Mubi ha scatenato la curiosità dei cinefili svelando il primo teaser di Teenage Sex and Death at Camp Miasma, l’ultima fatica della visionaria regista Jane Schoenbrun. Reduci dal successo cult di I Saw the TV Glow, la filmmaker torna con un progetto ambizioso targato Plan B (la casa di produzione di Brad Pitt), sfidando apertamente le convenzioni dei remake horror tradizionali. Con un cast eclettico che vede protagoniste Hannah Einbinder e Gillian Anderson, affiancate da volti come Jasmin Savoy Brown e Dylan Baker, il film promette di essere uno degli eventi cinematografici dell’estate, con un’uscita fissata per il 7 agosto 2026.

TRAMA:Al centro della narrazione troviamo una giovane e audace regista queer impegnata nel rilancio del franchise slasher “Camp Miasma”, ormai decaduto dopo anni di sequel mediocri. La sua missione è convincere la “final girl” originale, un’attrice ormai solitaria e leggendaria, a tornare sul set. Tuttavia, l’incontro tra le due donne innesca una spirale pericolosa: l’ossessione per il casting e la ricerca della verità cinematografica trascinano regista e attrice in un vortice di caos psicologico, desiderio e delirio sanguinoso. Ambientato tra suggestivi sfondi dipinti e un’estetica old school, il film trasforma il set di un remake in un incubo dove il confine tra realtà e finzione si dissolve completamente

Teenage Sex and Death at Camp Miasma: L’ossessione del remake e il desiderio queer
Sotto la direzione di Schoenbrun, Teenage Sex and Death at Camp Miasma si configura come un “nuovo tipo di remake horror”, un’opera meta-cinematografica che analizza il rapporto tossico tra creatore, opera e fandom. Il titolo, volutamente provocatorio e sfacciato, nasconde una profonda riflessione sull’identità e sulla fluidità del genere. Attraverso il caos psicologico e sessuale delle due protagoniste, la regista esplora come il cinema horror possa diventare un catalizzatore di desideri repressi e traumi mai risolti. L’uso di tecniche artigianali e atmosfere retrò non è solo un omaggio al genere, ma un modo per decostruire il mito della “final girl” e riscriverlo attraverso una lente contemporanea, intima e perturbante
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog






