Variations on a Theme,diretto daJason JacobseDevon Delmar, ha vinto ilTiger Award,il premio principale del prestigioso festival olandese:International Film Festival Rotterdam(IFFR). Il film, una coproduzione tra Sudafrica, Paesi Bassi e Qatar, conferma il percorso autoriale del duo dopo il debutto alFestival di VenezianellaOrizzonticonCarissa(2024). Con una durata contenuta di 65 minuti, l’opera si presenta come un ritratto lirico e intimo ambientato nella regione rurale del Capo Settentrionale sudafricano, osservando una comunità segnata dalla memoria storica e da promesse di riscatto mai mantenute.

TRAMA:Il film segue Hettie, un’anziana vedova che vive nel villaggio di Kharkams. Suo marito aveva combattuto nel Native Military Corps durante la Seconda guerra mondiale, ma come molti altri soldati neri sudafricani tornati dal fronte, non ricevette mai un reale riconoscimento. Quando una società promette un risarcimento economico alle famiglie dei veterani, chiedendo però una quota di iscrizione, Hettie e i suoi vicini vi aderiscono con fiducia, salvo scoprire che si tratta probabilmente di una truffa. Intorno a lei si muove una comunità di parenti e abitanti del villaggio, ripresi in momenti quotidiani — barbecue, partite di rugby, conversazioni familiari — mentre una voce narrante esterna ne commenta le vite interiori e il peso della storia.

Cicatrici Invisibili: La memoria coloniale e il tempo sospeso di Jacobs e Delmar
Il film riflette sulla memoria coloniale e sulle conseguenze invisibili della guerra, mettendo in scena una comunità sospesa tra passato e presente. Il titolo allude sia alla musica — presente nella colonna sonora per pianoforte — sia alla struttura narrativa fatta di variazioni su un tema di immobilità e resistenza. Hettie diventa il simbolo di una generazione che porta cicatrici storiche e affettive, ma che resta radicata alla propria terra.JacobseDelmaradottano uno stile ibrido tra documentario e fiction, privilegiando volti non professionisti e paesaggi statici per restituire un senso di tempo sospeso. Il risultato è un racconto minimalista e meditativo che indaga identità, memoria e comunità, evitando la retorica e lasciando emergere la dimensione quotidiana del trauma storico.






