce storyline personalizzate, valorizzando metamorfosi fisiche, vulnerabilità emotiva e traiettorie di carriera; SPC scommette sulla critica e sulla lunga durata; Focus rinforza la percezione di Mescal come talento generazionale. L’intera categoria riflette un equilibrio delicatissimo tra veterani prestigiosi (Penn, Del Toro, Lindo), star in consolidamento (Mescal, Strong), interpreti in piena rinascita (Sandler) ed esplosioni autoriali inattese (Elordi, Scott).
Con la categoria sempre più fluida, il frontrunner resta comunque Stellan Skarsgård per l’acclamato Sentimental Value, la cui vittoria non premierebbe solo la performance in sé, ma rappresenterebbe un riconoscimento alla sua intera carriera, come spesso accade nelle categoria dei supporter. Le prossime tappe della Stagione faranno inevitabilmente oscillare gli equilibri, ma una cosa è certa: nella categoria Supporting Actor, ogni mossa — critica, industriale o promozionale — può ribaltare il gioco da un giorno all’altro. La sfida è appena cominciata.
PREVISIONI NOVEMBRE 2024 VS NOMINATION OSCAR 2025
Lo scorso anno 4 performance su 5 che ho indicato nelle previsioni sui 10 migliori attori non protagonisti da tenere d’occhio hanno ottenuto la nomination all’Oscar: Jeremy Strong (The Apprentice) (7°), Yura Borisov (Anora) (5°), Guy Pearce (The Brutalist) (2°), Kieran Culkin (A Real Pain) (1°) (WINNER)
Allora, occhio alla lista!
10. MILES CATON – Sinners (Warner Bros)
RANKING LUGLIO: 8° posto
RANKING SETTEMBRE: 9° posto
NOMINATIONS (1): Astra Midseason Movie Award
WINNERS (1): Astra Midseason Movie Award
Miles Caton arriva alla Stagione dei premi con un’interpretazione che dà anima e tensione morale a Sinners. Nei panni di Sammie, il giovane cugino dei fratelli Moore, Caton incarna un musicista blues diviso tra educazione religiosa, desiderio di emancipazione e il richiamo oscuro del mondo che lo circonda. La sua presenza non è marginale né soltanto trattenuta: Sammie diventa una forza emotiva del film, capace di rendere tangibile il conflitto tra fede, identità e sopravvivenza nell’America profonda degli anni ’30. Caton dona al personaggio una vulnerabilità luminosa che contrasta con l’atmosfera brutale e sovrannaturale della storia, contribuendo in modo decisivo alla complessità etica ed emotiva del racconto.

NOTA DI PRESTIGIO: Caton è ancora all’inizio del suo percorso nel circuito dei premi, ma l’Astra Midseason Movie Award vinto — gli ha dato un primo segnale importante. Questo riconoscimento, spesso indicatore precoce delle performance rivelazione, lo posiziona come giovane attore emergente osservato con crescente interesse dai critici.
CHACE OSCAR: Pur avendo perso una posizione nel ranking, la performance di Caton mantiene una certa rilevanza soprattutto grazie al forte posizionamento di Sinners nella Stagione dei Premi. Warner Bros punta a un ensemble compatto e farà leva sul momentum generale del film. Le chance di nominations non sono altissime, ma il suo nome resta tra i contendenti più credibili per un possibile “surprise slot” nella categoria Miglior attore non protagonista.
9. ANDREW SCOTT – Blue Moon (Sony Pictures Classics)
NEW ENTRY
NOMINATIONS (1): Gotham Award
WINNERS (1): Orso d’argento (Festival di Berlino)
Andrew Scott entra a gamba tesa nella corsa grazie alla forte accoglienza critica di Blue Moon, l’apprezzato film di Richard Linklater dedicato al tormentato paroliere Lorenz Hart. Nel film, Scott veste i panni del compositore Richard Rodgers, ruolo che gli è già valso l’Orso d’Argento all’ultima Berlinale e che molti considerano una delle sue prove più mature e complesse. La sua performance è costruita su un equilibrio delicatissimo: Scott interpreta Rodgers come un uomo disciplinato, brillante e professionale, ma attraversato da una malinconia sommessa, quasi impercettibile, che rivela tutta la complessità del rapporto con Hart. È un’interpretazione che vive nei silenzi, negli sguardi trattenuti, nei momenti in cui la distanza emotiva diventa più eloquente delle parole. La sua presenza scenica diventa una sorta di bussola morale del film, evidenziando le fratture di un sodalizio artistico destinato al successo ma segnato da vulnerabilità reciproche. La recitazione di Scott dà profondità a Blue Moon non solo attraverso la sua intensità, ma anche grazie alla capacità di mostrare il peso delle responsabilità, la frustrazione, l’affetto irrisolto e il senso di colpa che emergono man mano che Hart scivola nell’autodistruzione.

NOTA DI PRESTIGIO: La nomination ai Gotham Awards ha immediatamente acceso i riflettori sulla sua interpretazione. Scott è già noto per aver costruito una carriera ricca di prove sofisticate — dal teatro alla TV di qualità — e per l’Academy rappresenta un volto familiare e rispettato, anche se non è ancora stato nominato. Ha al suo attivo 3 nominations ai Golden Globe: 2 per la TV (Fleabag, Ripley) e 1 per il cinema (Estranei).
CHANCE OSCAR: Come new entry, Scott beneficia dell’effetto sorpresa e del prestigio di Sony Pictures Classics, che ha una lunga tradizione di Campagne mirate e intelligenti. La performance, calibrata e interiorizzata, si presta a una narrativa critica forte “career-best work”. Non è tra i favoritissimi, ma il suo ingresso nella corsa è solido e potrebbe rafforzarsi tra i precursori.
8. DELROY LINDO – Sinners (Warner Bros)
RANKING LUGLIO: 7° posto
RANKING SETTEMBRE: 6° posto
NOMINATIONS (1): Movies for Grownups Award
Delroy Lindo in Sinners offre una performance di rara intensità, portando con sé quella gravitas che solo un attore della sua esperienza e profondità può incarnare. Il suo personaggio — una presenza quasi rituale all’interno della comunità rappresentata nel film laddove interpreta Delta Slim, il musicista leggendario che suona nel juke joint — diventa uno dei pilastri emotivi e tematici dell’opera di Ryan Coogler. Lindo lavora su una fisicità estremamente controllata: ogni gesto è calibrato, ogni silenzio pesato, ogni sguardo carico di ciò che non può essere detto. Questa economia espressiva amplifica l’atmosfera tesa e spiritualmente fratturata del film, trasformando il personaggio in un punto di riferimento ambiguo, tanto autorevole quanto vulnerabile. La sua voce, ricca di sfumature e profondità, contribuisce a creare un senso di ritualità che si intreccia con i temi centrali di Sinners: colpa, redenzione, fallimento morale. La performance di Lindo non solo arricchisce la materia drammatica del film, ma la eleva, aggiungendo profondità tematica e complessità emotiva. È una prova che potrebbe facilmente entrare nel radar della Stagione dei premi, grazie alla sua capacità di rendere tangibile — e dolorosamente umana — la spiritualità lacerata che attraversa Sinners.

NOTA DI PRESTIGIO: Lindo è un attore affermato, a lungo lodato per la sua capacità di unire autorità, intensità emotiva e una presenza scenica magnetica. Il suo lavoro in Da 5 Bloods di Spike Lee aveva già generato un imponente buzz da Oscar: molti lo consideravano tra i favoriti della stagione, e la sua interpretazione era stata premiata in numerosi circoli dei critici americani. Tuttavia, nonostante l’ampio consenso e le molteplici vittorie, Lindo ha mancato sorprendentemente la candidatura agli Academy Awards, un’assenza considerata da molti uno degli “snub” più eclatanti di quell’anno. Ogni nuova performance di Lindo sembra accumulare ulteriore peso sulla sua narrativa da awards season: quella di un attore eccezionale, più volte celebrato dalla critica ma non ancora pienamente ricompensato dall’Academy. In questo senso, l’attenzione rinnovata verso il suo lavoro in Sinners contribuisce a rilanciare un percorso che molti considerano da tempo meritevole di una definitiva consacrazione.
CHANCE OSCAR: Lindo sale nel ranking e beneficia del traino collettivo di Sinners, uno dei titoli Warner più forti della stagione. La sua performance è perfetta per la categoria Supporting Actor: intensa, matura, a tratti magnetica. Ha reali possibilità di entrare nella cinquina finale, soprattutto se il film otterrà più nominations tecniche e interpretative.
