La 76ª edizione delFestival di Berlinosi chiude nel segno di un cinema politico – malgrado le dichiarazioni divisive del presidente della giuria – con una sorprendente centralità del nuovo cinema turco. A conquistare il premio per il miglior film èYellow Lettersdi Ilker Catak,Orso d’oroper un dramma che trasforma la repressione statale in un doloroso sismografo domestico. Un’opera tesa e lucida che ha dominato idealmente la competizione, imponendosi come titolo guida di questa edizione. Subito dietro,Salvationdi Emin Alper (Gran premio della giuria) conferma la forza di uno sguardo capace di fondere misticismo e conflitto sociale, mentreQueen at Seadi Lance Hammer si distingue come il film più premiato della selezione ufficiale con due riconoscimenti: oltre a quello per lemigliori performance da supportera Anna Calder-Marshall e Tom Courtenay – anche ilPremio della giuria.
Il premio per laMiglior regiava a Grant Gee perEverybody Digs Bill Evans, raffinato biopic che rilegge la crisi creativa del grande pianista jazz con un bianco e nero ascetico e rarefatto. Sul fronte delle interpretazioni, spicca la miglior performance da protagonista diSandra HullerperRose, intensa parabola identitaria ambientata nel XVII secolo.
Tra i riconoscimenti alla scrittura emergeNina Rozadi Genevieve Dulude-De Celles, premiato per la miglior sceneggiatura, mentre il contributo artistico più audace è attribuito al documentarioYo (Love Is a Rebellious Bird)di Anna Fitch e Banker White, opera ibrida e profondamente personale che conferma l’attenzione della Berlinale per forme espressive non convenzionali.
Nel complesso, la top 10 ideale di questaBerlinale– guidata daYellow Letters, Queen at SeaeSalvation– restituisce l’immagine di un festival attraversato da tensioni politiche, dilemmi etici e riflessioni sull’identità. Un’edizione compatta e coerente, in cui il miglior film dialoga con la miglior regia, la miglior sceneggiatura e le interpretazioni premiate, componendo un palmarès che sembra voler ribadire il ruolo del cinema come spazio critico e atto di resistenza culturale.

VINCITORI BERLINALE 2026
Golden Bear:“Yellow Letters” İlker Çatak
Yellow Lettersè un dramma politico viscerale che indaga il collasso di una famiglia di artisti sotto i colpi della censura statale. Quando una coppia di intellettuali turchi riceve le “lettere gialle” di licenziamento e sequestro, la loro esistenza viene polverizzata, costringendoli a un esilio degradante. Il regista Çatak esplora come la repressione agisca da virus tra le mura domestiche, alimentando tensioni tra integrità ideologica e sopravvivenza pragmatica. Attraverso una geografia urbana simbolica, il film trasforma la cronaca di una persecuzione in un monito globale sull’autoritarismo, riaffermando l’arte come ultimo, necessario atto di resistenza civile
Silver Bear Grand Jury Prize:“Salvation” Emin Alper

Salvationè un dramma rurale tesissimo che trasforma un remoto villaggio turco in un campo di battaglia metafisico. Il regista Emin Alper mette in scena il ritorno di un clan esiliato, innescando una faida territoriale che scuote le fondamenta di una comunità arcaica. Attraverso la figura di Mesut e le sue inquietanti visioni mistiche, il film esplora il confine sottile tra fervore religioso e lotta di potere. Tra tensioni latenti e risentimenti storici, l’opera interroga lo spettatore sulla natura della fede: un dilemma morale che oscilla pericolosamente tra la rovina violenta e la possibilità di una redenzione finale.
Silver Bear Jury Prize:“Queen at Sea” Lance Hammer

Queen at Seaè un dramma etico folgorante che trasforma un appartamento londinese nel teatro di un insolubile dilemma morale. Quando Amanda sorprende l’anziana madre Leslie, affetta da demenza avanzata, in intimità con il patrigno Martin, l’atto di cura si trasforma in un’indagine giudiziaria sul consenso. Attraverso una regia intima e carica di tensione, il film esplora il confine tra protezione istituzionale e dignità del desiderio residuo. Mettendo a confronto la pragmatica severità della legge con la devozione fisica di Martin, l’opera di Hammer riflette sulla violenza del controllo e sulla fragilità dell’identità umana nell’oblio della malattia
Silver Bear for Best Director:“Everybody Digs Bill Evans” Grant Gee

