Heart of the Beast è un intenso thriller d’avventura e sopravvivenza diretto dal regista d’azione David Ayer, la cui uscita nelle sale statunitensi è fissata per il 25 settembre. Il progetto segna la seconda collaborazione di Ayer sia con il protagonista Brad Pitt, dopo il successo di Fury del 2014, sia con il premio Oscar J.K. Simmons, precedentemente diretto in Harsh Times. La sceneggiatura, firmata da Cameron Alexander, era stata inclusa nella celebre Blacklist del 2017 prima di essere portata sullo schermo dalla Wild Chickens Productions di Damien Chazelle e Olivia Hamilton. Sebbene la storia sia ambientata tra le gelide terre dell’Alaska, le riprese si sono svolte interamente nei suggestivi scenari della Nuova Zelanda, toccando località come il lago Wakatipu e il Milford Sound.

TRAMA:segue le vicende di James Belmont, un ex ufficiale delle Forze Speciali dell’Esercito, che si ritrova a lottare per la propria vita dopo un terribile incidente aereo. Belmont precipita nel cuore della natura selvaggia dell’Alaska insieme a Odin, il suo cane da combattimento in pensione. Isolati dal mondo e lontani dalla civiltà, i due dovranno unire le forze in una brutale lotta per la sopravvivenza contro la spietatezza degli elementi naturali. Nel cast, oltre a Brad Pitt nel ruolo principale, figurano anche J.K. Simmons e Anna Lambe, impegnati a dare corpo a un’avventura ad alta tensione fisica ed emotiva.

Il legame indissolubile contro la natura selvaggia
Il fulcro narrativo del lungometraggio esplora la profonda e viscerale connessione emotiva tra un uomo e il suo cane, qui elevata a pilastro fondamentale per la salvezza reciproca di fronte alla minaccia della morte. Più che un semplice racconto d’azione militare tutto d’un pezzo, il film si configura come un dramma di resistenza estrema dove l’addestramento bellico e la fedeltà animale diventano le uniche armi per contrastare l’ostilità del territorio. Nonostante lo sfondo spettacolare offerto dai parchi nazionali neozelandesi e la promessa di una forte carica drammatica, la pellicola rischia di muoversi lungo i binari già tracciati dei survival movie tradizionali, richiamando alla mente dinamiche di genere già esplorate in passate produzioni cinematografiche dedicate al confronto tra uomo e natura.
Sabrina Canzanella
Founder & Editor – Awards Season Blog






