4 Chiacchiere tra cinefili: la critica autentica nel segno del cinema – INTERVISTA con Jack si gira!

Nell’intervista per la rubrica “4 Chiacchiere tra cinefili”, il creatore di Jack si gira racconta l’evoluzione del suo progetto nato nel 2018. Dalle folgorazioni veneziane alla critica senza filtri su autori come Lanthimos e Coogler, emerge il ritratto di un divulgatore autentico che trasforma la passione personale in competenza tecnica

Per la rubrica 4 Chiacchiere tra cinefili, ho incontrato virtualmente il creatore di Jack si gira, una realtà che dal 2018 racconta il cinema contemporaneo su Instagram con una costanza invidiabile. Il nome stesso della pagina, un gioco di parole ironico sul celebre comando da set “Ciak, si gira!”, anticipa l’approccio del progetto: diretto, autentico e profondamente legato all’attualità cinematografica, dalle sale alle piattaforme streaming.

Nata quasi per gioco su suggerimento dei parenti, colpiti dalla sua capacità di argomentare le visioni, la pagina è diventata nel tempo un porto sicuro per una community solida. Dietro i contenuti c’è un percorso umano e cinefilo che ha radici lontane (la prima volta in sala nel 1996) e momenti di svolta decisivi, come la folgorazione per La La Land a Venezia 2016. Quell’esperienza al Lido non ha solo ampliato i suoi orizzonti verso il cinema coreano e francese, ma ha creato legami duraturi con altri esperti, trasformando la sua passione in una competenza tecnica e critica sempre più raffinata.

Nonostante le sfide personali, come la nascita di un figlio nel 2022 o una breve pausa nel 2025 per ricaricare le pile dopo un’esperienza deludente in un sito di settore, “Jack si gira” resta un punto di riferimento dinamico.

Nell’intervista che segue, Jack ci svela il suo spirito critico senza filtri: dalla difesa appassionata di Sinners di Coogler (preferito al più “pessimista” Bugonia di Lanthimos) fino alle riflessioni sugli Oscar 2026, dove ha festeggiato il trionfo di Michael B. Jordan. Tra “film rifugio” carichi di nostalgia anni ’90 e consigli di nicchia come lo spagnolo Casa en Flames, emerge il ritratto di un divulgatore che vive il cinema con curiosità, umiltà e quella sana dose di soggettività che rende il dibattito cinematografico così vivo.

Come nasce la tua pagina Instagram?

La mia pagina Instagram nasce quasi per caso a gennaio 2018 su suggerimento di alcuni parenti perché durante le discussioni di cinema argomentavo bene i miei pensieri sui film. Da lì è nata la pagina Jack si Gira e da gennaio 2018 ho sempre pubblicato le recensioni dei film in uscita al cinema. Dal 2020 anche dei film in streaming per i motivi che ben conosciamo. Ho avuto un momento di pausa da gennaio 2025 a giugno dello stesso anno perché avevo bisogno di staccare dopo una brutta esperienza in un sito di cinema. Inizialmente con la pagina avrei dovuto creare un blog per espandere un po’ le visualizzazioni ma la mia pigrizia e la mia procrastinazione hanno avuto il sopravvento. Il pensiero di partecipare ad anteprime cinematografiche e attività inerenti l’ho sempre avuto tramite la creazione eventuale del blog ma poi con la nascita di mio figlio nel 2022 questo pensiero si è definitivamente arenato. Al momento partecipo solo alla Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Come descriveresti oggi il tuo rapporto con il cinema?

Il mio rapporto con il cinema è inevitabilmente cambiato nel corso della mia vita. Sono andato per la prima volta al cinema con mia mamma nel 1996 a 6 anni e da allora i miei compagni di cinema sono cambiati anche se in qualche occasione vado da solo. Non la considero una sconfitta personale andarci da solo ma delle volte è meglio così posso elaborare tra me e me il mio pensiero sul film appena visto. Il 2016 è stato una sorta di rivelazione sotto ogni punto di vista. Ho partecipato alle mia prima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia e rimasi folgorato da La La Land. Prima di quel film non mi piacevano i musical e quel film è tutt’ora uno dei miei preferiti. Mi aprì al cinema di tutte le nazionalità soprattutto a quello francese e coreano sui quali non ero ferratissimo. Il mio modo di parlare dei film ha subito una svolta perché grazie alla partecipazione a quella mostra ho conosciuto ragazzi e ragazze più ferrate di me in materia che mi hanno aiutato su tutto. A conoscere determinati film, registi e terminologie giuste da usare per parlare di film. Alcuni di loro sono ancora miei amici, ci sentiamo spesso e condividiamo un appartamento al Lido in quel periodo. La mia cultura cinematografica e il mio modo di vedere film è cambiato in maniera molto positiva da allora.

Sinners e Bugonia sono stati tra i film più divisivi dell’anno: che cosa ne pensi?

Personalmente sono un fan della prima ora di Sinners mentre Bugonia mi ha lasciato un po’ perplesso sin da subito. Sinners mi avevano subito intrigato i trailer e poi quando ho scoperto si trattava di un film di vampiri ambientato durante la segregazione razziale negli Stati Uniti ha avuto decisamente la mia attenzione. Molti so che definiscono la transizione tra la prima parte lenta e la seconda parte più horror uno strappo narrativo ma io penso l’opposto perché questo cambio di tono sorprende e rende memorabile la visione oltre ad una costruzione perfetta della tensione. Ho avuto una discussione con mio cognato perché lo ha paragonato a Dal tramonto all’alba di Rodriguez. Gli ho risposto che Sinners è vero che riprende la struttura di Dal Tramonto all’ Alba con il cambio improvviso verso l’horror, ma la ribalta: nel film di Rodriguez l’horror è spettacolo pulp e divertimento, in Sinners è metafora morale e sociale. I vampiri non sono nemici esterni ma il riflesso del peccato umano, e il finale non libera ma suggerisce che il male è ciclico. Secondo me comunque un film che viene visto dopo che è stato nominato con così tanti Oscar non viene percepito con lo stesso occhio di chi lo va a vedere invece a Stagione dei premi non ancora in corsa. Per quanto riguarda Bugonia l’ho apprezzato perché decisamente meglio di Kinds of Kindness ma non l’ho apprezzato così tanto come La Favorita o Povere Creature per citarne due. C’è fin troppo pessimismo in questo film e ho percepito in Lanthimos una certa stanchezza come se avesse bisogno di una pausa. Sicuramente bravi Emma Stone e Jesse Plemons ma è un film che mi ha lasciato parecchio perplesso sia dal finale che dalla strizzata d’occhio ai complottisti che seguendo le loro folli teorie potrebbero aver ragione. Comunque tra i due Sinners tutta la vita.

Qual è l’ultimo film che hai visto al cinema?

L’ultimo film che ho visto al cinema è stato Hundreds of Beavers un film del 2022 di Mike Cheslik che è uscito con un ritardo di 4 anni in Italia. Un film folle, demenziale e molto Keatoniano che sono contento di aver aspettato e che qualcuno lo portasse in Italia nonostante fossero già passati anni.

Qual è il film non in lingua inglese che ti ha colpito di più quest’anno?

Avendo partecipato alla scorsa edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia sarebbe scontato se dicessi La voce di Hind Rajab, No Other Choice o The Last Viking per citarne alcuni. Ti citerò invece un film che è uscito in Italia la scorsa estate a luglio che nessuno ha calcolato e si chiama Casa en Flames di Dani de la Orden: un dramedy familiare acido e realistico: dialoghi brillanti, tensioni quotidiane e personaggi imperfetti che funzionano bene.

C’è un film che ti ha deluso particolarmente, nonostante le aspettative?

La più grande delusione del 2025 è stata Father, Mother, Sister, Brother di Jim Jarmusch. Un film che attendevo ma che si è rivelato essere un film a episodi caratterizzati da persone che si vestono coordinate e che parlano delle stesse cose in uno svolgimento piattissimo che non fa trasparire alcuna emozione e che non mi ha lasciato assolutamente niente. Una delusione in generale è stata Once Upon a time in Hollywood di Quentin Tarantino. Mi aspettavo un film di Tarantino invece è arrivato un corto. Cioè il finale e basta e puramente tarantiniano, tutto il resto mi è sembrato inutile e non mi ha mai preso. Molti non la penseranno così ma questo è il bello di parlare di cinema.

Hai seguito gli Oscar di quest’anno? Ti hanno soddisfatto?

Era da 3 anni che per motivi vari non guardavo la cerimonia degli Oscar per vari motivi. Quest’anno, nonostante Rai Uno, li ho seguiti con piacere perché per la prima volta da anni non mi sembravano troppo scontati. Mi sono sentito molto soddisfatto delle premiazioni in generale. La vittoria di Michael B Jordan è stata l’apoteosi perché ha fatto fare un bagno di umiltà a Chalamet. Chalamet avrà altre occasioni, difficile che Jordan abbia altri ruoli così temo. Seguendo te poi da un po’ di tempo le tue previsioni, che poi risultano essere corrette, mi permettono di arrivare informato alla notte degli Oscar ma in generale alla stagione dei premi.

Hai un film che consideri “rifugio”?

Ne ho 3: Twister di Jan de Bont, Jumanji di Joe Johnston e Small Soldiers di Joe Dante. Twister è un film rifugio perché trasforma un’esperienza potenzialmente terrificante in qualcosa di coinvolgente ma gestibile, arricchito da relazioni umane, nostalgia e una struttura narrativa che riporta sempre alla sicurezza. Jumanji perché permette di vivere emozioni forti in modo sicuro, offre una risoluzione positiva e attiva un forte senso di nostalgia che sono tutti elementi che lo rendono ideale nei momenti in cui si ha bisogno di conforto. Infine Small Soldiers perché unisce azione, ironia e nostalgia in un mondo dove anche il caos più assurdo viene risolto ffrendo così una fuga divertente ma rassicurante.

Che ruolo pensi abbia oggi una pagina Instagram nella divulgazione cinematografica?

Personalmente nel mio piccolo spero che le mie recensioni facciano sì che qualcuno può incuriosirsi e andare a vedere il film in questione. O comunque se lo ha visto generare una discussione. Una volta facevo molte più cose sulla mia pagina tipo The Tournament o i Jack si Gira’s award ma ho percepito disinteresse e ho smesso di farli. Dovrei ricominciare ma voglio aspettare l’occasione giusta. Una pagina Instagram comunque più in generale nella divulgazione cinematografica se fatta e gestita bene con informazioni e notizie pertinenti può essere utile per gli altri che la seguono.

C’è una pagina o un progetto su Instagram che consiglieresti di seguire? Perché?

Sicuramente Cinemando.blog che è una pagina molto interessante che tratta recensioni e pubblica le uscite della settimana oltre ché il box-office. Infine Filmeeting che oltre ad essere una pagina è anche una associazione che si occupa di divulgazione cinematografica nella zona del ravennate e organizza il Noam Festival che è già alla seconda edizione e a novembre arriva la terza. Un festival dedicato al cinema nordamericano cioè Stati Uniti, Canada e Messico.

Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog

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