7. JEREMY STRONG – Springsteen: Deliver Me From Nowhere (20th Century Studios)
RANKING LUGLIO: 1° posto
RANKING SETTEMBRE: 5° posto
Jeremy Strong partiva come il favorito assoluto nella categoria: l’accoglienza critica iniziale, unita al prestigio del progetto e al suo momento di grande visibilità, sembrava spianargli la strada verso una Stagione dei premi fortemente in ascesa. Tuttavia, man mano che la corsa è progredita, il suo momentum si è leggermente affievolito — non per un indebolimento della performance in sé, quanto per l’ingresso di altri contendenti particolarmente forti e per un panorama sempre più competitivo. In Deliver Me From Nowhere, Strong affronta un ruolo insidioso: un personaggio la cui intera vita ruota, emotivamente e artisticamente, attorno alla figura di Bruce Springsteen. È una parte che richiede equilibrio, perché il protagonista deve incarnare l’impatto quasi mitologico dell’artista senza mai trasformarsi in imitazione né rubare centralità alla vera “presenza” del Boss. Strong riesce in questa impresa con sorprendente finezza, costruendo un personaggio che vibra di fragilità emotiva, devozione creativa e slanci di autenticità che arrivano al cuore dello spettatore. La sua interpretazione è fatta di scelte sottili: micro-espressioni, esitazioni, momenti di silenzio che parlano più dei dialoghi. C’è un lavoro calibrato sull’ossessione — non patologica, ma identitaria — che mostra quanto questo personaggio viva attraverso la musica, trovando nella figura di Springsteen una bussola morale e spirituale. Strong porta tutto questo sullo schermo senza mai forzare la mano, mantenendo una recitazione che resta intensa ma controllata, vulnerabile ma lucida.

NOTA DI PRESTIGIO: Vincitore di un Emmy e già protagonista di una Stagione di premi grazie alla serie TV Succession, Jeremy Strong gode oggi di un credito industriale straordinario. È considerato uno degli attori più rigorosi, intensi e metodici della sua generazione, capace di trasformare ogni ruolo in un’immersione totale. La sua reputazione è ulteriormente consolidata dal fatto che ha già ottenuto una candidatura all’Oscar (lo scorso anno per The Apprentice)— una conquista che lo ha posizionato stabilmente tra gli interpreti che l’Academy osserva con attenzione. Questa combinazione di prestigio televisivo, rispetto critico e consolidamento nell’arena cinematografica fa sì che ogni suo nuovo lavoro venga immediatamente percepito come “awards material”. Strong ha costruito un’immagine di attore devoto e quasi ascetico nel processo creativo, noto per la sua dedizione estrema ai personaggi e per la capacità di trovarne la verità interna con precisione quasi chirurgica. In un’industria che premia la coerenza e l’intensità, la sua presenza in qualsiasi lineup è vista non solo come legittima, ma spesso come inevitabile.
CHANCE OSCAR: Pur avendo perso leggermente slancio rispetto all’inizio della Stagione, Jeremy Strong resta pienamente in corsa per l’Oscar. Deliver Me From Nowhere continua a beneficiare di un rispetto critico costante, e 20th Century Studios sembra intenzionata a costruire una campagna raffinata, centrata sulla “performance nuance”: un’interpretazione fatta di micro-gesti, verità emotive trattenute e una presenza che definisce il tono dell’intero film senza mai imporsi in modo esplicito. La strategia dello Studio punterà sulla percezione di Strong come attore di grande rigore, già riconosciuto dall’Academy e capace di lavori profondamente interiorizzati. È una narrativa che funziona molto bene nell’ambito delle campagne attoriali e che potrebbe riportarlo al centro dell’attenzione proprio nella fase più cruciale della Stagione.
