DAVID DI DONATELLO 2026: chi è il favorito nella categoria Miglior attore non protagonista?

La categoria Miglior attore non protagonista ai David 2026 celebra la “maturità della sottrazione”. In lizza caratteristi come Roberto Citran, Andrea Pennacchi e Fausto Russo Alesi, accanto alla forza di Francesco Gheghi, Lino Musella e Vinicio Marchioni. Una sfida equilibrata tra icone storiche, cronaca nera e rigore teatrale

La corsa al David di Donatello 2026 per il Miglior attore non protagonista si delinea come una delle sfide più equilibrate e tecnicamente raffinate dell’intera edizione. La sestina individuata dall’Accademia non si limita a celebrare singole performance, ma scatta un’istantanea nitida del cinema italiano contemporaneo, dove il confine tra ruolo primario e comprimario si fa sempre più labile a favore di una narrazione corale e stratificata.

Il filo conduttore di quest’anno è senza dubbio la maturità espressiva, declinata attraverso un sapiente uso della sottrazione. Da un lato troviamo la solidità di veterani come Roberto Citran e Andrea Pennacchi, che nel film Le città di pianura offrono due volti speculari della provincia: l’uno umano e naturale, l’altro enigmatico e quasi simbolico. Accanto a loro, la categoria accoglie la precisione quasi architettonica di Lino Musella in Nonostante e il rigore filologico di Fausto Russo Alesi, capace di restituire la complessità di D’Annunzio senza mai scivolare nel macchiettismo.

Non manca però lo sguardo rivolto al presente e alla cronaca: Francesco Gheghi, con la sua interpretazione viscerale in 40 secondi, rappresenta l’urgenza di una nuova generazione di interpreti, mentre Vinicio Marchioni conferma la sua capacità di umanizzare figure autoritarie e fragili. Ciò che emerge è una categoria “di peso”, dove ogni candidato porta in dote un bagaglio artistico che spazia dal teatro di ricerca al grande cinema d’autore, trasformando il ruolo non protagonista nel vero baricentro emotivo delle rispettive pellicole. Una sfida che si preannuncia incerta fino all’ultimo voto

6. ANDREA PENNACCHI – Le città di pianura

Andrea Pennacchi porta sullo schermo un personaggio enigmatico e sfuggente come Genio, costruendo una presenza scenica fatta di sottrazione, ambiguità e controllo assoluto del mezzo espressivo. Il suo ingresso nella narrazione spezza gli equilibri del trio protagonista, generando una tensione sottile che si muove tra disillusione e ironia amara. Pur con un minutaggio limitato, riesce a imporsi grazie a una forte presenza scenica, trasformando Genio in una figura quasi simbolica più che narrativa, arricchita dal suo solido background teatrale.

NOTA DI PRESTIGIO:È alla sua prima candidatura ai David di Donatello

CHANCE DAVID: Potrebbe imporsi come outsider grazie a una performance atipica e stratificata, che premia l’intelligenza interpretativa più che l’impatto emotivo diretto. Il suo Genio è una figura che resta impressa proprio per la sua elusività.

5. FAUSTO RUSSO ALESI – Duse

Fausto Russo Alesi si confronta con una figura iconica e complessa come Gabriele D’Annunzio, restituendone il carisma magnetico e le contraddizioni profonde attraverso un approccio rigoroso e mai imitativo. La sua interpretazione privilegia la dimensione psicologica rispetto alla mera somiglianza, lavorando su un’intensità controllata e su una profondità che evita ogni eccesso retorico. La solida formazione teatrale emerge nella precisione del gesto e nella costruzione di un personaggio credibile e stratificato.

NOTA DI PRESTIGIO: È la sua seconda candidatura dopo quella ottenuta – sempre come non protagonista – per Esterno Notte nel 2023

CHANCE DAVID: Il fascino di un personaggio storico così rilevante, unito a una prova misurata e rigorosa, potrebbe convincere l’Accademia, soprattutto se il film avrà un forte peso complessivo.

4. VINICIO MARCHIONI – Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino

Vinicio Marchioni costruisce una figura paterna complessa e stratificata all’interno di un contesto dominato dalla criminalità organizzata, riuscendo a umanizzare il personaggio senza cadere negli stereotipi. La sua interpretazione si muove con equilibrio tra durezza e vulnerabilità, facendo emergere una forte empatia con lo spettatore. L’esperienza consolidata si riflette in una prova solida e sfumata, capace di restituire tutta la fragilità nascosta dietro l’autorità.

NOTA DI PRESTIGIO:È la sua terza candidatura ai David: la prima nel 2011 come protagonista per 20 sigarette e la seconda due anni fa’ come non protagonista per C’è ancora domani

CHANCE DAVID:Potrebbe essere il candidato “di consenso”: una prova solida, riconoscibile e emotivamente accessibile, che potrebbe raccogliere voti trasversali.

3. FRANCESCO GHEGHI – 40 secondi

Francesco Gheghi affronta un ruolo estremamente delicato e disturbante, incarnando un giovane dominato da frustrazione e desiderio di affermazione che sfocia nella violenza. La sua interpretazione è intensa, fisica e profondamente immersiva, capace di sostenere la complessità psicologica del personaggio senza attenuarne le contraddizioni. L’energia interpretativa, tipica delle nuove generazioni, si combina con una sorprendente maturità espressiva.

NOTA DI PRESTIGIO: E’ la sua seconda candidatura ai David, dopo quella ottenuta lo scorso anno come attore protagonista per Familia. 40 secondi ha vinto al Rome Film Fest Il premio speciale della Giuria per il cast

CHANCE DAVID:Il ruolo, ispirato a una vicenda reale di forte impatto, potrebbe giocare a suo favore. Se premiata l’urgenza e il coraggio della performance, Gheghi potrebbe rappresentare la sorpresa della categoria.

2. LINO MUSELLA – Nonostante

Lino Musella offre una prova di grande finezza e rigore, costruendo un personaggio che vive di sfumature, silenzi e dettagli minimi. La sua interpretazione si distingue per un controllo straordinario del mezzo espressivo, dove ogni gesto è calibrato e ogni pausa acquista significato. L’eleganza e la precisione attoriale rendono il personaggio profondamente credibile, confermando la sua autorevolezza artistica.

NOTA DI PRESTIGIO: È la sua seconda candidatura ai David dopo quella ottenuta – sempre come non protagonista – per Favolacce

CHANCE DAVID: Potrebbe essere premiato per la raffinatezza della sua prova, soprattutto in una categoria che spesso valorizza interpretazioni sottili e tecnicamente impeccabili.

1. ROBERTO CITRAN – Le città di pianura

Roberto Citran conferma la sua straordinaria capacità di dare profondità anche ai ruoli secondari, costruendo un personaggio autentico, naturale e perfettamente integrato nel tessuto narrativo del film. La sua interpretazione si distingue per misura e umanità, con una presenza discreta ma incisiva che valorizza ogni scena. L’esperienza e la versatilità emergono in una prova solida e priva di artifici.

NOTA DI PRESTIGIO:È la sua quarta candidatura ai David. Tutte ottenute nella categoria Miglior attore non protagonista: nel 1990 Piccoli equivoci, nel 1995 Il toro, nel 2025 Berlinguer – La grande ambizione

CHANCE DAVID:Potrebbe rappresentare la scelta “di carriera”: una vittoria che riconoscerebbe non solo la performance ma anche un percorso artistico coerente e di grande valore.

Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog

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