DAVID DI DONATELLO 2026: chi è la favorita nella categoria Miglior attrice non protagonista?

La cinquina dei David 2026 per la Miglior attrice non protagonista celebra l’eccellenza del cinema italiano attraverso un mix di icone e volti nuovi. Se Valeria Golino e Valeria Bruni Tedeschi rappresentano la continuità storica, Barbara Ronchi e Matilde De Angelis confermano la loro centralità contemporanea. Silvia D’Amico e Milvia Marigliano poi aggiungono rigore e freschezza a una sfida aperta

La cinquina per il David di Donatello 2026 come Miglior attrice non protagonista si presenta come una delle più equilibrate e affascinanti degli ultimi anni, offrendo uno spaccato perfetto della vitalità del cinema italiano contemporaneo. Quest’anno, l’Accademia ha saputo far convivere icone consolidate della nostra cinematografia con talenti in una fase di sfolgorante maturità e scoperte di matrice autoriale, creando un mix di stili che spazia dal realismo fisico al simbolismo più rarefatto.

Il panorama delle nominate riflette una tendenza chiara: la ricerca di personaggi femminili che non siano solo di supporto, ma che agiscano come veri pilastri strutturali dei film che abitano. Da un lato abbiamo la “vecchia guardia” rappresentata da Valeria Golino e Valeria Bruni Tedeschi, garanzie di eccellenza che continuano a trovare nuove sfumature nella fragilità e nel dolore. Dall’altro, la centralità assunta da interpreti come Barbara Ronchi e Matilde De Angelis testimonia un ricambio generazionale ormai compiuto, dove la trasformazione fisica e l’impegno politico diventano strumenti espressivi fondamentali. A chiudere il cerchio, le “prime volte” di Silvia D’Amico e Milvia Marigliano aggiungono quel tocco di freschezza e rigore teatrale che impreziosisce la categoria. Che si tratti di esplorare la memoria in un contesto onirico o di raccontare la resistenza identitaria nelle periferie dell’anima, queste cinque attrici hanno saputo trasformare i ruoli “di fianco” in indagini profonde sulla condizione umana, rendendo l’attesa per la cerimonia di premiazione una questione di pura eccellenza interpretativa

6. SILVIA D’AMICO – Tre Ciotole

Silvia D’Amico arriva alla sua prima candidatura con un percorso costruito con coerenza e rigore, attraversando cinema indipendente, serialità e teatro. In Tre Ciotole, sotto la regia sensibile di Isabel Coixet, si inserisce in un racconto emotivamente stratificato dove il corpo e le emozioni diventano linguaggio narrativo. Il suo personaggio, Elisa, si muove in un contesto dominato dalla trasformazione interiore della protagonista, contribuendo a creare una dimensione relazionale fatta di sottrazioni e tensioni implicite. D’Amico dimostra una maturità interpretativa che privilegia il non detto, lavorando per sottrazione emotiva e costruendo un equilibrio raffinato tra presenza scenica e delicatezza psicologica. La sua versatilità, maturata tra cinema d’autore e serialità di qualità, le consente di abitare il ruolo con naturalezza, risultando incisiva senza mai forzare. La collaborazione con una regista internazionale come Coixet rafforza ulteriormente il valore della prova, rendendola una presenza discreta ma fondamentale.

NOTA DI PRESTIGIO: è la sua prima candidatura ai David

CHANCE DAVID: D’Amico rappresenta la classica “sorpresa” della cinquina: un volto solido ma mai premiato prima. Potrebbe conquistare voti grazie alla freschezza della candidatura e alla raffinatezza della sua interpretazione, soprattutto se il film dovesse ottenere consenso trasversale.

5. VALERIA GOLINO – Breve storia d’amore

Valeria Golino è una delle figure più autorevoli del cinema italiano contemporaneo e in Breve storia d’amore porta in scena un personaggio complesso e stratificato come Cecilia. La sua carriera internazionale e la profonda esperienza nei ruoli di supporto emergono chiaramente in un’interpretazione che si distingue per equilibrio tra razionalità e fragilità emotiva. Golino costruisce il personaggio attraverso micro-espressioni e modulazioni sottili, dimostrando una naturalezza e una profondità psicologica rare. La sua capacità di dominare scene corali senza mai sovrastarle contribuisce a rendere il film più denso e credibile, mentre la sua forte riconoscibilità artistica aggiunge peso e autorevolezza all’intera operazione.

NOTA DI PRESTIGIO: Ha al suo attivo 26 nomination complessive tra cui 6 come miglior attrice non protagonista, vincendone 2 in questa categoria (Il capitale umano, 5 è il numero perfetto).

CHANCE DAVID: La Golino parte con un forte vantaggio “storico”: è amatissima dall’Accademia. Potrebbe vincere grazie alla solidità della sua interpretazione e al peso della sua carriera, soprattutto in una categoria dove spesso viene premiata la continuità artistica.

4. VALERIA BRUNI TEDESCHI – Cinque secondi

Reduce dalla vittoria dello scorso anno, Valeria Bruni Tedeschi torna con un ruolo profondamente emotivo in Cinque secondi. Il personaggio di Giuliana si inserisce in una dimensione carica di dolore e memoria, terreno ideale per un’attrice capace di un’intensità emotiva fuori scala.
La sua interpretazione si distingue per autenticità e profondità, riuscendo a trasformare ogni scena in un momento di verità. Bruni Tedeschi lavora sulle fragilità del personaggio con uno sguardo empatico, rendendo universali i drammi personali.

NOTA DI PRESTIGIO: Ha ottenuto complessivamente 9 nomination, di cui 2 come miglior attrice non protagonista: la prima, lo scorso anno, si è trasformata in una vittoria per L’arte della gioia, mentre la seconda è quella attuale.

CHANCE DAVID: Potrebbe beneficiare dell’effetto “back-to-back”: quando un’attrice è particolarmente in forma, l’Accademiatende a premiarla più volte a breve distanza. Tuttavia, la recente vittoria potrebbe anche spingere verso un’alternanza.

3. BARBARA RONCHI – Diva Futura

Barbara Ronchi è oggi una delle attrici più centrali del cinema italiano, e Diva Futura rappresenta una svolta significativa con il passaggio alla categoria non protagonista. Il suo personaggio, Debora Attanasio, attraversa un contesto storico e culturale complesso, quello dell’industria pornografica italiana tra anni ’80 e ’90. Ronchi costruisce un arco evolutivo ricco e credibile, mostrando una notevole capacità trasformativa: da figura inizialmente ingenua a donna pienamente consapevole. La sua interpretazione si distingue per intensità e realismo, evitando qualsiasi giudizio morale e privilegiando uno sguardo profondamente empatico.

NOTA DI PRESTIGIO: Ha vinto nel 2003 il David come miglior attrice protagonista per Settembre. È da lì e diventata una presenza fissa nelle cinquine. È alla sua quinta candidatura, la prima come non protagonista. Per Diva Futura ha già all’attivo una nomination ai Nastri d’Argento

CHANCE DAVID: Il suo momento artistico è fortissimo e il ruolo è ricco e trasformativo. Potrebbe vincere come riconoscimento alla sua centralità nel cinema italiano contemporaneo.

2. MATILDE DE ANGELIS – Fuori

Matilde De Angelis conferma il suo talento con un ruolo complesso e fisico in Fuori. Il personaggio di Roberta vive in una dimensione marginale e politica, dove il corpo e l’identità diventano strumenti di resistenza. De Angelis affronta il ruolo con grande intensità, unendo energia fisica e autenticità interpretativa. La sua forte presenza scenica le permette di incarnare un personaggio ribelle e stratificato, contribuendo in modo decisivo all’equilibrio del film. il rapporto con la protagonista crea un asse narrativo centrale, rendendo la sua prova non solo incisiva ma strutturalmente fondamentale, confermando una maturità già riconosciuta anche in premi precedenti.

NOTA DI PRESTIGIO :Ha al suo attivo 1 David vinto in questa categoria nel 2021 per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose. Per questo ruolo ha gia vinto il Nastro d’Argento con Elodie.

CHANCE DAVID: È una seria contendente: ha già vinto, è amata e il ruolo è forte. Potrebbe imporsi se il film avrà grande consenso critico.

1. MILVIA MARIGLIANO – La Grazia

Milvia Marigliano rappresenta la candidatura più autoriale e radicale della cinquina. Proveniente da un solido background teatrale, porta in La Grazia un personaggio – Coco Valori – che trascende il realismo per diventare figura simbolica. La sua interpretazione si inserisce perfettamente in un’estetica fatta di decadenza, memoria e spiritualità, costruendo una presenza scenica magnetica e crepuscolare. Marigliano riesce a incarnare il senso di fine e disillusione attraverso un lavoro stratificato, in cui ogni parola contribuisce a definire un personaggio complesso e carico di significato.
La collaborazione con un cinema di alto profilo e la natura fortemente autoriale del ruolo rendono la sua prova una delle più distintive della categoria.

NOTA DI PRESTIGIO: è la sua prima candidatura ai David.

CHANCE DAVID: Potrebbe essere la “scelta d’autore”: se l’Accademia decidesse di premiare un’interpretazione più artistica e meno convenzionale, ma già fortemente iconica, Marigliano potrebbe sorprendere.

Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog

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