6. ADAM SANDLER – Jay Kelly (Netflix)
RANKING LUGLIO: 4° posto
RANKING SETTEMBRE: 2° posto
NOMINATIONS (1): Gotham Award
Adam Sandler sta per vivere una delle Stagioni più importanti della sua carriera, consolidando la reputazione di attore capace di spaziare tra commedia e dramma con grande naturalezza. In Jay Kelly, Sandler offre una delle sue interpretazioni più mature e dolorose, mettendo in scena un personaggio complesso che oscilla tra fragilità emotiva e forza interiore. La parte gli consente di esplorare registri drammatici che, negli ultimi anni, hanno segnato una sorta di “seconda fase” della sua carriera, più apprezzata dalla critica rispetto ai suoi lavori comici tradizionali, come evidenziato in Diamanti grezzi con cui ha sfiorato la sua prima candidatura all’Oscar. Sandler affronta i momenti emotivi più intensi con autenticità e una delicatezza sorprendente, rendendo credibili le contraddizioni del personaggio e i conflitti interiori che ne definiscono l’arco narrativo. La sua performance riesce a trasmettere al pubblico la vulnerabilità senza mai scadere nella retorica, confermando la capacità dell’attore di trasformare ruoli ordinari in esperienze cinematografiche coinvolgenti. Il risultato è una prova drammatica che rafforza il suo status di interprete versatile, capace di dominare scene emotivamente complesse con controllo e sensibilità.

NOTA DI PRESTIGIO: La nomination ai Gotham Awards rappresenta un riconoscimento significativo della qualità della performance di Sandler, sottolineando come il suo lavoro in Jay Kelly sia apprezzato non solo dal grande pubblico, ma anche dalla critica specializzata nei contesti indipendenti e autoriali. Questa candidatura consolida la sua reputazione come attore capace di passare con naturalezza dalla commedia al dramma, dimostrando una maturità artistica che negli ultimi anni ha ridefinito la sua carriera. Inoltre, il sostegno di Netflix nella distribuzione e nella promozione del film sta amplificando la visibilità della sua interpretazione, permettendo alla sua performance di emergere e confermando l’abilità della piattaforma nel posizionare i suoi talenti sotto i riflettori dell’Awards Season.
CHANCE OSCAR: Nonostante un lieve calo nelle quotazioni, Sandler resta comunque un competitor solido nella corsa agli Oscar. La strategia promozionale di Netflix punterà sulla “career narrative”, evidenziando la sua evoluzione artistica e la capacità di dominare ruoli drammatici senza perdere l’autenticità che lo contraddistingue. La Campagna metterà in risalto la sua versatilità ormai riconosciuta, capace di conquistare sia il pubblico di massa sia la critica specializzata, mantenendo così forte la sua posizione come interprete rispettato e ancora molto competitivo nella Stagione dei premi.
5. JACOB ELORDI – Frankenstein (Netflix)
RANKING LUGLIO: 13° posto
RANKING SETTEMBRE: 7° posto
NOMINATIONS (1): Gotham Award
Jacob Elordi compie uno dei balzi più significativi di questo ranking, e Frankenstein segna probabilmente la sua prova più matura e trasformativa. Nel ruolo della Creatura, costruisce una performance magnetica e profondamente inquieta, fatta di dettagli sottilissimi: micro-espressioni, respiri trattenuti, movimenti calibrati che raccontano un corpo nato nel dolore e destinato a vivere ai margini dell’umano. È un’interpretazione fortemente fisica, ma anche sorprendentemente sensibile, capace di restituire la Creatura come un essere lacerato tra desiderio di connessione e pulsioni autodistruttive. Elordi lavora con una precisione quasi coreografica, modellando ogni gesto come un frammento di linguaggio emotivo. Il suo sguardo — vulnerabile e minaccioso allo stesso tempo — diventa la chiave attraverso cui il film esplora il tema dell’alterità, del rifiuto e della violenza che il mondo proietta su ciò che non comprende. La Creatura non è solo un simbolo tragico: è un’anima che lotta contro il modo in cui gli altri la percepiscono, e Elordi riesce a far emergere questa tensione continua con una presenza scenica potente e ipnotica. È un ruolo che potrebbe ridefinire la traiettoria della sua carriera, confermandolo come uno degli interpreti giovani più versatili e ricercati della Stagione dei Premi.

NOTA DI PRESTIGIO: La nomination ai Gotham Awards ha consolidato ulteriormente il suo status di attore in rapida ascesa all’interno del panorama del cinema d’autore, certificando che Elordi non è più soltanto un volto emergente, ma un interprete ormai riconosciuto dalla critica per maturità, rischio e profondità. Questa candidatura arriva in un momento strategico della sua carriera: Elordi ha saputo compiere una transizione rara per attori della sua generazione, passando con naturalezza dal fenomeno pop alla dimensione più sofisticata del cinema di prestigio. Il suo recente percorso testimonia una volontà precisa di scegliere progetti autoriali e registi che lo mettano alla prova, trasformandolo in una delle nuove star più osservate e discusse del momento.