Everybody Digs Bill Evansè un biopic sperimentale che trasforma il lutto in un’indagine estetica sul silenzio. Focalizzandosi sul 1961, dopo la tragica scomparsa del bassista Scott LaFaro, il film di Grant Gee documenta l’eclissi del “poeta del pianoforte jazz” tra dipendenza e isolamento. Attraverso un bianco e nero rigoroso interrotto da squarci cromatici, l’opera esplora l’intervallo esistenziale in cui il genio si spoglia di tutto per espiazione. Tra dinamiche familiari e degrado, Gee riflette sulla fragilità della bellezza, mostrando come il tormento privato e la stasi creativa siano paradossalmente i presupposti necessari per un’arte immortale e trascendente
Silver Bear for Best Lead Performance:“Rose” Sandra Huller
Roseè un dramma storico folgorante che trasforma l’identità in un radicale atto di resistenza politica. Ambientato nella Germania del XVII secolo, il film narra la storia di una donna che, assumendo le spoglie di un soldato, rivendica diritti e proprietà preclusi al suo genere. Attraverso la regia di Schleinzer, il travestimento smette di essere un semplice inganno per diventare un dispositivo di sopravvivenza contro strutture sociali e burocratiche oppressive. Rose esplora con rigore il conflitto tra verità personale e ordine collettivo, mostrando come la costruzione di un’identità maschile sia l’unica via per ottenere autonomia in un mondo rigidamente gerarchico
Silver Bear for Best Supporting Performance:Anna Calder-Marshall and Tom Courtenay for “Queen at Sea,” Lance Hammer
Silver Bear for Best Screenplay:“Nina Roza” Geneviève Dulude-De Celles
Nina Rozaè un’opera toccante che utilizza il mondo dell’arte come pretesto per un’indagine interiore sulla memoria. Quando Mihail, perito bulgaro naturalizzato canadese, torna in patria per autenticare le tele di una bambina prodigio, il suo compito professionale si trasforma in una catarsi privata. Attraverso lo specchio tra la piccola artista e il ricordo della figlia, la regista Dulude-de Celles esplora il dolore del lutto e il peso delle radici. Il film affronta il dilemma etico tra la verità dei fatti e la salvaguardia della bellezza, celebrando l’arte come ponte necessario per ricucire i legami con il proprio passato.
Silver Bear for Outstanding Artistic Contribution: “Yo (Love Is a Rebellious Bird)” Anna Fitch and Banker White

