4 Chiacchiere tra cinefili: l’arte di raccontare il cinema – INTERVISTA con Ciak and Track

Per la rubrica “4 Chiacchiere tra cinefili”, Laura di Ciak and Track racconta la nascita della sua pagina Instagram, guidata dall’amore per il cinema e la musica. Tra riflessioni sui film del momento e il valore della community, emerge una visione in cui le colonne sonore sono la chiave per decodificare il grande schermo

Per la rubrica “4 Chiacchiere tra cinefili“, ho avuto il piacere di incontrare virtualmente Laura, la creatrice della pagina Instagram “Ciak and Track”. Quando si naviga sui social, è raro imbattersi in spazi capaci di andare oltre la superficie della semplice recensione da “pollice in su o pollice in giù”. Il progetto di Laura si distingue nel panorama digitale proprio per questo: la sua non è una vetrina di verdetti preconfezionati, ma un laboratorio di esplorazione visiva e sonora. Al centro della sua ricerca c’è il legame viscerale tra le immagini e la colonna sonora, lasoundtrack, intesa come chiave di lettura fondamentale per decodificare i messaggi nascosti che i grandi registi seminano nelle loro opere.

Cresciuta a pane, Kubrick e Lanthimos, Laura ha sviluppato uno sguardo analitico che non teme il confronto con i titoli più divisivi o le scelte controcorrente. Nella nostra lunga conversazione, abbiamo ribaltato la classica prospettiva del “critico distaccato” per adottare quella del divulgatore appassionato, che vive il cinema come un’esperienza in costante divenire e la propria pagina come un’agorà virtuale. Dalle sue risposte emerge l’urgenza di creare una community orizzontale, dove lo scambio di opinioni e la scoperta di cinematografie non anglofone — come il cinema visionario di Bi Gan — diventano strumenti per arricchirsi a vicenda. Ne è nata una riflessione profonda sul ruolo dei creator oggi, sulla capacità dell’horror moderno di farsi manifesto politico e sociale, e su come la settima arte rimanga, prima di tutto, un rifugio emotivo per le nostre anime.

Come nasce la vostra pagina Instagram?

La mia pagina Instagram “Ciak and Track” nasce in un momento della mia vita in cui sentivo la necessità di comunicare agli altri la mia passione per il cinema e la musica. Forse avevo questo bisogno da tempo, ma l’impulso è avvenuto successivamente alla visione del film “Sinners” che unisce in modo molto intenso queste due forme d’arte.

Come descriveresti oggi il tuo rapporto con il cinema?

L’amore per la settima arte c’è sempre stato fin da bambina. Sono sempre stata una divoratrice di film, anche di quelli non propriamente adatti alla mia giovane età. Mi ha sempre attratto il cinema come forma di comunicazione dai significati nascosti. Registi come Kubrick, Burton, Lanthimos mi hanno ispirato a leggere ciò che c’era al di sotto delle immagini e della storia in sé. Il mio rapporto con il cinema è costantemente in divenire, ho sempre voglia di scoprire nuovi registi e nuove visioni da comprendere, analizzare e fare mie.

Sinners e Bugonia sono stati tra i film più divisivi dell’anno: che cosa ne pensi?

“Sinners” unisce in sé vari elementi narrativi di cui sono fortemente appassionata: il genere horror, il rapporto viscerale dei protagonisti con la musica, le condizioni di schiavismo e razzismo negli USA. Molti lo hanno definito un’operazione furba, e hanno criticato le numerose candidature agli Oscar. Io credo che utilizzare il linguaggio del “vampire horror” per parlare del vampirismo sociale, culturale ed economico che ha segnato la storia afroamericana sia stata una buona scelta narrativa. Per quanto riguarda Bugonia, ho apprezzato questo ‘ritorno alle origini’ di Lanthimos. La feroce critica sociale e le interpretazioni dei tre attori principali mi hanno decisamente convinto. Probabilmente sarà difficile tornare a realtà distopiche e grottesche come quelle raccontate in “Dogtooth”, o “The Lobster”, ma considero “Bugonia” un buon film.

Qual è l’ultimo film che hai visto al cinema?

L’ultimo film visto al cinema è stato “Lo Scuru”, un film italiano di G. Lombardo, in cui un giovane tormentato dalla diagnosi di schizofrenia, ritorna nella sua Sicilia per cercare risposte ai propri dubbi oscuri.

Qual è il film non in lingua inglese che ti ha colpito di più quest’anno?

Sicuramente “Resurrection” di Bi Gan: un’opera allucinatoria, visionaria, ipnotica dedicata alla storia del cinema. Guardandolo ho percepito la passione incondizionata del regista per l’arte cinematografica. Un film che andrebbe visto ed ascoltato più volte per essere compreso pienamente.

C’è un film che ti ha deluso particolarmente, nonostante le aspettative?

Sicuramente “Hamnet – nel nome del figlio”. Non mi ha emozionato, mi è sembrato un racconto didascalico e superficiale in alcuni momenti. Avrei apprezzato si approfondisse maggiormente la storia della protagonista e la costruzione del rapporto con Shakespeare… invece, all’inizio sono stata travolta da una sequenza frettolosa di eventi. Non ho trovato di impatto l’interpretazione di P. Mescal, mentre ho apprezzato molto quella di J. Backley e del piccolo J. Jupe. Degna di nota la rappresentazione dell’amore infinito di Hamnet per la sorella, e il rapporto tra Agnes e la madre di William: unite nel loro destino di donne e madri sole e subordinate. Intensa ed emozionante la scena finale. Resta un film da cui mi aspettavo moooolto di più.

Hai seguito gli Oscar di quest’anno? Ti hanno soddisfatto?

Sicuramente ho apprezzato il riconoscimento ricevuto dai film di genere horror come “Sinners”, “Weapons” e “Frankenstein”! Sono d’accordo con la vittoria di miglior film e miglior regia per “Una battaglia dopo l’altra” e quella di J. Buckley come miglior attrice protagonista. Mi è mancata tanto la presenza di un film come “Eddington”, ma è comprensibile (non accettabile!) che non sia stato preso in considerazione dall’Academy a causa dei temi che tratta.

Hai un film che consideri “rifugio”?

Ne ho più di uno, a seconda di come mi sento. Sicuramente “Parasite”, “Il diario di Bridget Jones”, e “Fantasia”.

Che ruolo pensi abbia oggi una pagina Instagram nella divulgazione cinematografica?

Ogni creator che si occupa di cinema fa un lavoro importantissimo. Ognuno ha il suo modo di leggere i film e di diffondere la propria passione. Apprezzo davvero ogni pagina che offre un approfondimento sulla settima arte. Grazie ai miei “colleghi” ho sempre modo di scoprire nuovi registi, e nuovi film e questo per me ha molto valore. Si crea una comunità che lascia ampio spazio alla riflessione e allo scambio di opinioni e questo è impagabile. Il mio obiettivo è principalmente questo: far si che i miei follower abbiano accesso ad un punto di vista differente, possano approfondire insieme a me tematiche che non avevano preso in considerazione guardando un film, scoprirne di nuovi e, soprattutto, rendersi conto di quanto sia importante il ruolo della soundtrack.

C’è una pagina o un progetto su Instagram che consiglieresti di seguire?

Diaframma podcast: uniscono pagina Instagram e Podcast in cui analizzano film diversi mettendoli a confronto ed evidenziando tematiche interessanti. Reallyverycassandra: non solo è una creator con cui ho collaborato, ma ha un profilo in cui offre tanti spunti diversi, principalmente si occupa di cinema horror, ma spesso ci regala approfondimenti sul mondo del true crime, del folklore, insomma grazie a lei si imparano sempre nuove cose!

Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog

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