CANNES 2026: Minotaur – Il labirinto morale e geopolitico di Andrey Zvyagintsev

Minotaur è un thriller politico diretto da Andrey Zvyagintsev, adattamento libero di un classico di Chabrol. Ambientato nella Russia del 2022, il film intreccia la crisi aziendale e l’infedeltà coniugale del protagonista con lo sfondo della guerra in Ucraina, offrendo un ritratto spietato e visivamente straordinario del collasso sociale

Presentato in anteprima mondiale nel concorso principale del Festival di Cannes, Minotaur segna il ritorno dietro la macchina da presa del maestro russo Andrey Zvyagintsev, a nove anni di distanza dal successo di Loveless. Dopo aver affrontato una drammatica battaglia per la vita a causa del Long Covid, che lo ha costretto a un lungo coma e alla riabilitazione, il cineasta torna a Cannes con un’opera definita dalla critica un vero e proprio miracolo artistico. Scritto in collaborazione con Simon Liashenko, il film è una coproduzione internazionale tra Francia, Lettonia e Germania distribuita da Les Films du Losange e Mubi. Zvyagintsev traspone in una cupa cornice russa il classico del cinema francese del 1969 La moglie infedele di Claude Chabrol, traducendolo in un teso thriller politico della durata di 128 minuti che unisce il dramma intimo alla tragedia collettiva.

TRAMA:La vicenda è ambientata nel 2022, sullo sfondo di una piccola città della provincia russa, mentre oltre il confine divampa il dramma della guerra russo-ucraina. Il protagonista è Gleb, interpretato da Dmitriy Mazurov, un dirigente d’azienda di successo la cui esistenza meticolosamente controllata sta per andare in frantumi. Schiacciato da una crisi aziendale senza via d’uscita che lo sta costringendo a licenziare tutti i suoi dipendenti, l’uomo vede crollare anche il proprio rifugio privato quando scopre che la moglie Galina, interpretata da Iris Lebedeva, lo tradisce. Questa dolorosa rivelazione extraconiugale, unita al caos globale e alle crescenti pressioni economiche, accelera il collasso psicologico dell’uomo, trascinando la sua vita apparentemente ordinata verso un pericoloso punto di rottura e una spirale di inevitabile violenza.

L’infedeltà coniugale come specchio del collasso sociale

In perfetta continuità con i suoi capolavori precedenti, Zvyagintsev utilizza una crisi familiare per mettere in scena un ritratto brutalmente realistico e senza compromessi della Russia contemporanea. Il labirinto morale in cui si muove Gleb non è solo sentimentale, ma riflette l’instabilità e il degrado etico di un intero Paese investito dal conflitto geopolitico. Grazie alla straordinaria fotografia del collaboratore storico Mikhail Krichman, il regista costruisce un’atmosfera asfissiante e geometrica, esaltata da una celebre e virtuosistica sequenza di venti minuti completamente priva di dialoghi, puro esempio di narrazione visiva. Minotaur esplora così le zone d’ombra della classe privilegiata russa, dove il tradimento privato diventa la perfetta metafora dell’isolamento e della cecità di una società sull’orlo del baratro.

Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog

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