Si tratta di un documentario intimo e profondamente personale in cui la regista Anna Fitch elabora il lutto per la morte della sua cara amica Yolanda “Yo” Shea. Dopo la sua scomparsa, Fitch trascorre quasi dieci anni costruendo una replica in scala della casa di Yo, abbastanza grande da poterci entrare, popolandola con una figura che la rappresenta. Attraverso questa installazione, insieme a materiali d’archivio e ricordi condivisi, il film diventa una riflessione poetica sull’amicizia intergenerazionale, sulla memoria e sul bisogno di trattenere chi non c’è più. È un’opera che mescola documentario e creazione artistica per raccontare come l’amore e l’immaginazione possano trasformare il dolore in un atto creativo.
Perspectives
Best First Feature (with a prize of 50,000 euros): “Chronicles of the Siege,” Abdallah Alkhatib
Documentary Prizes
Documentary Award (with a prize of 40,000 euros): “If Pigeons Turn to Gold,” Pepa Lubojacki
Documentary Award (Special Mention): “Tutu,” Sam Pollard
Documentary Award (Special Mention): “Sometimes I Imagine Them All at a Party,” Daniela Magnani Hüller
Short Film Prizes
Golden Bear for Short Film: “Someday, a Child,” Marie-Rose Osta
Silver Bear Jury Prize: “A Woman’s Place Is Everywhere,” Fanny Texier
CUPRA Filmmaker Award: “Kleptomania,” Jingkai Qu
PANORAMA AUDIENCE AWARDS
Audience Award (Fiction): “Prosecution,” Faraz Sharia
First Runner-up: “Four Minus Three,” Adrian Goiginger
Second Runner-up: “Mouse,” Kelly O’Sullivan and Alex Thompson
Audience Award (Documentary): “Traces,” Alisa Kovalenko and Marysia Nikitiuk
First Runner-up: “The Other Side of the Sun,” Tawfik Sabouni
Second Runner-up: “Bucks Harbor,” Pete Muller
GENERATION COMPETITION
International Jury
Grand Prix for the Best Film in Generation Kplus: “Gugu’s World,” Allan Deberton
Special Mention: “Atlas of the Universe,” Paul Negoescu
Special Prize for the Best Short Film in Generation Kplus: “Spi,” Navroz Shaban
Special Mention: “Under the Wave off Little Dragon,” Luo Jian
Grand Prix for the Best Film in Generation 14plus: “Sad Girlz,” Fernanda Tovar
Special Mention: “Matapanki,” Diego Mapache Fuentes
Special Prize for the Best Short Film in Generation 14plus: “The Thread,” Fenn O’Meally
Special Mention: “Memories of a Window,” Mehraneh Salimian and Amin Pakparvar
Youth Jury
Crystal Bear for the Best Film in Generation Kplus: “Gugu’s World,” Allan Deberton
Special Mention: “Not a Hero,” Rima Das
Crystal Bear for the Best Short Film in Generation Kplus: “Whale 52 – Suite for Man, Boy, and Whale,” Daniel Neiden
Special Mention: “Under the Wave off Little Dragon,” Luo Jian
Crystal Bear for the Best Film in Generation 14plus: “Sad Girlz,” Fernanda Tovar
Special Mention: “A Family,” Mees Peijnenburg
Crystal Bear for the Best Short Film in Generation 14plus: ”Memories of a Window,” Mehraneh Salimian and Amin Pakparvar
Special Mention: ”Nobody Knows the World,” Roddy Dextre
TEDDY AWARDS
Best Feature Film: “Ivan & Hadoum,” Ian de la Rosa
Best Documentary: “Barbara Forever,” Brydie O’Connor
Best Short Film: “Taxi Moto,” Gaël Kamilindi
Jury Award: “Trial of Hein,” Kai Stänicke
Special Award: Céline Sciamma
FIPRESCI AWARDS
Competition: “Soumsoum, the Night of the Stars,” Mahamat-Saleh Haroun
Perspectives: “Animol,” Ashley Walters
Panorama: “Narciso,” Marcelo Martinessi
Forum: “AnyMart,” Yusuke Iwasaki
ECUMENICAL JURY AWARDS
Competition: “Flies,” Fernando Eimbcke
Panorama: “Bucks Harbor,” Pete Muller
Forum: “River Dreams,“ Kristina Mikhailova
LABEL EUROPA CINEMAS AWARD
“Four Minus Three,” Adrian Goiginger
PRIZE OF THE GUILD OF GERMAN ARTHOUSE CINEMAS
“Yellow Letters,” İlker Çatak
Special Mention: “The Loneliest Man in Town,” Tizza Covi and Rainer Frimmel
READERS’ JURIES
Berliner Morgenpost Readers’ Award: “Flies,” Fernando Eimbcke
Tagesspiegel Readers’ Award: “I Built a Rocket Imagining Your Arrival,” Janaína Marques
CALIGARI FILM PRIZE
“If Pigeons Turned to Gold,” Pepa Lubojacki
PEACE FILM PRIZE
“Tutu,” Sam Pollard
AMNESTY INTERNATIONAL FILM AWARDd
“What Will I Become?,” Lexie Bean and Logan Rozos
HEINER CAROW PRIZE
“Prosecution,” Faraz Shariat
PRIZE AG KINO – GILDE – CINEMA VISION 14PLUS
“What Will I Become?,” Lexie Bean and Logan Rozos
Special Mention: ”Sunny Dancer,” George Jaques
C.I.C.A.E. Art Cinema Award
“Prosecution,” Faraz Shariat
“On Our Own,” Tudor Cristian Jurgiu
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog







