I British Independent Film Awards entrano nel vivo con l’annuncio dei premi tecnici (Craft), una tradizione ormai consolidata che permette ai BIFA di mettere in luce, con qualche giorno di anticipo sulla cerimonia principale, il lavoro di chi costruisce materialmente l’identità dei film: direttori della fotografia, montatori, creatori di suoni, costruttori di mondi visivi e musicali.
Questi riconoscimenti rappresentano il cuore dell’approccio BIFA al cinema indipendente: valorizzare l’artigianato creativo e l’innovazione produttiva che spesso definiscono più di ogni altra cosa lo stile del cinema britannico non-mainstream. Pur trattandosi di un’anteprima parziale rispetto ai premi maggiori — che includeranno miglior film, regia e interpretazioni — i BIFA Craft Awards offrono una bussola preziosa sulle opere che si stanno imponendo per rigore tecnico e visione artistica.

BIFA Craft Awards: l’altra faccia del premio tecnico, lontana dagli Oscar
A differenza di quanto accade per altri riconoscimenti internazionali, i risultati dei premi tecnici dei BIFA raramente trovano una corrispondenza nelle nominations o nelle dinamiche vincenti degli Oscar, e il motivo risiede nella natura stessa del premio. I BIFA sono costruiti attorno a un’idea di indipendenza che privilegia film a budget contenuto, produzioni britanniche o europee e percorsi creativi spesso lontani dalle logiche commerciali globali. È dunque naturale che i lavori premiati qui, per quanto eccellenti dal punto di vista artistico e realizzativo, non trovino spazio nelle categorie tecniche degli Academy Awards, dove prevalgono opere sostenute da campagne promozionali enormi, studi americani e risorse produttive di scala molto superiore.
Questo scollamento non riduce l’importanza di questi premi tecnici: al contrario, ne sottolinea la funzione. I BIFA Craft Awards diventano infatti un osservatorio privilegiato su ciò che l’industria indipendente britannica sta generando in termini di stile, tendenze e innovazione. Non indicano necessariamente quali titoli potranno avere un futuro agli Oscar, ma mostrano con chiarezza quali film stanno emergendo per inventiva visiva, freschezza artigianale e capacità di superare i limiti produttivi con soluzioni creative. Se gli Oscar premiano spesso la perfezione industriale, i BIFA celebrano la libertà e l’ingegnosità: due prospettive diverse, entrambe fondamentali per comprendere lo stato di salute del cinema contemporaneo.
Ai BIFA Craft Awards dello scorso anno, il film che ha dominato è stato Kneecap con 4 premi tecnici (casting, montaggio, musica originale, supervisione musicale). A seguire, Civil War ha ottenuto 2 riconoscimenti (effetti speciali e sonoro), mentre altri titoli come Love Lies Bleeding, Firebrand, Unicorns e The Assessment si sono aggiudicati un premio ciascuno. Tuttavia, nessuno di questi film ha avuto un impatto diretto sulle nomination agli Oscar – Kneecap in rappresentanza dell’Irlanda, è riuscito solo ad entrare nella shortlist dei semifinalisti per il Miglior film internazionale senza però riuscire ad ottenere la candidatura – confermando che la filosofia dei BIFA privilegia l’indipendenza, la sperimentazione e l’artigianalità, elementi spesso lontani dalle logiche industriali che guidano l’Academy.

VINCITORI BIFA CRAFT AWARDS 2025
I British Independent Film Awards (BIFA) hanno annunciato i vincitori delle categorie tecniche 2025, rivelati a Londra durante un evento al One Hundred Shoreditch, con Susan Wokoma, Ella Kemp (Letterboxd) e Karis Aldridge a fare da padrone di casa.
A dominare la sezione Craft è stato Warfare, il dramma viscerale sui Navy SEAL diretto da Alex Garland e Ray Mendoza, che ha conquistato tre premi: miglior montaggio (Fin Oates), migliori effetti speciali (Simon Stanley-Clamp, Ryan Conder) e miglior sonoro (Glenn Freemantle, Mitch Low, Howard Bargroff, Ben Barker e Richard Spooner).

Tra i riconoscimenti principali figura anche Die, My Love: Seamus McGarvey si è aggiudicato il premio per la miglior fotografia, mentre Raife Burchell e Ian Neil hanno vinto per la miglior supervisione musicale del film di Lynne Ramsay con Jennifer Lawrence.
Spicca inoltre Pillion, esordio di Harry Lighton, che porta a casa due premi tecnici: miglior costume (Grace Snell) e miglior trucco e acconciatura (Diandra Ferreira).

Per la miglior musica originale sono stati premiati Tom Basden e Adem Ilhan per The Ballad of Wallis Island, mentre il riconoscimento per il miglior casting è andato a Lauren Evans per I Swear. Il premio per la migliore scenografia è stato assegnato a Nathan Parker per Harvest, folk horror diretto da Athina Rachel Tsangari.
A guidare il numero totale di candidature ai BIFA 2025 è My Father’s Shadow di Akinola Davies Jr., in lizza anche nelle categorie interpretative con nomi come Jennifer Lawrence, Harry Melling, Cillian Murphy, David Jonsson, Tom Blyth e Robert Aramayo. Tutti gli altri premi verranno annunciati durante la cerimonia ufficiale del 30 novembre.
Casting – Lauren Evans, I Swear
Cinematography – Seamus McGarvey, Die My Love
Costume design – Grace Snell, Pillion
Editing – Fin Oates, Warfare
Effects – Simon Stanley-Clamp and Ryan Conder, Warfare
Music supervision – Raife Burchell and Ian Neil, Die My Love
Make-up and hair design – Diandra Ferreira, Pillion
Original music – Tom Basden and Adem Ilhan, Ballad Of Wallis Island
Production design – Nathan Parker, Harvest
Sound – Glenn Freemantle, Mitch Low, Howard Bargroff, Ben Barker and Richard Spooner, Warfare

