I verdetti deiDGA Awards, assegnato dal sindacato dei registi – laDirectors Guild of America– hanno appena scosso l’Awards Season,tracciando il confine definitivo tra i contendenti. Con l’assegnazione dei premi dei registi, la strada verso l’OscarallaMiglior regiaappare ora chiaramente segnata. Data la storica correlazione tra i due enti, il risultato odierno agisce come un potente catalizzatore, trasformando il favorito del sindacato nel frontrunner assoluto per la statuetta dorata. D’altronde già infase nominationc’è stata una forte convergenza dato che4 dei 5 candidati(Anderson, Coogler, Zhao, Safdie)agli Oscar di quest’anno avevano anche ottenuto la candidatura aiDGA.

Il verdetto della DGA: una sentenza per l’Oscar
La storia parla chiaro: su77 edizioni, il regista eletto dalla DGA ha poi sollevato l’Oscar in ben68 occasioni. Questa sovrapposizione dell’88%trasforma il premio del sindacato in una vera e propria sentenza anticipata. Il motivo è tecnico e politico: ivotanti DGA sono colleghi che votano anche per gli Oscare che valutano il lavoro totale: la complessità del set, la gestione del budget e il controllo dell’opera, criteri che l’Academy sposa quasi sistematicamente. Il precedente diSean Baker, che l’anno scorso ha cavalcato il trionfo DGA perAnorafino alla conquista della statuetta dorata, è solo l’ultimo capitolo di una narrativa di vittoria che sembra ripetersi negli ultimi anni con una forza statistica ancora maggiore. Tenendo bene a mente che la vittoria diBakerfu una sorpresa dato che il suo rivaleBrady CorbetperThe Brutalistnon solo aveva vinto il maggior numero di premi ma anche ilGolden Globee successivamente ilBAFTA.

DGA AWARDS 2026
La cavalcata trionfale diPaul Thomas AndersonperOne Battle After Anotherha ormai assunto le proporzioni di un dominio assoluto, trasformando l’attualeStagione dei Premiin un monologo autoriale senza precedenti. Dopo aver fatto terra bruciata tra i circoli della critica americana, conquistando ben tre dei prestigiosiBig Four(NBR, LAFCA e NSFC), il cineasta ha consolidato il proprio status di frontrunner ottenendo i massimi riconoscimenti dell’industria, tra cui ilGolden Globee ilCritics Choice Award. Questa pioggia di premi, che attraversa l’intero alfabeto delle associazioni internazionali — dalle storiche compagini di Chicago, Londra e San Francisco fino ai riconoscimenti di Capri Hollywood e degli AACTA — ha trovato la sua definitiva consacrazione nel verdetto dellaDirectors Guild of America.

Il trionfo aiDGA Awardsrappresenta la “sentenza” statistica più affidabile per la corsa all’Oscar. La vittoria diAndersonnon riflette dunque solo il consenso estetico dei critici (espresso attraverso sigle come TFCA, CFCA, SFBAFCC e decine di altri circoli regionali), ma sancisce una totale convergenza con il voto dei professionisti del settore. Di fatto, l’assegnazione delDGAblinda la candidatura di Anderson, trasformando la sua marcia verso il Dolby Theatre in una delle scalate più solide e indiscusse degli ultimi anni, dove il prestigio del cinema d’autore si sposa perfettamente con l’influenza politica e industriale dei grandi sindacati hollywoodiani.
NOMINATIONS OSCAR 2026 MIGLIOR REGIA
Paul Thomas Anderson (One Battle After Another) (36): AFCC, NBR, LAFCA, TFCA, CFCA, PCC, StLFCA, SFBAFCC, IFJA, PFCS, SFCS, AFCA, DFWFCA, BOFCA, LVFCS, PFCC, KCFCC, GAFCA, UKFCA, NJFCC, PCA, MNFCA, NSFC, Critics Choice Award, OFCC, Capri Hollywood-International Film Festival, COFCA, GWNYFCA, GOLDEN GLOBE, HFCS, NDFS, OFCS, LFCC, DiscussingFilm Global Critic Award, AACTA,DGA
Ryan Coogler (Sinners) (22): Astra Midseason Movie Award, MMCG, WAFCA, AAFCA, BSFC, SDFCS, SEFCA, NYFCO, DFCC, OAFFC, BFCC, NTFCA, EDA, PRCA, CACF, Astra Film Award, PFCA, MCFCA, CIC, Houston Film Critics Society, DFCS, NCFCA
Chloé Zhao (Hamnet) (2): WFCC, IFCA
Joachim Trier (Sentimental Value) (1): European Film Award
Josh Safdie (Marty Supreme) (0): –