CHANCE OSCAR: In continuo aumento. Netflix investirà molto nel suo posizionamento, sfruttando l’aura di “breakout performance” e il forte legame tra la sua immagine pubblica e la rinascita di un certo cinema gotico contemporaneo. Ottime probabilità di entrare nella cinquina finale.
4. BENICIO DEL TORO – One Battle After Another (Warner Bros)
NEW ENTRY
NOMINATIONS (2): Gotham Award, Movies for Grownups Award
Benicio Del Toro fa un ingresso potentissimo nella corsa con una performance che domina ogni scena senza mai risultare invadente. In One Battle After Another porta in una delle sue interpretazioni più dense, dando vita a Sergio St. Carlos, l’insegnante di karate di Willa e figura carismatica all’interno della comunità. Nel film, St. Carlos non è solo un mentore silenzioso, ma anche un pilastro della rete di resistenza che opera nell’ombra. La sua natura duplice – guida morale e stratega clandestino – permette a Del Toro di lavorare su un personaggio ricco di sfumature e di tensioni interne. Una delle sequenze chiave lo vede impegnato a evacuare un gruppo di immigrati attraverso un passaggio nascosto, mentre Bob (Leonardo DiCaprio), in fuga attraverso un tunnel, cerca disperatamente aiuto senza riuscire a ricordare la password necessaria per contattare la resistenza. In quel momento St. Carlos interviene con la sua calma grave e la sua determinazione controllata, incarnando tanto la vulnerabilità quanto la forza morale del film. È in scene come questa che la performance di Del Toro brilla: niente eccessi, solo tensione compressa, gesti minimi e un’intensità che riempie l’inquadratura. Con Sergio St. Carlos, Del Toro aggiunge un altro personaggio enigmatico e profondamente umano alla sua filmografia: un uomo segnato dalle responsabilità, eterno mediatore tra violenza e compassione, che diventa il vero centro emotivo delle parti più tese del film.

NOTA DI PRESTIGIO: Le 2 nominations finora conquistate per il film di Anderson — Gotham Award e Movies for Grownups Award — sono un segnale molto chiaro: la performance di Benicio Del Toro è già percepita come una delle più autorevoli della stagione. Per un attore che ha già al suo attivo 1 Oscar — vinto nel 2001 come supporter per Traffic, a cui è seguita un’altra candidatura nella stessa categoria nel 2004 per 21 grammi — e che da anni occupa un posto di assoluto prestigio nel cinema americano, ogni interpretazione di rilievo ha automaticamente un’aura di “evento”. Ma in questo caso l’impatto è ancora più forte: critici e addetti ai lavori hanno immediatamente identificato il suo Sergio St. Carlos come un ruolo che amplia ulteriormente la sua gamma, combinando carisma, vulnerabilità e quell’intensità quasi ipnotica che ha sempre contraddistinto i suoi personaggi migliori.
CHANCE OSCAR: Per Warner Bros, Del Toro è uno degli assi principali della strategia interpretativa del film: una combinazione perfetta di pedigree, narrativa di carriera e un ruolo che si presta naturalmente a una campagna di forte impatto emotivo. Il suo posizionamento come “late season powerhouse” è particolarmente favorevole. Questo lo rende un candidato difficile da ignorare, un nome che può facilmente scalare le classifiche nelle ultime settimane della corsa. Le chance di nominations sono molto solide, e la vittoria diventa plausibile se One Battle After Another riuscirà a imporsi come frontrunner generale. Tuttavia, resta un elemento tattico da considerare: Sean Penn, anch’egli in lizza per lo stesso film, è lievemente più in vantaggio in termini di narrativa di stagione. Questo potrebbe complicare la traiettoria di Del Toro, ma non abbastanza da escluderlo — anzi, potrebbe creare una dinamica interna al film che aumenterà la visibilità di entrambi.
3. PAUL MESCAL – Hamnet (Focus Features)
RANKING LUGLIO: 5° posto
RANKING SETTEMBRE: 4° posto
Paul Mescal continua la sua ascesa impressionante nello star system con Hamnet, dove interpreta William Shakespeare in uno dei ritratti più intimi e vulnerabili mai portati sullo schermo. Ambientato a Stratford-upon-Avon nel 1596, il film segue William e sua moglie Agnes mentre affrontano la tragedia più devastante della loro vita: la morte del figlio undicenne Hamnet, ucciso dalla peste. In questo contesto emotivamente lacerante, Mescal dà vita a un Shakespeare fragile, umano, spesso diviso tra i doveri famigliari e le pressioni artistiche che lo allontanano dalla sua casa e dagli affetti più profondi. La sua performance si fonda su silenzi dolorosi, sguardi colmi di colpa e una tensione interiore costante. Mescal non interpreta il genio letterario, ma l’uomo: un padre affranto, incapace di proteggere ciò che ama di più, e un artista che si ritrova costretto a trasformare la perdita in creazione. Il dolore per la morte di Hamnet, che nel film diventa la ferita fondante della sua immaginazione drammatica, è reso con una delicatezza straziante: Shakespeare si sgretola senza mai esplodere, e Mescal permette a questo dolore di filtrare in ogni gesto, in ogni esitazione, in ogni respiro irregolare. Proprio da questa tragedia personale nascerà l’ispirazione per Amleto, mostrando come il lutto e la perdita possano trasformarsi in arte immortale. Il risultato è un ritratto di Shakespeare lontanissimo dall’icona storica: un uomo smarrito, pieno di contraddizioni, in lotta con la propria assenza e con l’impossibilità di rimediare. Una performance complessa, calibrata e profondamente emotiva, che consolida Paul Mescal come uno degli interpreti più intensi della stagione.

NOTA DI PRESTIGIO: Già candidato all’Oscar nel 2023 per Aftersun come Miglior attore e vincitore nello stesso anno del BIFA come Miglior attore non protagonista per Estranei, Paul Mescal si è rapidamente affermato come uno degli attori più versatili del momento. La sua capacità di unire intensità emotiva, sottigliezza interpretativa e presenza scenica magnetica lo rende particolarmente apprezzato sia dal pubblico che dalla critica. La sua evoluzione artistica è seguita con grande attenzione dagli addetti ai lavori, e ogni nuova performance viene percepita come un passo significativo nella costruzione di una carriera destinata a lunga durata e ad alto profilo nel panorama cinematografico globale
CHANCE OSCAR: Focus Features punterà su una Campagna raffinata, centrata sulla “emotional authenticity” della sua interpretazione. Mescal è ormai percepito come uno dei giovani attori più talentuosi della sua generazione: la nomination è assolutamente alla sua portata.
2. SEAN PENN – One Battle After Another (Warner Bros)
RANKING LUGLIO: 6° posto
RANKING SETTEMBRE: 3° posto
NOMINATIONS (1): Movies for Grownups Award
Sean Penn offre in One Battle After Another una delle sue interpretazioni più intense e complesse degli ultimi anni, incarnando il colonnello Steven J. Lockjaw, una figura centrale e moralmente ambigua del film. Il suo personaggio emerge come un antagonista potente e stratificato: ex comandante in un centro di detenzione per immigrati, Lockjaw diventa protagonista di un intricato gioco di potere, desiderio e vendetta all’interno della rete rivoluzionaria dei French 75. La performance di Penn è costruita su contrasti netti: da un lato il rigore militare e la freddezza calcata dalla sua posizione di autorità, dall’altro la vulnerabilità e l’ossessione che emergono nelle relazioni personali, in particolare nel suo rapporto complesso e disturbato con Perfidia (Teyana Taylor), madre di sua figlia Charlene. Penn riesce a trasmettere la tensione costante tra legge, desiderio e morale, rendendo Lockjaw un personaggio ambiguo e imprevedibile. La sua capacità di modulare micro-espressioni, silenzi e gesti fisici conferisce al ruolo un realismo brutale, facendone il cuore emotivo e narrativo del film.

NOTA DI PRESTIGIO: 2 volte Premio Oscar per Mystic River e Milk e già candidato altre 3 volte nella categoria Miglior Attore (Dead Man Walking, Accordi e Disaccordi, Mi chiamo Sam), è una vera icona del cinema americano, il cui nome evoca immediatamente autorevolezza e talento consolidato. La sua carriera, costellata di interpretazioni memorabili e scelte artistiche coraggiose, gli conferisce un prestigio raro e un peso specifico nelle discussioni legate ai premi cinematografici. La nomination ai Movies for Grownups Awards testimonia ancora una volta l’apprezzamento della critica per le sue performance mature e stratificate. In questo film, Penn conferma la sua capacità di incarnare personaggi complessi e moralmente ambigui, trasformando ruoli potenzialmente caricaturali in figure profonde e credibili. La reazione positiva dei critici rafforza ulteriormente il suo status di interprete di riferimento, rendendo la sua partecipazione alla Stagione dei premi un evento significativo e una candidatura dal valore quasi automatico
CHANCE OSCAR: In fortissima risalita. Warner Bros lo posizionerà come uno dei volti principali della Campagna del film. La narrativa è ideale per la categoria: un attore leggendario che torna al suo massimo livello. È uno dei tre candidati più forti dell’intera corsa.
1. STELLAN SKARSGÅRD – Sentimental Value (NEON)
RANKING LUGLIO: 2° posto
RANKING SETTEMBRE: 1° posto
NOMINATIONS (3): Gotham Award, EFA (lead actor), Movies for Grownups Award
Stellan Skarsgård domina la categoria con una performance profondamente umana e ricca di sfumature in Sentimental Value. Trier gli affida il ruolo di Gustav Borg, un regista un tempo celebre ma ormai quasi dimenticato, costretto a confrontarsi con la fragilità del tempo, i legami familiari e l’impossibilità di recuperare ciò che si è perduto. Dopo la morte della madre Sissel, le sorelle Nora e Agnes, ormai adulte e separate, devono fare i conti con un padre distante e complesso: Nora, attrice teatrale ambiziosa, ha sacrificato molto per la carriera, mentre Agnes ha scelto una vita stabile, con marito, figlia e lavoro sicuro. Skarsgård costruisce un ritratto delicato di Gustav, un uomo che cerca di riscattare il proprio passato e di ricucire rapporti infranti, offrendo al contempo uno sguardo sulla propria eredità artistica. Convinto che la sua sceneggiatura autobiografica sulla madre — vittima di traumi e torture naziste durante la guerra — possa rilanciarlo professionalmente, Gustav propone a Nora il ruolo principale, ma di fronte al rifiuto della figlia, lo affida all’attrice hollywoodiana Rachel Kemp. La performance di Skarsgård si distingue per i micro-movimenti, i silenzi meditativi e la gestualità contenuta, che diventano strumenti narrativi potenti. Ogni respiro, ogni esitazione esprime il peso dei rimpianti, l’angoscia del tempo perduto e la complessità dei rapporti familiari. Attraverso di lui, il film esplora la memoria, il lutto e il desiderio di riconciliazione, rendendo Gustav un personaggio tanto fragile quanto indimenticabile.

NOTA DI PRESTIGIO: Stellan Skarsgård è una vera leggenda del cinema europeo, la cui carriera spazia dal cinema d’autore nordico a produzioni internazionali di enorme richiamo. La nomination ai Gotham Awards e agli European Film Awards come protagonista per la sua prova in Sentimental Value lo collocano come uno dei frontrunner più attesi della stagione. La sua reputazione consolidata nel cinema d’autore, unita alla capacità di dominare ruoli complessi e profondamente emotivi, lo rende una scelta di grande prestigio agli occhi dell’Academy. Una possibile vittoria non premierebbe solo la performance in sé, ma rappresenterebbe un riconoscimento all’intera e poliedrica carriera di Skarsgård, celebrando la sua capacità di passare con naturalezza da ruoli drammatici intensi a interpretazioni più sottili e poetiche. Come spesso accade nella categoria dei supporter, l’Academy tende a valorizzare interpreti con un percorso artistico di lunga durata e riconosciuto a livello internazionale; Skarsgård incarna perfettamente questo profilo, e una vittoria potrebbe essere vista come il giusto tributo a decenni di eccellenza recitativa.
CHANCE OSCAR: NEON investirà moltissimo sulla sua performance, rendendolo il cuore dell’intera Campagna del film, in pole position anche nella categoria Miglior film internazionale in rappresentanza della Norvegia. La narrativa è perfetta: una carriera immensa che trova una delle sue vette più mature e commoventi. Al momento è il favorito per la vittoria.


